La solidarietà al popolo curdo nel Consiglio comunale di Firenze

Fotografie dell'agenzia www.dire.it

Convocato per lunedì 14 ottobre alle ore 14,15. Flash mob questo pomeriggio davanti agli Uffizi. Mozione di Sì-Toscana a Sinistra anche in consiglio regionale


Flash mob questo pomeriggio davanti agli Uffizi contro l'invasione della Siria da parte della Turchia.
Intorno alle 16, un gruppo di ragazzi e ragazze ha manifestato di fronte al museo fiorentino esponendo cartelli contro Erdogan e gli attacchi al popolo curdo. Per alcune decine di minuti la protesta si e' spostata di fronte a uno degli ingressi, impedendo l'accesso ai visitatori. Una occupazione lampo in segno di solidarieta' alle vittime dell'attacco che ha attirato l'attenzione dei presenti e che si e' tuttavia risolta in breve tempo.

Il Consiglio comunale di Firenze, presieduto da Luca Milani è convocato per lunedì 314 ottobre alle ore 14,15 nel Salone dei Duecento di Palazzo Vecchio. Dopo le comunicazioni e le domande d'attualità verrà discussa una risoluzione presentata dal gruppo PD per fermare la guerra in Siria ed esprimere solidarietà al popolo curdo.

Anche il PD di Vicchio condanna l’aggressione della Turchia verso la comunità curda: "Condanniamo gli interessi nazionali e sovranazionali nell’area, incapaci di avviare percorsi di cooperazione allo sviluppo per favorire la pace, la stabilità e processi di autodeterminazione e democratizzazione. Esprimiamo pieno sostegno e solidarietà alla comunità curda, alle famiglie e ai civili minacciati dall’offensive militari ripetutamente subite nel corso degli anni".

Il Partito della Rifondazione Comunista del Mugello condanna senza esitazioni l'invasione turca del Rojava: "Alla popolazione di quelle terre, ai combattenti curdi e ai loro sacrifici nella lotta contro l'Isis, non solo va un giusto debito di riconoscenza, ma anche la solidarietà per la lotta che da tempo portano avanti nel segno di un diritto all'autodeterminazione ogni volta negato. Con l'invasione turca, dopo il beneplacito americano, non solo viene tradito un popolo alleato, ma si sacrifica il suo stesso diritto all'esistenza di fronte all'imperialismo e alla geopolitica, aggredendo per di più la profonda rivoluzione che in quell'area è rappresentata dal confederalismo democratico curdo, vero esempio di alternativa tanto per il medio oriente, quanto per l'occidente. Ci aspettiamo quindi dall'Italia e dall'Unione Europea ben più della preoccupazione espressa finora. Vogliamo un deciso e coraggioso impegno perché si arrivi a porre fine a questa aggressione, tutelando la popolazione curda e il suo diritto a riconoscersi come popolo".

“La Regione Toscana condanni la guerra di Erdogan e solleciti una dura presa di posizione della comunità internazionale, a partire dall’Unione europea e dal Consiglio d’Europa. Il Governo italiano si attivi immediatamente perché l’intera UE venga in aiuto del popolo curdo”. Lo affermano i consiglieri regionali di Sì-Toscana a Sinistra, Tommaso Fattori e Paolo Sarti, che hanno presentato una mozione a riguardo in Consiglio regionale. “L’esperienza democratica dei curdi del Rojava è nuovamente sotto attacco, stavolta non da parte dell’ISIS ma di un paese NATO. Erdogan vuole annientare un’esperienza eccezionale di convivenza fra i popoli, fondata sull’uguaglianza sociale, l’emancipazione femminile, l’ecologismo e l’abbattimento delle frontiere etniche e religiose”, continuano i consiglieri. “Stupefacente l’ipocrisia di chi elogia il contributo fondamentale delle curde e dei curdi nella lotta contro l’ISIS, salvo poi reagire timidamente e con ritardo alla guerra di Erdogan. Il Consiglio regionale, su proposta di Sì Toscana a Sinistra, ha conferito alla memoria del nostro concittadino Lorenzo Orsetti la sua più alta onorificenza, il Gonfalone d’Argento. Lorenzo ha combattuto proprio nelle zone adesso sotto attacco da parte del criminale Erdogan, una guerra condotta ancora una volta in aperta violazione del diritto internazionale. Noi siamo con Lorenzo, con il popolo curdo e con la comunità curda toscana convinti che ciascuno debba fare la propria parte, dentro e fuori le istituzioni, per fermare subito Erdogan”, concludono i consiglieri.

Redazione Nove da Firenze