Multiservice, i verificatori privati in appalto: rimpallo tra Comune e Regione

Il passaggio della delega tra Comune e Regione Toscana vede amministrativi e tecnici ridimensionati


A seguito della legge regionale 85/2016, i controlli di efficienza energetica degli impianti termici passano di competenza alla Regione Toscana. I licenziamenti sono dunque motivati come conseguenza del trasferimento del servizio.
Ancora una volta la politica pensa al passaggio di competenze e non ai lavoratori? Una vicenda che si ripropone e che ha visto, negli ultimi anni, coinvolti i dipendenti provinciali e dei centri per l'impiego in particolare.
I 15 lavoratori operanti a Firenze si sono ritrovati in piazza Duomo per l'incontro con la Regione Toscana.
La Multiservice di Genova, azienda privata aggiudicataria del bando fiorentino, ha assunto in organico personale già operante sul territorio, pertanto gli impiegati hanno una anzianità di servizio più lunga dell'appalto e conoscono Firenze da molto tempo.
Sono loro, in 15, che da 15 anni si occupano delle circa 160mila utenze fiorentine, effettuando quasi 10mila verifiche l'anno sugli impianti termici pubblici e privati.
Sono sempre loro i tecnici che arrivano, con il preavviso di una lettera-notizia di verifica, e controllano la caldaia, un servizio gratuito se l'impianto risulta in regola ed al costo di 100 Euro in caso di irregolarità.

La delega passa alla Regione Toscana che ha creato un contenitore unico, una azienda pubblica dedicata all'energia, nella quale confluiscono anche i verificatori sparsi sul territorio regionale. E qui i sassolini rantolano nelle scarpe: "Non si capisce come mai - spiegano gli addetti in presidio - all'atto pratico emerge come gli impiegati siano totalmente sproporzionati; a Prato ad esempio ci sono più impiegati che a Firenze. E nonostante gli squilibri non si comprende come verrà coperto l'intero territorio regionale con personale costretto ad occuparsi sia della località di base che delle trasferte. Vorremmo proprio vedere la distribuzione dei ruoli, i nomi presenti nell'organico della società in house e conoscere le competenze di ciascuno. Perché non crediamo che gli amministrativi finiranno a fare i controlli tecnici".

"Ci hanno bruciato il lavoro" esclamano e scrivono sui cartelli a 17 giorni dalla scadenza dell'appalto che lega l'azienda di Genova con il Comune di Firenze.
Già nel mese di ottobre in sciopero e presidio sotto la presidenza della Regione Toscana, i dipendenti amministrativi e tecnici rivendicano il mantenimento del posto di lavoro in virtù delle "rassicurazioni giunte a più riprese dalle istituzioni locali" anche attraverso atti pubblici come la mozione per la riassunzione in organico regionale passata in Palazzo Vecchio a maggioranza, ma che con la stessa maggioranza non ha avuto lo stesso successo in Consiglio regionale.

Dal primo dicembre saranno licenziati senza possibilità di reimpiego per la fine dell'appalto. Si tratta di un licenziamento collettivo.

Daniele Collini della Segreteria della Fiom Cgil di Firenze ha ricordato che sussistono "L'impraticabilità per legge regionale della proroga sul servizio e l'impossibilità del ricorso agli ammortizzatori sociali da parte dell'azienda" .
Da qui la richiesta alla Regione di percorrere una strada alternativa.

Quale sarà il nuovo piano gestionale? Il personale disponibile riuscirà a coprire l'intero territorio regionale? I costi per le operazioni di verifica subiranno ritocchi? Ci saranno ricadute sui cittadini? 

 Intanto l'incontro odierno a Palazzo Strozzi Sacrati ha visto il consigliere per il lavoro del presidente Enrico Rossi, Gianfranco Simoncini, incontrare stamani il Comune di Firenze e i rappresentanti sindacali. L'obiettivo, ha detto Simoncini concludendo l'incontro "è quello di individuare soluzioni che consentano una ricollocazione di tutti i lavoratori". Una nuova riunione del tavolo è già prevista per il prossimo venerdì 16 novembre.

Antonio Lenoci