M5S, a Firenze la candidata sindaco lascia ma resta

​La consigliera Miriam Amato lascia il Movimento 5 Stelle


Miriam Amato esce dal Gruppo ed entra nel "Misto". Per l'ennesima volta Firenze vede un candidato sindaco prendere le distanze dal proprio Partito: era successo già con Domenico Valentino e poi con Giovanni Galli.
Il dilemma ricorrente è stato questo: chi si presenta come candidato sindaco esprimendo il ruolo di leader rappresentativo, può dimettersi restando al suo posto e cambiare semplicemente bandiera? A tal proposito sia a Valentino che a Galli fu chiesto di abbandonare Palazzo Vecchio. Era però la "vecchia" politica a comportarsi così, o no?

Su internet la ex collega Silvia Noferi posta una foto, senza commenti ulteriori: Miriam Amato risulta depennata e tra i commenti c'è chi richiede l'intervento di Alfonso Bonafede.

Ed il parlamentare interviene a tarda sera su Facebook con un giudizio senza appello: "Miriam Amato ha lasciato il M5S senza lasciare però la sedia che,grazie al M5S, occupa in Consiglio Comunale a Firenze. Ciascuno nella vita fa le scelte che crede ma lasciare il M5S senza mollare il posto, ottenuto grazie al M5S, è inaccettabile! Chi non crede più nel progetto del M5S o non si identifica più, è libero di farlo (ci mancherebbe!) ma si dimetta! Miriam dice che non ha paura di "ripartire da zero", allora lo dimostri: lasci il consiglio comunale, vada a realizzare tutti i progetti che vuole e si presenti alle prossime elezioni!"

 “Le ultime settimane sono state scioccanti. In poche ore è stata stravolta la natura stessa del M5S, trasformandolo in quello che abbiamo sempre negato di poter diventare: un partito!” spiega Amato. E così lunedì 12 gennaio nascerà "Percorso Comune" che raggrupperà altri "dissidenti" toscani.

Amato punta il dito contro un "Direttorio con nomi già suggeriti, a cui alla rete è stata chiesta solo la ratificaUna procedura di espulsione, variabile a seconda delle persone e senza alcun diritto di difesa. Il passaggio da intelligenza critica ed autonoma a fedeltà cieca senza troppe domande".

Prosegue Amato: "Mi sarebbe facile far finta di nulla e limitarmi al mio ruolo di consigliera del M5S al Comune di Firenze, ma non posso vendere i miei principi, non posso non confrontarmi con la realtà. Le ultime vicende hanno scosso molte coscienze, sono usciti dal Movimento 5 Stelle diversi attivisti e portavoce, con i quali il 12 gennaio terremo una conferenza stampa in Palazzo Vecchio, non staremo a guardare infrangere le promesse di democrazia partecipata decantata in campagna elettorale".

"Quando ho deciso di aderire, con entusiasmo, al MoVimento 5 Stelle l'ho fatto per lo spirito di partecipazione e di aggregazione che lo caratterizzava.
Costruire un futuro dal basso, partendo dai cittadini e dai comitati, con un rigoroso rispetto del volere democratico, uniti unicamente da obiettivi comuni, aveva reso possibile qualcosa che non credevo potesse davvero realizzarsi: all'interno delle riunioni vedevo infatti persone anche molto diverse tra loro (per cultura, stato sociale, professione, personalità, ecc...) che si ritrovavano intorno ad un tavolo, ognuno col suo punto di vista, ma tutti uniti nel cercare una soluzione condivisa. Questo spirito ha unito persone che non avrebbero, in tutta probabilità, mai dialogato tra loro, rendendo possibile il concetto di intelligenza collettiva e di “uno vale uno”. Il mio impegno sul territorio è iniziato ben prima della mia adesione al M5S, tramite numerosi comitati fiorentini, perché non accettavo d'esser passiva di fronte al continuo degrado della mia città. L'ho fatto con convinzione ed orgoglio, nonostante molti mi sconsigliassero di farlo. Quando sono entrata nel M5S c’era rispetto totale per tutti i punti di vista e, anzi, un'opinione differente veniva considerata sempre un arricchimento, perché spronava ad andare in profondità sulle questioni, e non un problema da gestire o (peggio) sopprimere. Col repentino successo del M5S e l'esplosione di visibilità qualcosa è cambiato.
E' cambiato nella mentalità e nelle finalità reali di alcuni gruppi locali, è cambiato nel rapporto con alcuni portavoce al Parlamento, è cambiato nella gestione, all'atto pratico, di Beppe Grillo e lo Staff della Casaleggio Associati. Oggi guardo al M5S e vedo tanta rivalità interna: correnti, scontri tra gruppi locali, accuse, polemiche continue. In alcuni casi le maggiori energie vengono impiegate per demolire il “compagno di banco” piuttosto che realizzare gli obbiettivi del MoVimento: dare un vero potere decisionale ai cittadini e mandare a casa tutti i responsabili di questo disastro. Questa rivalità interna, questo livore ha portato nei mesi all’inefficacia di molte battaglie, giuste, come quella sull’aeroporto, sul tunnel TAV e sulla necessità di approfondire le dinamiche che hanno caratterizzato la gestione di qualche società partecipata a Firenze. Ad oggi ad esempio, non si ha una visione in merito al cantiere della tramvia, e, a parte alcuni soggetti che ne hanno studiato i progetti, i fiorentini non hanno avuto modo di ricevere dal MoVimento la corretta informazione su questo tema, né una visione chiara. In passato si sceglieva dopo accurate indagini, si dava una informazione ampia e non soggettiva del problema e ci si confrontava con tutti i cittadini; oggi si usa come parametro di riferimento i “mi piace”, sui social network. La mia azione sarà quella di voler continuare le battaglie intraprese sul territorio con i cittadini, rendere la democrazia partecipata qualcosa in più di uno slogan ed essere coerente con quanto ho affermato in campagna elettorale. 

Lunedì 12 gennaio, alle 13,30, presso la Sala Incontri di Palazzo Vecchio sarà presentato da Miriam Amato ed altri consiglieri comunali della Toscana “Percorso Comune”

Redazione Nove da Firenze