Misericordie: il Coronavirus non ferma i giovani del Servizio Civile

Nonostante il Dipartimento abbia sospeso l'attività, oltre mille in tutta Italia hanno deciso di restare, di cui 530 in Toscana


Hanno deciso di rimanere per aiutare chi, in un momento così delicato, ha più bisogno. Non li ha fermati neanche il Coronavirus: sono oltre 1000 i giovani del Servizio Civile Universale, e quelli del servizio civile regionale Toscana, che hanno scelto, nonostante la sospensione delle attività fino al 3 aprile, annunciata con la circolare del 10 marzo dal Dipartimento per le politiche giovanili e il servizio civile universale e d’ala Regione Toscana, di restare al proprio posto e continuare a impegnarsi nelle Misericordie Italiane.

Una scelta coraggiosa che dimostra quanto questi giovani, che in certi casi entrano per la prima volta in una Misericordia proprio per lo svolgimento del Servizio Civile, entrino subito in sintonia con il concetto di ‘missione’ che dentro le Confraternite Italiane si respira da sempre. Sempre seguendo l’hastag #distantimauniti in questo momento i giovani del SCU si stanno impegnando per aiutare i cittadini che sono stati maggiormente colpiti dall’emergenza, anziani, persone fragili e con ridotta mobilità. Tra i servizi portati avanti, quelli di consegna della spesa o di medicinali, ritiro ricette dai medici di famiglia e molto altro, seguendo le necessità dei vari territori dove sono impiegati.

I dati parlano chiaro hanno deciso di rimanere in servizio 1012 giovani così suddivisi:

Toscana 530

Sicilia 137

Puglia 64

Umbria 9

Campania 185

Sardegna 22

Marche 4

Abruzzo 20

Lazio 14

Calabria 27

Redazione Nove da Firenze