Matera Capitale europea della cultura 2019

Cenni (Pd): “Siena riparte dal capitale umano”. Dallai (Pd): “Impegniamoci comunque nei progetti messi in campo”. Guicciardini: “Il percorso di Siena 2019 è un patrimonio da non disperdere”. Pisa si prepara l'Export 2015 parlando di sviluppo dell'agroalimentare


L'Europa ha scelto: sarà Matera e non Siena la capitale della cultura 2019. E' di ieri la notizia della designazione della nuova capitale europea della cultura per il 2019.



“E’ comunque un punto di partenza dal quale rilanciare il territorio”. Così Niccolò Guicciardini, segretario provinciale del Partito Democratico di Siena, commenta l’esito della nomina della Capitale europea della Cultura nel 2019. “Siena è uscita sconfitta – sottolinea Guicciardini –, ma il percorso effettuato in questi anni è un patrimonio da non disperdere, sia dal punto di vista della progettualità, sia da quello di una nuova mentalità cittadina, che premi competenze, merito e professionalità. I progetti contenuti nel ‘bid book’ hanno un grande valore per il territorio e possono contribuire a rilanciarlo. Per questo ritengo che tutto il lavoro dello staff coordinato da Pierluigi Sacco sia da valorizzare in ogni caso, anche senza il titolo di Capitale Europea della Cultura. Per Siena è stata un’esperienza importante, dalla quale rinascere e ripartire su un progetto di elaborazione culturale diverso rispetto al passato”. "Un grazie a tutti coloro si sono impegnati con passione per la candidatura di Siena. La vera sfida è adesso tradurre in progettualità le tante idee circolate e prodotte, invece che piangersi addosso. Auguri a Matera per l'impegno da oggi al 2019".


“Complimenti a Matera che ha ottenuto il titolo di capitale europea della cultura. E' stata una sfida avvincente che Siena ha combattuto con il coinvolgimento di un’intera comunità e con la forza della qualità di un progetto messo in campo dal professor Pierluigi Sacco, dal suo staff e dalle amministrazioni comunali. Un progetto di sviluppo che, al di là dell’esito finale, servirà anche per il futuro, perché basato su quel capitale umano che il percorso di candidatura è riuscito a formare e sull’alto grado di coinvolgimento e condivisione dell’intera comunità. La sconfitta non tocca il valore della progettualità in campo. Ripartiamo da una serie di progetti concreti e anche dal già annunciato sostegno della Regione Toscana. Continuare ad investire sulla cultura è una delle grandi possibilità per le nostre comunità". CosìSusanna Cenni, parlamentare senese del Partito democratico ha commentato la vittoria di Matera nella sfida a capitale europea della cultura 2019.


“Onore a Matera per la vittoria che la incorona capitale europea della cultura 2019. E’ stata una sfida appassionante che ha mobilitato tanta gente, mettendo in moto la creatività e l’impegno di migliaia di cittadini. Proprio le idee e i progetti sono il lascito più prezioso che rimane dopo questo lungo percorso che ci ha portato al verdetto di oggi. Idee e progetti che, al di là di quello che è stato l’esito finale, potranno servire alle città e ai territori che si sono impegnati nella corsa per diventare CEC come punto di partenza per un nuovo sviluppo basato sulla cultura e sulla valorizzazione del patrimonio del territorio. Siena è stata grande protagonista di questa avventura e va dato atto al direttore Pierluigi Sacco e al suo staff di essere riuscito a coinvolgere, in anni di lavoro, gran parte della comunità. Ripartiamo dai progetti concreti messi in campo e dal sostegno già annunciato dalla Regione Toscana. La nostra scommessa adesso è trasformare le tante idee elaborate in questi anni in realtà”. Con queste parole Luigi Dallai, parlamentare senese del Partito democratico ha commentato la vittoria di Matera nella sfida a capitale europea della cultura 2019.


“Questa vittoria sfiorata deve essere un ulteriore stimolo per Siena e il suo territorio per continuare a investire e a credere in ogni settore della cultura – dichiara Miriam Grottanelli de Santi, direttrice del Siena Art Institute - Siena è una città che può esercitare un ruolo culturale importante, non solo in Italia. Se continuiamo sulla scia dell'entusiasmo che ha contagiato tutti nella sfida per la candidatura, possiamo realizzare gran parte delle idee e dei progetti elaborati in questi anni, anche se in scala minore, e creare valore per la città proprio grazie alla cultura. Un applauso comunque a Pierluigi Sacco e al suo team, per l'apertura, la generosità e la formidabile capacità di creare reti di relazioni, sia a livello locale che internazionale". 



na riflessione sulla cultura e la storia enogastronomica del nostro territorio per confrontarsi in modo aperto e approfondito, anche in vista dell'Expo 2015, sulle problematiche relative alla filiera del cibo e lalla difesa della qualità; con i produttori insieme ad esperti del settore, ma anche cercando la partecipazione di un ampio pubblico. Questo il programma della prima edizione di Banchi di Gusto, rassegna sul cibo ed i sapori del territorio oggi e domani a Pisa presso le Logge dei Banchi, in occasione della XIV edizione del Premio Internazionale Piazza dé Chavoli. "Artigiananto ed agroalimentare sono forze portanti dell'export toscano, perchè la posizione della Toscana nell'offerta agroalimentare è caratterizzato da un notevole prestigio di prodotto e di immagine – ha sottolineato l'assessore regionale alle attività produttive Gianfranco Simoncini,presente all'inaugurazione - . La Toscana è ai primi posti per le esportazioni e per il minor deficit agroalimentare regionale; addirittura in testa per la minor incidenza regionale del deficit per abitante. Parliamo in sostanza di attività diffuse in modo omogeneo sul territorio regionale, capaci di rispondere alle esigenze di servizio espresse localmente dai consumatori". L'analisi economica mette in evidenza la sostanziale stabilità del numero di aziende e addetti del settore alimentare, ha proseguito Simoncini, con una offerta sostenuta anche da un numero consistente di riconoscimenti a differente livello di certificazione, soprattutto agricoli anche se esiste ampia possibilità di valorizzazione nel settore industriale, specie nella versione artigianale. La Toscana si pone al secondo posto per il numero di denominazioni di origine dei vini, al quarto posto per i prodotti Dop e Igp, al primo posto per i prodotti tradizionali. Ma l'intero aggregato della certificazione pone la regione al primo posto.

Redazione Nove da Firenze