Messe e funzioni religiose, c'è un numero massimo di fedeli

Ogni struttura ha una capacità definita. Vertice della Prefettura con i rappresentanti delle varie Fedi. Laura Lega: "Incontro proficuo"


La ripresa in sicurezza delle celebrazioni religiose è stata al centro della riunione in videoconferenza del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica che si è tenuta ieri in Prefettura a Firenze. Il vertice ha consentito un confronto approfondito con l’arcivescovo di Firenze cardinale Giuseppe Betori, il vescovo di Fiesole monsignor Mario Meini, il rabbino capo rav Gadi Piperno, l’imam Izzedin Elzir e i rappresentati delle comunità Ortodossa, Induista, Buddista, Chabad Toscana, le Chiese Protestanti, Evangeliche, Anglicane e di Gesù Cristo e dei Santi degli Ultimi Giorni, in merito alle linee guida dettate dai protocolli d’intesa sottoscritti dal Ministero dell’Interno sulle modalità di svolgimento dei riti liturgici. Presenti all’incontro i vertici provinciali delle forze dell’ordine, l’assessore del Comune di Firenze Alessandro Martini con il comandante della polizia municipale.

“Il prossimo fine settimana - spiega il prefetto Laura Lega - sarà un momento molto delicato e rappresenta il primo banco di prova per testare la funzionalità delle misure adottate per consentire che i riti liturgici si svolgano nella maggior sicurezza possibile per i fedeli. Nella riunione odierna si è fatto il punto direttamente con i responsabili di ogni culto. E’ stato un incontro molto collaborativo e proficuo e ringrazio ogni comunità religiosa per la disponibilità offerta nell’affrontare insieme la situazione”.

Durante la riunione sono stati esaminati congiuntamente modalità organizzative e dispositivi di protezione predisposti. Tutto è stato analizzato con attenzione: ingressi e uscite dai luoghi sacri, distanziamento sociale, uso di mascherine, guanti e gel, igienizzazione dei locali.

Si è parlato poi del numero massimo di fedeli per ogni celebrazione in base alle caratteristiche di ciascuna struttura sacra. Massima attenzione è stata dedicata anche ai sistemi di accoglienza dei fedeli in modo da evitare che si creino assembramenti, nonché alle forme di comunicazione perché ogni comunità possa essere ben informata sulle disposizioni assunte e adeguare il proprio comportamento.

Redazione Nove da Firenze