Migranti ospiti a Firenze: la Prefettura detta nuove regole

 Fp Cgil: “Si rischia di produrre ulteriore esclusione e di alimentare la spirale di odio e paura che sta alla base dell'insicurezza sociale”


 Nuove indicazioni per la gestione delle strutture dedicate all'accoglienza dei migranti sarebbero arrivate da parte della Prefettura.
A darne notizia il sindacato della Cgil "Siamo stati informati, da alcuni gestori di Centri di Accoglienza Straordinaria situati nel territorio della Città metropolitana di Firenze, che dal 1° novembre 2018 i richiedenti protezione internazionale ospiti dovranno rientrare nelle strutture entro le ore 20 e permanervi sino alle ore 8 successive. E’ una disposizione scritta della Prefettura: fino a due mesi fa, si parlava solo di rientro notturno. Poi, in un’altra circolare si indicavano le ore 23 come orario di rientro. Con la nuova disposizione, ogni allontanamento al di fuori del predetto orario sarà ammesso soltanto previa autorizzazione della Prefettura stessa, qualora ricorrano motivate e straordinarie esigenze” spiega la Fp Cgil Firenze.

 Prosegue il sindacato "Nuova responsabilità e un ulteriore adempimento in capo ai lavoratori all'accoglienza che va nella direzione opposta a quella dell'inclusione. Gli operatori sociali si trovano ad affrontare compiti per loro impropri all'interno di strutture che mutano la loro natura. Ci pare un intervento disciplinare che, nel tentativo di governare una società frammentata e sempre meno coesa, rischia di produrre ulteriore esclusione e di alimentare la spirale di odio e paura che sta alla base dell'insicurezza sociale. Continuiamo a essere convinti che le comunità locali debbano essere coinvolte nei servizi di accoglienza a partire dalle Amministrazioni comunali e dai loro Sindaci, per uscire dalla gestione emergenziale e costruire servizi di accoglienza ordinari".

Dalla Prefettura ai gestori sarebbe arrivata anche un’altra circolare, sulla questione dei pacchi acquistati on-line dai richiedenti asilo e consegnati dai corrieri nelle strutture di accoglienza.
 "I gestori ora sono invitati a disporre che i pacchi siano aperti alla presenza degli operatori, sia “per ragioni di sicurezza” sia “per verificare che gli acquisti siano compatibili con la situazione economica dell’ospite”. E se risultano acquisti “spropositati” si dovrà chiedere ragione agli interessati, mentre qualunque circostanza meritevole di approfondimento deve essere riferita alla Prefettura e alle forze dell’ordine. Anche in questo caso, rileviamo che il ruolo degli operatori dei Centri d’accoglienza si arricchisce di un’altra mansione imprevista: da educatori del sociale si diventa controllori. No a questa modalità di gestire l'accoglienza ai migranti, restiamo umani e garantiamo sicurezza e integrazione per tutti" concludono i referenti locali della Fp Cgil.

Redazione Nove da Firenze