La Regione riscrive il bilancio con il taglio della torre

Il cemento non corre come le idee a Novoli e l'ombra del Keu

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
05 Giugno 2026 23:45
La Regione riscrive il bilancio con il taglio della torre

Firenze- La fisionomia di una regione non si disegna solo con i piani urbanistici, ma soprattutto con i flussi di cassa. In Toscana, l'ultima variazione di bilancio da 103,2 milioni di euro segna un momento di discontinuità pratica: il progetto della "Terza Torre" di Novoli viene messo in pausa, mentre le risorse iniziano a defluire verso tre grandi macro-temi: Sanità e Sociale, Infrastrutture, Cultura e Istruzione.

Nel quartiere di Firenze, il profilo del centro direzionale regionale sembra destinato a rimanere così com’è. La "Terza Torre", un’opera che avrebbe dovuto rappresentare l'efficienza burocratica concentrata in un unico grattacielo, è stata oggetto di un acceso dibattito tra espansione urbana e vivibilità. Oggi quel progetto viene "parcheggiato" in un binario morto, privo di copertura economica. Ma cosa accade ai capitali pubblici quando un’opera mastodontica si ferma? La risposta risiede in una manovra che tenta di trasformare una rinuncia urbanistica in un volano per le emergenze e il "rammendo" del territorio, spostando l'attenzione dai grandi volumi alle necessità delle comunità.

Lo stop al nuovo centro direzionale di Novoli non è solo una scelta economica, ma una mossa politica. Il Presidente Eugenio Giani ha ammesso che la decisione è maturata a seguito di un dialogo con il Comune di Firenze, descritto come "traumatizzato dalle questioni urbanistiche e dalle cronache" recenti. Questo stallo ha spinto l'amministrazione a soprassedere su qualsiasi nuova previsione nell'area.

Per le opposizioni, come sottolineato da Jacopo Cellai (FdI), si tratta di una vittoria che permette di risparmiare "fiumi di denaro" e, soprattutto, evita l'ulteriore desertificazione del centro storico, mantenendo vive le funzioni direzionali nel cuore della città anziché spostarle in periferia. L'impegno civile ha giocato un ruolo determinante nel correggere una scelta percepita come fuori scala. Come evidenziato da Alberto Di Cintio, Coordinatore della delegazione toscana della Fondazione Italiana Bioarchitettura"Questo importante passaggio politico dimostra che l'impegno civico è quanto mai utile e necessario per far correggere cattive scelte urbanistiche impattanti e fuori scala."

Una parte consistente dei fondi liberati, circa 20 milioni di euro, è stata dirottata sul centro ospedaliero di Cisanello a Pisa. L'obiettivo è ambizioso: completare quello che sarà l'ospedale più grande dell'Italia centrale.

Tuttavia, l'opposizione, per voce di Alessandro Tomasi, definisce questo stanziamento una "toppa" necessaria a coprire un peccato originale di programmazione. Il piano iniziale prevedeva infatti di finanziare i lavori attraverso l'alienazione del vecchio ospedale di Santa Chiara, situato proprio "all'ombra della Torre pendente". Solo ora la Regione ha preso atto che tale vendita potrà avvenire solo a lavori ultimati, rendendo indispensabile un intervento finanziario immediato per non fermare il cantiere.

Dettagli tecnici dell'intervento a Cisanello:

  • Avanzamento lavori: L'opera è attualmente giunta al 70% della realizzazione.
  • Sinergie finanziarie: Oltre ai fondi regionali, si attende l'acquisto di due padiglioni da parte di INAIL.
  • Ruolo strategico: Insieme a Careggi, diventerà il polo sanitario di riferimento per l'intera regione e oltre.

La variazione destina 15,83 milioni di euro a interventi infrastrutturali che puntano a migliorare la viabilità locale e i collegamenti strategici. Tra le voci principali:

  • Ponte Signa-Lastra a Signa: 5 milioni aggiuntivi che portano il totale a 77 milioni.
  • Ponte di Calcinaia: 2 milioni per il terzo lotto, fondamentale per collegare i Monti Pisani a Pontedera.
  • Ponte sui Navicelli: 1 milione di euro per la messa in sicurezza.
  • Fi-Pi-Li: 4 milioni per manutenzioni urgenti.

Nonostante queste cifre, il Portavoce dell'opposizione Tomasi critica duramente il metodo, parlando di risorse date "a pioggia" senza una vera programmazione o bandi pubblici. La proposta di Giani di creare "Toscana Strade" viene liquidata come l'ennesimo "specchietto per le allodole" in una gestione che continua a muoversi sull'onda dell'emergenza piuttosto che su un piano organico.

La manovra tocca anche le ferite della storia toscana. Con uno stanziamento di 6,8 milioni di euro, la Regione tiene fede alla promessa di integrare i 20 milioni già ottenuti tramite il PNRR per la rigenerazione del borgo di Castelnuovo d’Avane. Questo luogo, annientato da una strage nazifascista nel 1944 e spopolato dalle miniere di lignite, rappresenta una sfida di portata nazionale. L'investimento mira a completare un progetto di ripopolamento e valorizzazione culturale che possa servire da modello per tutti i borghi abbandonati d'Italia.

La variazione di bilancio deve fare i conti con un'emergenza ambientale che non accenna a diminuire. Sono stati stanziati ulteriori 1,5 milioni di euro per la bonifica dei siti contaminati dal Keu lungo la SR 429. Questa cifra si aggiunge ai 15 milioni già previsti per il triennio 2023-2025. Un dettaglio tecnico inquietante emerge dalle analisi: i costi di smaltimento sono aumentati anche a causa delle piogge, che incrementando il peso dei materiali contaminati, fanno lievitare le fatture. È un monito sulla fragilità del territorio e sulla necessità di una vigilanza rigorosa sui costi delle bonifiche ambientali.

La manovra da 103,2 milioni di euro se da un lato chiude cantieri aperti e finanzia borghi storici, dall'altro solleva interrogativi sulle priorità di lungo periodo. Alessandro Tomasi ha proposto con forza di dirottare integralmente le risorse risparmiate dalla Terza Torre verso l'Edilizia Residenziale Pubblica, per rispondere a un'emergenza casa sempre più pressante.

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