Lotti si autosospende, bufera nel Pd: le reazioni

Luca Lotti, dal profilo Facebook

L'ex sottosegretario del governo Renzi lascia temporaneamente il partito dopo la pubblicazione delle intercettazioni sulla cena con cinque consiglieri del Csm e si sfoga su Facebook. Ecco alcuni commenti


Luca Lotti si autosospende dal Pd, dopo la pubblicazione delle intercettazioni sulla cena con cinque consiglieri del Csm. In una lettera al segretario Nicola Zingaretti, Lotti compie un passo indietro ma attacca il suo accusatore, Luigi Zanda: "E' coinvolto in pagine buie", dice. Intanto arriva un'altra dimissione dal consiglio superiore della magistratura. Si tratta di Corrado Cartoni, tra i presenti alla cena a cui hanno partecipato Luca Lotti e Cosimo Ferri.

Questa la sintesi estrema di un venerdì destinato a cambiare qualcosa negli equilibri della politica italiana. Lotti, empolese, ha appena 36 anni ma ha già maturato una esperienza politica di livello altissimo.

Ecco la lettera al segretario del Pd Nicola Zingaretti, affidata da Lotti alla sua pagina di Facebook.

Caro Segretario,
apprendo oggi dai quotidiani che la mia vicenda imbarazzerebbe i vertici del PD. Il responsabile legale del partito mi chiede esplicitamente di andarmene per aver incontrato alcuni magistrati e fa quasi sorridere che tale richiesta arrivi da un senatore di lungo corso già coinvolto - a cominciare da una celebre seduta spiritica - in pagine buie della storia istituzionale del nostro Paese.
I fatti sono chiari. Tu li conosci meglio di altri anche perché te ne ho parlato in modo franco nei nostri numerosi incontri. Ma io, caro Segretario, non partecipo al festival dell’ipocrisia.
Sono nato e cresciuto come uomo di squadra. E non so immaginarmi in altro ruolo. Per questo l’interesse della mia comunità, il PD, viene prima della mia legittima amarezza. Ti comunico dunque la mia autosospensione dal PD fino a quando questa vicenda non sarà chiarita. Lo faccio non perché qualche moralista senza morale oggi ha chiesto un mio passo indietro. No. Lo faccio per il rispetto e l’affetto che provo verso gli iscritti del PD, cui voglio bene e perché voglio dimostrare loro di non avere niente da nascondere e nessuna paura di attendere la verità.
Continuerò il mio lavoro con tanti amici in Parlamento per dare una mano contro il peggior Governo degli ultimi decenni che sta riportando l’Italia in crisi e mantenendo l’impegno che ho preso con 64.252 cittadini che mi hanno scelto nel collegio di Empoli e verso i quali provo rispetto.
La verità è una sola e l’ho spiegata ieri: non ho fatto pressioni, non ho influito nel mio processo, non ho realizzato dossier contro i magistrati, non ho il potere di nominare alcun magistrato. Chi dice il contrario mente.
Quanti miei colleghi, durante l’azione del nostro Governo e dopo, si sono occupati delle carriere dei magistrati? Davvero si vuol far credere che la nomina dei capiufficio dipenda da un parlamentare semplice e non da un complicato quanto discutibile gioco di correnti della magistratura? Davvero si vuol far credere che la soluzione a migliaia di nomine sia presa nel dopo cena di una serata di maggio? Davvero si vuol prendere a schiaffi la realtà in nome dell’ideologia, dell’invidia, dell’ipocrisia?
Ti auguro buon lavoro, caro Segretario. E spero che – anche grazie al mio gesto – il Pd sia in grado di fare una discussione vera e onesta. Io sono innocente. E spero di cuore che lo sia anche chi mi accusa di tutto, senza conoscere niente.
Ciao
Luca

Ed ecco alcune delle principali reazioni al gesto di Lotti.

Il segretario Pd Nicola Zingaretti:

"Ringrazio Luca Lotti per un gesto non scontato che considero di grande responsabilità nei confronti della politica, delle istituzioni e del Pd. Sono consapevole della difficoltà umana di questi giorni, ma ciascuno di noi ha una responsabilità alta nei confronti della comunità di cui facciamo parte e verso il Paese. Penso che questa scelta gli consentira' anche di tutelare al meglio la sua posizione in questa vicenda che, come ha detto lo stesso Lotti, deve essere ancora chiarita", scrive in una nota il segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti.

Il capogruppo Pd alla Camera Graziano Del Rio:

"L'autonoma decisione di Luca Lotti di sospendersi dal partito pur non essendo indagato merita un aperto apprezzamento, ha dichiarato il capogruppo democratico alla Camera Graziano Delrio. "I motivi che pone a base di questa sofferta scelta, il rispetto e l'affetto che prova verso il Pd ed i suoi iscritti, gli fanno onore ancora di più in questo momento di sofferenza personale e sono il segno di un forte legame alla nostra comunità politica", conclude.

Paolo Gentiloni, presidente del Pd:

"La decisione di Luca Lotti merita rispetto. Una decisione non facile che apprezzo perche' presa nell'interesse delle istituzioni e del Pd". Lo scrive su twitter Paolo Gentiloni, presidente del Pd.

Andrea Marcucci, capogruppo Pd al Senato

"Pd deve chiarirsi su un principio fondativo, il garantismo non puo' essere usato a fasi alterne, o a seconda delle aree politiche. Il garantismo e' la ragione di esistere della nostra area politica. Grazie a Luca Lotti per la sua scelta non dovuta". Lo scrive su twitter Andrea Marcucci, capogruppo Pd al Senato.

Deborah Serracchiani, deputata Pd

"La decisione di Lotti merita rispetto, per quello che significa nei confronti della comunità del partito ma soprattutto come segno di coerenza verso i cittadini e le istituzioni". Lo afferma la deputata Debora Serracchiani (Pd) commentando la decisione del collega dem Luca Lotti di autosospendersi dal partito "fino a quando questa vicenda non sarà chiarita". "Ovviamente l'auspicio è che il chiarimento possa essere rapido e completo - aggiunge Serracchiani - e che nel frattempo nessuno speculi artificiosamente o voglia dar lezioni su una vicenda dai molti risvolti".

Lorenzo Guerini, parlamentare Pd

"La scelta compiuta da Luca Lotti dimostra la sua sensibilità e la sua volontà di mettere al primo posto il bene del Partito democratico. È una scelta difficile, che molti di noi accolgono con dispiacere, ma che non puo' che essere guardata con rispetto e apprezzamento. Ma sicuramente una decisione che è il segno della sua qualità politica e umana. E che tuttavia non lo ripaghera' della sofferenza subita in questi giorni". Lo dichiara Lorenzo Guerini, parlamentare del PD, in una nota.

Carlo Calenda (Pd)

"Ho spiegato. Lotti non ha commesso alcun reato, ha sbagliato nel momento in cui si è occupato di nomine di una procura dove e' indagato. Ora ha fatto ciò che doveva. Fine. L'uso delle intercettazioni e la melma interna alla magistratura rimangono e sono problemi ben piu' rilevanti". Lo scrive su twitter Carlo Calenda (Pd).

Valerio Fabiani, membro direzione Pd Toscana

"La vicenda degli incontri tra politici e magistrati è molto preoccupante e quel tipo di relazioni è profondamente inopportuno. Su questo sono d'accordissimo con Carlo Calenda, quando dice che sulla vicenda che riguarda Lotti e Ferri serve molta più nettezza da parte del Pd perché, al netto dei risvolti giuridici, esiste una valutazione politica che il presidente del Pd Gentiloni ha espresso con chiarezza cristallina". Lo afferma, in una nota, Valerio Fabiani, leader dei zingarettiani in Toscana, nonché membro della direzione regionale del Partito democratico. Dal dem arriva una richiesta di chiarimento: "I soggetti coinvolti in questa brutta vicenda, che rischia di avere un impatto pericoloso sul massimo organismo di autogoverno della magistratura- aggiunge-, devono chiarire al più presto la loro posizione, senza perdere un minuto di più, e valutare conseguenze volte a preservare l'onorabilità del nostro partito e degli equilibri istituzionali. Vale per i magistrati e per i due parlamentari del mio partito". Da parte di Fabiani arriva un invito a Lotti e Ferri al senso di responsabilità nei confronti dei propri compagni di partito: "Oltreché per loro stessi devono farlo anche per il partito a cui appartengono, poiché il Pd, questo nuovo Pd, è oggi l'architrave più solida dell'alternativa possibile alla destra nazionalista e xenofoba ed è assolutamente prioritario difenderne la credibilità, senza balbettare". E trattandosi di due parlamentari di "rango" eletti in Toscana" è dunque impensabile che la dirigenza regionale del nostro partito non esprima su questa vicenda una posizione netta e capace di salvaguardare la nostra comunità, a maggior ragione dopo le posizioni pubblicamente espresse dal segretario Zingaretti e dal presidente Gentiloni".

Redazione Nove da Firenze