La Marcia per la Pace per la prima volta partirà da Empoli (piazza Farinata degli Uberti) per dirigersi a Monterappoli. L’iniziativa è stata organizzata dal Circolo Arci Monterappoli e dal Comune di Empoli che patrocina l’evento ed è sostenuta dalle associazioni Il Torrino, Anpi di Empoli, Auser Empoli, Comitato Empoli per la Pace e Chiesa San Giovanni Evangelista.
In occasione della Marcia della Pace, all’arrivo a Monterappoli, l’associazione Il Torrino ha preparato un momento di riflessione sull’importanza della pace che sarà anche l’occasione di scoprire un’opera simbolo della pace, realizzata “dalle donne della piccola biblioteca” dell’associazione, interamente eseguita con uncinetto, cotone, tanto lavoro e buona volontà.
“Auspico la più ampia partecipazione a questa iniziativa che ogni anno riporta sul tavolo una questione fondamentale, quella della pace. E ogni anno, invece di vedere spiragli di luce, troviamo difficoltà ancora più gravi, crisi umanitarie in molte parti del mondo, da Gaza all'Africa e anche in Europa – spiega il sindaco del Comune di Empoli, Alessio Mantellassi -. La politica deve fare la sua parte, concretamente, senza facili proclami che non portano da nessuna parte ma con soluzioni che riescano a fermare le morti e la distruzione delle città e sostituire le armi con la diplomazia.
La città di Empoli è vicina alle popolazioni che stanno subendo attacchi indiscriminati e pone l'attenzione su queste terribili situazioni con manifestazioni di piazza come queste. Le immagini e i racconti di ciò che avviene a Gaza in questi mesi, la sofferenza ingiusta del popolo palestinese e la sofferenza del popolo ucraino di questi anni devono spingerci ancor di più a pretendere pace e convivenza fra i popoli”.
Il Partito democratico di Empoli sarà presente. Il segretario cittadino Fabio Barsottini dichiara:«Abbiamo bisogno di ascoltarci e di stare uniti contro ogni forma di violenza e repressione. I partiti politici, per primi, debbono saperlo fare.
Per questa ragione il Pd locale prenderà parte alla marcia per la pace di Empoli, insieme a tante altre persone. In un momento così drammatico e complesso, riteniamo fondamentale coltivare insieme agli altri i valori universali per il raggiungimento della pace.
L’adesione alla marcia del 5 settembre non è solo un gesto simbolico: rappresenta un impegno quotidiano del Partito democratico di Empoli per sensibilizzare cittadini e cittadine sull’importanza della convivenza pacifica, della cooperazione tra comunità e della responsabilità individuale e collettiva nel promuovere valori di inclusione e solidarietà.
In un mondo segnato da conflitti e tensioni, partecipare a iniziative come questa significa ribadire che la pace si costruisce con la partecipazione attiva, con il dialogo e con il rispetto dei diritti di tutti. Il PD di Empoli invita la cittadinanza a unirsi a questa marcia, per camminare insieme verso un futuro in cui la pace sia protagonista delle nostre scelte, locali e globali».
"Ci uniamo a chi chiede che ogni relazione con Israele venga interrotta e che ci sia un pieno riconoscimento del genocidio che si sta compiendo, contrastandolo concretamente -dichiara Antonella Bundu, candidata Presidente della Giunta Regionale per Toscana Rossa- Oggi davanti a numerose strutture sanitarie della nostra Regione, come in altre parti di Italia, il personale che si sta mobilitando in solidarietà al popolo palestinese, si ritroverà in presidio, come conclusione di un partecipato percorso di digiuno a staffetta.
Tante e tanti di noi hanno attraversato la mobilitazione aderendo direttamente, anche per sottolineare l'altissimo numero di morti anche tra le colleghe e i colleghi presenti a Gaza, riconosciuto anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
La Regione Toscana può fare molto, oltre alle parole, a partire dall'essere al fianco di questa mobilitazione, passando per il boicottaggio di prodotti (come quelli di TEVA) e la denuncia dell'impunità con cui Israele procede a colpire anche strutture realizzate attraverso i progetti di cooperazione internazionale".
Martedì 2 settembre, dalle ore 18 alle 23, in Piazza della Signoria (Via dei Gondi), si terrà un’iniziativa di solidarietà, condanna e memoria organizzata da Donne Insieme per la Pace – Firenze.
Durante l’evento, le voci si alterneranno per leggere e ricordare i nomi dei bambini e delle bambine che hanno perso la vita a partire dal 7 ottobre, vittime innocenti di un conflitto che continua a generare sofferenze e tragedie umanitarie.
«Il silenzio complice di fronte a ciò che accade è una macchia di vergogna indelebile per l’Europa e per l’Italia – dichiarano le organizzatrici –. Vogliamo continuare a gridare i loro nomi, perché fermare le guerre e impedire i genocidi in corso è un dovere morale e civile».L’appello è rivolto a tutte le persone, le associazioni e le istituzioni che condannano la disumanizzazione come causa di odio e divisione, e nella cooperazione come unica via per garantire la pace e la sicurezza.
Si terrà giovedì 4 settembre dalle ore 18 in piazza Matteotti a Tavarnelle Val di Pesa una lettura aperta e collettiva degli oltre 12.000 nomi delle bambine e dei bambini israeliani e palestinesi uccisi dal 7 ottobre 2023. L’iniziativa consiste nella creazione di una catena di voci, di persone che, sulla scia di quanto fatto dal cardinale Zuppi a Monte sole il 14 agosto 2025, si propone di realizzare una lettura corale con il coinvolgimento di decine di persone che scandiranno i nomi e le identità dei più piccole e delle più piccole, vittime di una carneficina che continua a non arretrare.
Sono due gli striscioni che, nei giorni scorsi, sono stati affissi su entrambe le sedi municipali, a Figline e Incisa, per lanciare il messaggio di pace “Questo Comune R1pud1a la guerra”. Un gesto simbolico attraverso il quale il Comune ha deciso di aderire alla campagna promossa da Emergency, Ong fondata da Gino Strada nel 1994 per offrire cure medico-chirurgiche gratuite di elevata qualità alle vittime della guerra, delle mine antiuomo e della povertà, e per promuovere una cultura di pace, solidarietà e rispetto dei diritti umani. I numeri contenuti sugli striscioni rappresentano un chiaro richiamo all’articolo 11 della Costituzione.
“Aderire alla Campagna Emergency – commenta il sindaco Pianigiani – rappresenta per noi un atto di coerenza con i valori di pace, solidarietà e giustizia che guidano la nostra comunità. Valori ribaditi anche durante la recente visita in municipio dei bambini Saharawi, piccoli ambasciatori di pace che di anno in anno, con la loro presenza e la loro testimonianza, ci ricordano quanto sia importante non restare indifferenti di fronte ai conflitti e alle ingiustizie che finiscono per colpire sempre i più fragili. Grazie quindi a chi si impegna tutti i giorni per dar voce a chi non ce l’ha e a promuovere la pace, il diritto alla cura, alla dignità e alla vita”.
Anche il Comune di Barberino Tavarnelle ha appeso all’esterno dei Palazzi comunali di Barberino Val d’Elsa e Tavarnelle Val di Pesa due striscioni per esprimere con forza e pubblicamente il proprio NO e respingere con forza tutti i conflitti che si stanno consumando a varie latitudini del mondo. La giunta Baroncelli ha aderito alla campagna promossa e lanciata da Emergency “R1PUD1A”, iniziativa che contrasta la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti e si dichiara a favore della pace e della giustizia.
Al termine dell’ultima seduta dell’Ufficio di presidenza, il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo ha annunciato che la prossima edizione della Festa della Toscana sarà dedicata al tema “Toscana, ponte per la pace”.
“Viviamo un tempo difficile – ha spiegato Mazzeo – un tempo in cui ciò che accade sulla scena internazionale, dall’Ucraina a Gaza, tocca profondamente le coscienze di ciascuno di noi. A noi spetta il compito di essere costruttori di pace. Vogliamo che la Festa della Toscana diventi occasione per rafforzare questo messaggio: costruire un ponte per la pace. Chi verrà dopo di noi potrà declinare il programma in maniera diversa, ma sono sicuro che ci sarà continuità con questa direzione”.
Mazzeo ha ricordato come la Toscana “sia terra di esperienze uniche e simboliche a livello internazionale, dalla Cittadella della Pace di Rondine, che quest’anno ha accolto la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, fino all’eredità di Giorgio La Pira, che ha fatto della sua Firenze un laboratorio di pace e dialogo”. “Questa - ha concluso il presidente Mazzeo - è la nostra identità più autentica: essere una Regione che non si chiude in sé stessa, ma che apre ponti verso gli altri, coltivando speranza e dialogo”.
In quest’ottica, a breve sarà pubblicato un bando dedicato a Comuni, associazioni e scuole per raccogliere progetti, eventi e iniziative ispirate al tema della pace, che entreranno a far parte del programma ufficiale della Festa della Toscana 2026.