Commemorato l'eccidio di Crespino del Lamone e Fantino: 44 civili trucidati dai nazisti

Marradi: hanno partecipato il vicepresidente del Csm David Ermini, il direttore del Mausoleo delle Fosse Ardeatine Francesco Sardone e Samuel Artale, deportato sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz. Per il Comune di Firenze è intervenuta la consigliera PD Letizia Perini


Si è svolta ieri a Marradi la commemorazione dell'eccidio di Crespino del Lamone e Fantino. Un massacro compiuto il 17 luglio 1944 dai soldati tedeschi che, per rappresaglia, trucidarono 44 civili innocenti e inermi. I loro resti da allora riposano all’interno del sacrario-ossario eretto nella frazione marradese. Alla commemorazione, promossa dal comitato onoranze caduti civili Crespino-Fantino assieme al Comune di Marradi, hanno partecipato, tra gli altri, il vicepresidente del Csm David Ermini, il direttore del Mausoleo delle Fosse Ardeatine Francesco Sardone e Samuel Artale, deportato sopravvissuto al campo di sterminio di Auschwitz.

Per il Comune di Firenze è intervenuta la consigliera PD Letizia Perini. Questo uno stralcio del suo intervento:

"Siamo di fronte a un momento storico in cui, quei valori che venivano dati per scontati, notiamo con rammarico non essere più valori condivisi da molti. Siamo arrivati ad avere ministri della Repubblica Italiana che si sentono liberi di non presiedere cerimonie istituzionali poiché ritenute espressione di una parte politica, invece che essere considerate patrimonio del nostro Paese e basi solide su cui si è dato vita anche alla nostra Costituzione. Sono valori che non ci vedono più uniti, ma anzi, vengono utilizzati da una parte politica per sbeffeggiare l’altra; e la soluzione però non può essere quella di alzare la voce e gridare sempre più forte che l’Italia è antifascista, libera e democratica, benché questa sia la verità e debba continuare ad esserlo. Il nostro compito è quello di provare ad attualizzare quei valori che ci spingono ad essere qui oggi; partire dallo studio della storia, dalla memoria, per costruire società in cui predominino l’inclusione, la solidarietà e la libertà, a discapito di parole come esclusione, egoismo e oppressione; attualizzare quei valori per cercare di dare risposte vere a problemi sociali, come quello del lavoro e della scuola, che hanno portato molti cittadini ad essere sempre più egoisti e spaventati di fronte alle novità e alle diversità". 

Redazione Nove da Firenze