Il patrimonio dell’istituzione secolare di Via de' Malcontenti

Emergenza casa e "deroghe" turistiche

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
03 Agosto 2026 11:11
Il patrimonio dell’istituzione secolare di Via de' Malcontenti

Varcare la soglia di Via de' Malcontenti significa entrare in un pezzo di storia fiorentina che respira da 550 anni. L’ASP Firenze Montedomini non è un semplice fornitore di servizi: è il cuore del welfare cittadino, un’istituzione nata per proteggere i "malcontenti" che oggi, però, si ritrova al centro del dibattito politico. Come può un ente con una missione sociale finire nel mirino per la gestione di appartamenti turistici e per le dinamiche delle sue nomine? Dietro i verbali della Commissione Controllo emerge una realtà fatta di bilanci in bilico e strategie opache.

C’è una data che agita i sonni di Palazzo Vecchio: il 31 agosto 2026, quando l’appalto per l’assistenza nelle RSA gestite da Montedomini (Malcontenti, Abamelek, San Silvestro). Si tratta di un lotto unico, aggiudicato nel lontano giugno 2022, con un valore che supera i 32 milioni di euro.

Nonostante l'importanza vitale del servizio per gli anziani non autosufficienti, negli elenchi aggiornati al 30 giugno 2026 non compaiono né rinnovi né nuove gare. Il consigliere Dmitrij Palagi denuncia un "vuoto" preoccupante: si parla di una possibile "internalizzazione" dei servizi, ma il timore è che una scelta strategica di tale portata venga risolta con un atto tecnico dell'ultimo minuto.

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"Non può ridursi tutto a una determina dirigenziale di agosto, tecnica," avverte Palagi. Il rischio è che la politica abdichi alla propria funzione di guida, riducendo la gestione del welfare a una questione di pura burocrazia estiva.

Il punto più critico riguarda la trasformazione di parte del patrimonio in affitti brevi. Se è vero che gli appartamenti a uso turistico sono attualmente 11 su circa 200, l'indagine della Commissione Controllo ha rivelato dettagli tecnici inquietanti:

  • Il buco della trasparenza: Esistono 23 unità immobiliari dotate di CIN (Codice Identificativo Nazionale), i cui rendimenti effettivi in euro non sono ancora stati comunicati all'aula.
  • La finestra del 2027: Esiste una pressione temporale dettata dalla legge regionale che consente, fino al 30 giugno 2027, di mutare la destinazione d'uso in turistico-ricettiva anche in deroga al Piano Operativo comunale.

L'analisi della redditività svela un meccanismo perverso: il 17% del patrimonio (39 appartamenti) è degradato. Il pubblico non investe, la ristrutturazione viene "scaricata" sul privato (che copre il 70% a fondo perduto) e quest'ultimo, per rientrare dell'investimento, esige la rendita turistica. Lorenzo Masi (M5S) solleva il tema etico: "Un'Azienda Pubblica di Servizi alla Persona non può essere valutata soltanto sulla capacità di massimizzare le entrate... deve produrre valore sociale".

La governance di Montedomini, guidata dal Presidente Luigi Frittelli, è finita sotto accusa per la cosiddetta "occupazione permanente delle istituzioni". Luca Santarelli (Misto-Noi Moderati) denuncia un sistema di revolving doors dove chi esce dal Consiglio comunale entra il giorno dopo nei CdA degli enti assistenziali.

La richiesta di un "Cooling-off period" di 2-3 anni si scontra però con un paradosso normativo. Nicola Armentano (PD) ricorda che il divieto temporaneo esisteva, ma è stato cancellato proprio dall'attuale governo nazionale di destra. In questo rimpallo di responsabilità tra Firenze e Roma, la trasparenza rischia di diventare un'illusione ottica: quando controllori e controllati appartengono alla stessa filiera politica, la terzietà svanisce.

La vicenda Montedomini è diventata un "cavallo di Troia", come definito da Cristiano Balli (PD), per una battaglia ideologica più vasta. Da un lato, il Comune di Firenze cerca di porre una moratoria sugli affitti brevi; dall'altro, la destra nazionale interviene con il Viceministro Mazzi per contestare la regolamentazione fiorentina.

Tuttavia, Marco Semplici (Lista Civica Funaro Sindaca) "smaschera" una doppia morale politica: l'ASP "Città di Siena", amministrata dal centrodestra, prevede esplicitamente all'art. 11 del proprio regolamento la possibilità di fare affitti turistici. Nonostante il clima da processo mediatico, la struttura tecnica di Montedomini rivendica la legittimità delle proprie scelte, ammettendo però che esiste già un caso di irregolarità sotto esame legale, attivato dopo il blocco comunale.

Mentre si discute di turisti, 29 immobili di Montedomini restano vuoti. Luca Milani (PD) ha lanciato una sfida chiara: recuperare questi spazi per il canone concordato o l'edilizia sociale. Ma il vero nodo politico del futuro riguarda la revisione della missione dell'ente.

Stamani si registra anche l'appello di Milani a verificare l'efficacia delle esternalizzazioni. Il futuro di Montedomini non passa solo dal restauro delle mura, ma dalla capacità di dimostrare che appaltare i servizi a privati sia ancora più conveniente — in termini di costi e qualità dell'assistenza — rispetto a una gestione diretta che rimetta al centro la dignità del lavoro e della cura.

Montedomini è oggi lo specchio delle contraddizioni di Firenze. La tensione tra sostenibilità economica e valore sociale è arrivata al punto di rottura. Se l'ente dovesse rinascere oggi, sceglierebbe il turismo o l'impatto sociale?

La risposta non può essere confinata nei tribunali o nelle querele per "danno di immagine". La città ha bisogno di atti formali: una moratoria scritta sui nuovi bandi turistici e un piano concreto per i 29 appartamenti inutilizzati. Il "modello Firenze" deve decidere se essere una "casa di vetro" trasparente o se rassegnarsi a diventare una riserva di caccia per la politica e la rendita immobiliare, lasciando i propri cittadini più fragili all'ombra dei grandi flussi turistici.

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