L’eolico sui crinali del Mugello: un appello sul tavolo del governatore Rossi

I luoghi

A sostenere la petizione dei cittadini interviene l’associazione fiorentina Idra: “Manteniamo alti i valori della partecipazione e della trasparenza nella gestione dei beni comuni!”


Non tutti condividono, in Mugello, il progetto di impianto eolico sulla dorsale appenninica in località Monte Giogo di Villore e Monte Giogo di Corella, nei Comuni di Vicchio e Dicomano. Un progetto che comporterebbe – si legge nelle carte - la realizzazione di un impianto composto da 8 aerogeneratori di altezza massima con le seguenti caratteristiche: altezza ≤ 99 metri; diametro rotore ≤ 138 metri; potenza totale massima impianto: 29,6 MW.

Il lockdown a cui soggiacciono la Toscana e l’Italia sospende – osserva Idra nella lettera Pec inviata ieri al presidente Enrico Rossi - diritti costituzionali fondamentali come la libertà di circolazione (Art. 16) e di riunione (Art. 17): limitazioni che impediscono la libera espressione del confronto, del dissenso e dell’interlocuzione.

Nella missiva, Idra contesta inoltre uno dei più diffusi luoghi comuni delle ultime settimane: “Dopo il durissimo colpo inferto all'economia dall'attuale emergenza sanitaria, rischiamo di passare direttamente a un'emergenza democratica. Applicare il cosiddetto "modello Genova" a una pletora di opere pubbliche permetterebbe di eludere il confronto con la cittadinanza e le associazioni, senza una valutazione delle alternative esistenti, utilizzando la reale urgenza di alleviare la gravissima crisi economica e sociale del Paese per scansare le "lungaggini" dei controlli, della valutazione ambientale, della comparazione fra costi e benefici sociali”.

Un rischio del genere sussiste concretamente in Mugello, ad avviso degli ecologisti fiorentini, col progetto di impianto eolico sul crinale appenninico. Per supportare la petizione per la sospensione del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale del progetto promossa dall’Osservatorio Civico sul Progetto Eolico “Giogo di Villore”, hanno indirizzato perciò a Enrico Rossi la “richiesta di prevedere, parallelamente all’emergenza legata al COVID 19, una sospensiva di tutti gli atti amministrativi connessi al procedimento autorizzativo dell’impianto, facendo quindi decorrere i termini per la presentazione delle Osservazioni – come chiede la petizione popolare - a partire dalla data di ripristino della piena libertà di circolazione, di riunione, di documentazione, di ispezione del territorio necessaria per informare adeguatamente la popolazione”.

È del tutto ragionevole infatti, si legge nel comunicato, rivendicare “il diritto-dovere di discutere e soppesare con la cittadinanza i vantaggi e i problemi ambientali connessi alla realizzazione di un’opera imponente: un cantiere vasto e complesso, elettrodotti, nuova viabilità, alti piloni d’acciaio i cui effetti collaterali interesserebbero un ecosistema fragile e prezioso come il crinale appenninico”.

Redazione Nove da Firenze