Toscana, le industrie non sfruttano abbastanza le nuove tecnologie

Luci e ombre da una ricerca di Bankitalia presentata oggi. Crescita debole e pieno rallentamento nel secondo semestre del 2018. Il direttore della sede fiorentina, Venturi: "Occorre recuperare questo ritardo"


(DIRE) Firenze, 18 giu. - La Toscana chiude il 2018 con una crescita debole e in pieno rallentamento nel secondo semestre, in linea con l'andamento nazionale. La disoccupazione scende di oltre un punto percentuale, al 7,3%. Tuttavia se la regione nell'ultimo decennio ha mostrato una maggiore capacità di resilienza dinanzi alla grande recessione, dall'inizio della ripresa nel 2014 sta esprimendo un maggiore affanno. Del resto il Pil toscano è ancora al di sotto di 3 punti rispetto ai livelli ante-crisi.

Il motivo? Lo scarso adeguamento del sistema delle imprese a Industria 4.0 è uno dei principali indiziati.

Questo emerge dal rapporto sull'economia regionale presentato oggi da Banca d'Italia. Le note positive che consentono di ricordare l'anno appena trascorso, malgrado la china discendente intrapresa a cominciare da giugno, col segno positivo sono essenzialmente due: gli investimenti e l'export.

La spesa per la formazione del capitale delle imprese, in effetti, registra una crescita del 6,4% nell'industria e del 4,9% nei servizi. Il commercio con l'estero analogamente è in progresso del 4,5%, con una performance superiore alla media nazionale. I benefici si vedono in maniera diretta sul fatturato delle industrie con più di 20 addetti in crescita dell'1,9%, mentre nei servizi l'espansione raggiunge il 2,9%.

Anche il mercato del lavoro risente di questo traino: gli occupati sono in salita dello 0,7%, seppure con una contrazione della forza lavoro dello 0,6%.

Il rovescio di questi dati è che la ripresa toscana conferma una maggiore fiacchezza rispetto al quadro nazionale. L'origine di tale divaricazione potrebbe trovarsi secondo Bankitalia nello scarso adeguamento tecnologico delle imprese.
Viene a galla un'immagine poco esaltante per il sistema produttivo toscano: solo il 20% delle imprese adotta tecnologie di Industria 4.0, secondo un'indagine di Invid condotta su un campione di 3.800 aziende nella primavera dell'anno scorso integrata coi dati dei bilanci, contro una media nazionale del 33% e un dato di oltre il 40% rilevato in Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte.

I ricercatori di Bankitalia non riescono a spiegarsi interamente la causa. Ma il direttore della sede fiorentina, Mario Venturi, invita ugualmente a prendere la questione sul serio: "Bisogna recuperare questo ritardo negli investimenti nelle tecnologie - afferma, nel corso della conferenza stampa di presentazione del rapporto-. Il rischio altrimenti è di non utilizzare adeguatamente gli occupati in relazione al loro livello di conoscenze e di istruzione". 

E sollecitato dai cronisti offre un suggerimento all'esecutivo: "Le misure di Industria 4.0 hanno funzionato anche qua in Toscana. Quello che il mondo delle imprese chiede, come sottolineato dallo stesso governatore nelle considerazioni finali, è una stabilità normativa che favorisca le scelte di investimento".

Passando allo stato di salute prettamente creditizio il 2018 può essere ricordato da un lato per l'aumento della ricchezza ma anche dei mutui erogati alle famiglie (+10,6%), nonché dei prestiti concessi alle imprese (+1%) specialmente a quelle di grandi dimensioni. Di pari passo il rafforzamento dei criteri di erogazione è responsabile del calo all'1,8% del tasso di deterioramento dei prestiti, cosi' della riduzione ulteriore dello stock dei crediti deteriorati limati ormai al 14,3%.

Redazione Nove da Firenze