L’alfabeto di Peter Greenaway

Da giovedì 9 maggio, l'artista gallese raccontato in un documentario sperimentale al Cinema La Compagnia. Dal 24 al 30 giugno il regista torna a Lucca con un workshop sul suo prossimo film


Peter Greenaway è fra gli artisti più poliedrici e visionari del cinema contemporaneo. Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante, Il ventre dell’architetto, I misteri del giardino di Compton House, sono solo alcune fra le sue migliori opere in cui bellezza estetica e ricerca stilistica si incontrano. Nel documentario, L’alfabeto di Peter Greenaway, che sarà proiettato da giovedì 9 maggio alle ore 15.00, al cinema La Compagnia di Firenze (dove rimarrà in programmazione fino al 25 maggio), non ci viene mostrato solo il Greenaway artista ma soprattutto il Greenaway uomo, nei suoi lati più nascosti e profondi. Il film porta la firma di Saskia Bodekke, artista, sceneggiatrice e regista olandese nonché moglie di Greenaway. Saskia Bodekke ha lavorato alla Netherlands Opera su molte opere con artisti come Dario Fo, Peter Stein e Pierre Audi e ha realizzato diverse produzioni multimediali insieme a Peter Greenaway. Le sue opere utilizzano strumenti innovativi e sperimentali, come schermi multipli e sofisticate interconnessioni fra avatar animati e attori dal vivo. L’alfabeto di Peter Greenaway è il suo secondo film dopo Rosa, a Horse drama, diretto nel 1996 insieme al marito. Attraverso il confronto con sua figlia Zoe (detta Pip) e attraverso l’utilizzo dell’alfabeto, vengono svelate le passioni, le paure, le curiosità e le ossessioni di Peter Greenaway. Pensieri profondi e intimi che si mescoleranno a partire dalla A di Amsterdam (ma anche di Autismo, come lo incalza la figlia Zoe) alla Z, per fermarsi alla D di Death (morte) e la L di Love (amore). E poi la sua passione per l’ornitologia, la pittura e l’arte, l’ossessione per la catalogazione degli oggetti e il rapporto difficile con il padre. La regista segue Greenaway e sua figlia nei loro dialoghi, nelle loro visite ai musei e nelle loro sessioni artistiche, alternando queste immagini a tocchi cinematografici e narrativi che sembrano essere usciti da uno dei film o delle opere pittoriche del marito.

Si intitola “Lucca Mortis” la nuova sceneggiatura di Peter Greenaway, al centro del percorso formativo ideato dal regista insieme a LEA – Lucca Experientia Artis, con la collaborazione del Lucca Film Festival - Europa Cinema. L’idea di “Lucca Mortis” nasce nel 2013 come evoluzione dell’installazione di cinema architetturale “The Towers / Lucca Hubris”, ideata da Greenaway con le coreografie del danzatore e autore Roberto Castello e realizzata in Piazza San Francesco dal festival e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Dopo sei anni, grazie alla sinergia tra l’art director di LEA Domenico Raimondi e la regista Cristina Puccinelli, Greenaway torna a Lucca con un workshop residenziale rivolto a 20 creativi innamorati della settima arte. Dal 24 al 30 giugno, sei giorni a stretto contatto con il regista londinese per studiare da vicino le fasi di lavoro che porteranno alla realizzazione del film: da una sceneggiatura che prende forma nei luoghi simbolo della città, che egli stesso definisce un vero “set naturale”, ai personaggi modellati su figure realmente vissute e sui protagonisti delle opere pucciniane. Non solo attività di film-lab, ma anche momenti di convivialità per scoprire l’intima progettazione creativa del genio di Greenaway in una Lucca che fa da musa ispiratrice e set cinematografico denso di fascino e storia.
I partecipanti alloggeranno nel centro storico presso l’Antica Residenza del Gallo e l’ex convento Convictus dove si svolgeranno tutte le attività del workshop.

Lucca Hubris con Peter Greenway
“The Towers / Lucca Hubris”

“Lucca mortis” con Peter Greenaway apre una serie di 6 workshop residenziali che avranno luogo durante l’estate 2019: cinema, scrittura, fotografia, bel canto, recitazione, paper art. Il progetto Lucca Experientia Artis è spazio di incontro per l’arte, la formazione e l’esperienza. Punta sul talento di ogni singola persona e si propone di sviluppare abilità, qualità e competenze, attraverso esperienze uniche e innovative grazie alla collaborazione attiva degli eventi culturali della città Lucca Comics & Games, Photolux Festival, Lucca Film Festival & Europa Cinema, Lucca Biennale. Nella generale offerta di workshop online, masterclass in video, tutoring da cliccare, corsi digital e tour virtuali, Lucca Experientia Artis, diretta da Domenico Raimondi, ha scelto la realtà, l’incontro e soprattutto il confronto certa che la tecnica e la passione si possano davvero trasmettere attraverso l’esperienza comune: il dialogo, lo sporcarsi le mani, il mettersi in gioco. All’interno del Convictus, antico convento di clausura e oggi studentato nel centro storico di Lucca, i partecipanti al workshop “Lucca mortis” vivranno un’esperienza unica ed esclusiva insieme all’eclettico Peter Greenaway: uno sguardo, un consiglio, un sorriso, sperimentare l’arte e la vita. Insieme. Vivranno per un’intera settimana fianco a fianco con il regista, come un tempo capitava nelle botteghe d’arte, acquisendo tecniche e segreti, gustando l’amore per la propria passione attraverso il dialogo e il confronto, guardandosi negli occhi.

Redazione Nove da Firenze