L'Ordine dei Medici, l'Azienda Careggi e l’Università di Firenze salutano con commozione e gratitudine la professoressa Martina Focardi, direttrice della Medicina Legale. Aveva appena 51 anni.
La professoressa Focardi è morta dopo aver combattuto, in questi mesi, contro una grave e improvvisa malattia riuscendo comunque a lavorare con il massimo impegno fino agli ultimi giorni, come sempre con energia, passione e generosità.
Nata a Figline Valdarno nel 1975, nel corso di una brillante carriera, la professoressa Focardi, docente di Medicina legale e direttrice della Scuola di specializzazione, è stata sia in ambito sanitario che giuridico, stimata, rispettata e riconosciuta per il rigore scientifico indiscutibile, il raffinato pensiero critico e l’ironia disarmante.
Medico Legale di straordinaria competenza e umanità, docente appassionata e autorevole, ha dedicato la propria vita professionale alla tutela della persona, soprattutto quando più fragile, in una instancabile collaborazione con la Giustizia.
Dalla Scuola di specializzazione al Codice Rosa, dalla promozione della donazione del corpo alla scienza al Comitato per l’etica nella clinica ed alla duratura ed intensa dedizione alla patologia forense ha affrontato temi complessi e dolorosi con rigore, sensibilità e profondo rispetto per la dignità umana delle vittime e dei loro familiari.
Si è spenta circondata dall’affetto delle persone care, fra loro anche la Direzione aziendale, con cui aveva rapporti stretti, oltre a docenti, colleghi e collaboratori, che la salutano commossi nel dolore della perdita.
Le sue perizie sono state centrali in alcune delle più importanti inchieste giudiziarie di rilievo nazionale. A Careggi, sempre determinante nelle attività del Comitato Gestione Sinistri, era il punto di riferimento della Medicina Legale fiorentina e dell’Azienda ospedaliero – universitaria in tutti i casi più complessi.
Sapeva indagare, scoprire, dimostrare e spiegare la complessità medica e giuridica della Sanità, leggendo le leggi non soltanto come prescrizioni, ma come espressione di un fondamento etico, deontologico e civile, da comprendere e tradurre consapevolmente nella cura. Grande maestra, collega preziosa, ha scelto, fino agli ultimi giorni, di non trascurare il proprio impegno lavorativo.