Liste di attesa, il ministero suona la sveglia: la Toscana chiede risorse

Una circolare chiede a Regioni e Province autonome le informazioni necessarie per mettere a punto un piano nazionale


"Fa bene il ministro Giulia Grillo a intervenire sulle liste di attesa, ma non è più tempo di proclami, ora è il momento di governare: ci dica perciò quante risorse aggiuntive intende investire" così presidente della Regione Toscana Enrico Rossi dopo l'invio da parte del ministro alla salute di una circolare nella quale chiede a Regioni e Province autonome le informazioni necessarie per mettere a punto un piano nazionale di abbattimento delle liste di attesa.

"Noi – continua il presidente Rossi – presenteremo il nostro piano di riduzione delle liste di attesa che non farà crescere le prestazioni del privato in sanità, ma comprerà attività aggiuntive dai dipendenti pubblici, medici e infermieri, per assicurare più prestazioni a favore dei cittadini che attendono da troppo tempo di essere curati. Per fare questo occorrono finanziamenti. Sarebbe perciò cosa gradita sapere come il ministro intenda procedere e quali finaziamenti aggiuntivi assicurare".

"Parlare delle liste di attesa – aggiunge Rossi – senza esplicitare le disponibilità finanziarie rischia di essere purtroppo un vuoto esercizio. Ripeto: è apprezzabile che il ministro intervenga e chieda informazioni alle Regioni. Noi un piano per il rilancio delle prestazioni e delle attività del settore pubblico per ridurre le liste di attesa, limitando anche la libera professione, lo abbiamo pronto e lo presenteremo al più presto. Ma il ministro ci aiuti a finanziarlo".

"I fondi della sanità al netto dei contratti che non sono ancora conclusi sono sostanzialmente identici a quelli del 2011 e di fatto insufficienti a garantire i livelli essenziali d'assistenza, come dimostrano le recenti indagini Istat, da cui risulta che la parte più debole della popolazione evita di curarsi per ragioni economiche. Infine – conclude il presidente della Regione - occorre porre nel dibattito l'urgenza di abolire il superticket istituito, e mai più tolto, dal governo Berlusconi-Tremonti che rappresenta un primo e oggettivo ostacolo all'accesso alle cure da parte dei ceti popolari e medio bassi. Credo che su queste basi si possa intavolare una seria discussione col ministro anche perché a partire dalla riconferma del Titolo V la sanità è materia concorrente, in cui occorre collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, senza fughe in avanti e senza supremazie da parte del governo nazionale".

Redazione Nove da Firenze