Metalmeccanici: mobilitazioni e scioperi dopo l’interruzione delle trattative per il contratto

Alla notizia in molte fabbriche della provincia di Firenze, Alstom, Leonardo, Thales, Lottomatica, Laika, Elen e Esaote, lavoratrici e lavoratori hanno deciso spontaneamente di effettuare assemblee. Ad Arezzo Fim Fiom Uilm di Arezzo proclamano 2 ore di sciopero lunedì 12 ottobre


Dopo l’interruzione delle trattativa per il rinnovo del contratto dei metalmeccanici dilaga la protesta spontanea dei lavoratori in risposta a Federmeccanica.

E’ nostra convinzione che il rinnovo del CCNL debba essere un elemento di certezza, soprattutto in un momento così complicato per il nostro Paese. Il CCNL deve dare adeguate risposte sia salariali che normative, pertanto è inaccettabile pensare che il contatto nazionale possa diminuire i diritti e il salario dei lavoratori, come vuole invece imporre Federmeccanica, si legge nelle prese di posizione ufficiali che ci arrivano dalle diverse fabbriche della provincia.

Per il Segretario Generale Fiom Cgil Firenze Daniele Calosi: “Oggi i lavoratori metalmeccanici della provincia di Firenze hanno dimostrato che non vanno sfidati. Non riconoscere il rinnovo del contratto alle persone che per vivere devono lavorare è negare loro la dignità. Dobbiamo contrastare l'intransigenza di Confindustria e di Federmeccanica, più convinti che mai della necessità di una redistribuzione che tenga insieme i lavoratori senza distinzioni. Come Fiom Cgil di Firenze, il nostro compito è garantire la salute e sicurezza sui luoghi del lavoro e assicurare una prospettiva alle realtà industriali della provincia attraverso il protagonismo delle lavoratrici metalmeccaniche e dei lavoratori metalmeccanici. Non dimentichiamoci che sono le lavoratrici e i lavoratori che, in questi anni e durante questa pandemia, hanno dato un contribuito fondamentale per mantenere in vita il sistema industriale, produttivo e manifatturiero in Italia. Sono loro a mandare avanti questo Paese”.

Il Segretario Generale Fiom Cgil Toscana Massimo Braccini commenta: "A seguito della risposta di Federmeccanica sul rinnovo del contratto, dove di fatto non vogliono riconoscere aumenti salariali ai lavoratori, in Toscana molte RSU si sono riunite per valutare quali iniziative di mobilitazione proclamare. Nella giornata di oggi sono previsti scioperi in importanti aziende della provincia di Firenze e, nei prossimi giorni, anche ad Arezzo, Siena, Pistoia e Piombino. Federmeccanica deve assumersi la responsabilità di aver interrotto il negoziato. Il Ccnl in Toscana riguarda 127.000 lavoratori e costituisce ancora oggi la più seria garanzia di progresso civile".

Anche le segreterie provinciali FIM FIOM UILM della provincia di Arezzo esprimono forte dissenso per l'atteggiamento tenuto da Federmeccanica e Assistal durante la trattativa per il rinnovo del CCNL Industria Metalmeccanica e Installazione Impianti fino al loro abbandono del tavolo negoziale avvenuto mercoledì 7 novembre: "Una lunga trattativa, che vede i lavoratori coinvolti, circa 15.000 nella provincia, in vacanza contrattuale da 9 mesi. I tempi lunghi della ripresa del dialogo hanno risentito sicuramente della emergenza pandemica che ha interessato e continua ad interessare purtroppo l'intero paese tutt'ora, e il nostro disappunto nasce anche da questo. I Metalmeccanici, come altri lavoratori, sono stati quelli che hanno convissuto con il problema dell'emergenza fin dal suo inizio. Sono stati quelli obbligati a recarsi al lavoro quando non si doveva uscire di casa perchè dipendenti o di imprese ritenute da codice ateco essenziali e strategiche e pertanto legittimate ad operare o perché dipendenti di aziende che, anche se prive di tale specifico codice ateco hanno continuato la propria attività appellandosi al concetto più ampio di filiera strategica. Poi terminato il lockdown, sono stati quelli che, come se la loro strategicità si fosse d'improvviso smaterializzata, si sono visti mettere in cassa integrazione nella maggioranza dei casi a pagamento diretto dell'Inps vivendo ritardi sull'erogazione della stessa di oltre 3 mesi, perché tutte le aziende strategiche e non, lamentavano problemi di liquidità pur avendo sempre lavorato. Sono questi i lavoratori che rappresentiamo e come loro siamo indignati per questo atteggiamento. Non comprendiamo nemmeno la tanta vituperata e sbandierata crisi quale ragione per la mancata risposta alle nostre richieste economiche. In questi mesi se il mercato interno non riprende è proprio perché i lavoratori non hanno abbastanza soldi da spendere anche e soprattutto a causa dei salari più bassi d'Europa che rende poveri anche chi lavora o ha sempre lavorato e non solo chi è o è stato in cassa integrazione. Federmeccanica, sulla scia delle dichiarazioni di Bonomi, presidente di Confindustria, vuole innovazione presentando la solita vecchia ricetta: lavorare in condizioni peggiorate dal momento, sempre in meno e con meno soldi!! Una innovazione medioevale e feudataria altro che tecnologica. Il loro vero obiettivo, dunque, è destrutturare o, peggio, cancellare il CCNL: strumento necessario alla tutela ed egualità di tutti i lavoratori. Solo la tutela collettiva del CCNL garantisce anche al singolo lavoratore diritti e doveri. Federmeccanica ed Assistal hanno risposto NO non solo alle richieste salariali ma anche alle nostre richieste di tutela e miglioramento su temi come il precariato, gli appalti, la sicurezza e le nuove forme di lavoro quali lo smart working, e riequilibrio dei carichi di lavoro nei vari settori metalmeccanici tra i lavoratori".

FIM FIOM UILM oltre un anno fa hanno presentato e costruito una piattaforma che ha ottenuto oltre 85% dei consensi tra i lavoratori nella consultazione democratica degli stessi. FIM FIOM UILM per i lavoratori vogliono un contratto che risponda a queste richieste, per la loro professionalità, per la loro dignità. Per questo si apre una stagione di scioperi in tutte le aziende interessate. Lunedì 12 Ottobre pertanto vengono proclamate due ore di sciopero da effettuarsi in tutte le aziende metalmeccaniche e di istallazione impianti della provincia di Arezzo, le ultime due ore della giornata lavorativa.

Redazione Nove da Firenze