La pietra miliare del cinema coreano al Korea Film Fest

All’Institut français Firenze tornano le “Giornate del cinema Quebecchese in Italia”


E’ considerato la pietra miliare del cinema coreano: costato 13 milioni di dollari, ha utilizzato 25 mila comparse staccando 11 milioni di biglietti al botteghino. E’ Taegugki, il film sulla Guerra di Corea, sanguinoso e devastante conflitto civile, che sarà proiettato giovedì 26 marzo, alle ore 20.15 al cinema Odeon per la settima giornata del Florence Korea Film Fest (ingresso 6 euro intero, 5 euro ridotto). Sarà presente Nam Dong Chul, il programmatore del Busan International Film Festival. Taegukgi, il cui titolo si riferisce alla bandiera sudcoreana, racconta la storia di due fratelli di Seoul che vengono arruolati a forza nell’esercito, poco dopo lo scoppio della guerra di Corea nel giugno 1950. Il fratello maggiore, interpretato dal grande divo Jang Dong-gun, decide che deve tentare di vincere una “medaglia al merito” per garantire il congedo del suo studioso fratello minore. Film unico nella storia del cinema coreano per le sue proporzioni, per le scene di battaglia e per la complessa ricostruzione di Seoul e Pyongyang, città martoriate dalla guerra. Le scene di guerra sono sconvolgenti nella loro violenza e immediatezza. Gli scontri sono mostrati in tutta la loro crudezza in sequenze spettacolari: quando il film è uscito, nel 2004, molti coreani sono rimasti profondamente commossi anche per la tragica storia dei due fratelli. “È significativo – si legge in una nota della produzione del film - che il film abbia avuto un’accoglienza calorosa da parte degli spettatori più anziani che avevano vissuto la guerra, molti dei quali tornavano al cinema per la prima volta dopo decenni”. “Il film – si legge in alcuni articoli di critici cinematografici - rimanda a “Salvate il soldato Ryan” di Steven Spielberg, ma in generale anche le scelte estetiche accomunano Taegukgi alle ultime pellicole di guerra prodotte in occidente”. La settima giornata sarà dedicata al tema del guerra nel cinema, raccontata in tutta la sua insensatezza e crudeltà oltre che nei suoi aspetti più umani e commoventi. Si parte al cinema Odeon, con la proiezione alle 15.00, del classico “North Korean partisan in South Korea” (1990) di Chung Ji-young. Il film riporta la scottante vicenda di un reporter nordcoreano che, travolto dalla follia del conflitto tra le due Coree, finisce per arruolarsi tra i partigiani della Corea del Sud. A dare il volto a questo personaggio allucinato e febbrile il grande attore Ahn Sung-ki, che carica il reporter del peso dell’intera condizione umana. Segue alle 18.00 il film “Radio Star” di Lee Joon-ik, divertente fiaba sulla spietata industria musicale pop coreana. Il festival, ideato e diretto da Riccardo Gelli dell’associazione Taegukgi - Toscana Korea Association, inaugura la quarta edizione della Primavera Orientale, la manifestazione dedicata alla cinematografia orientale organizzata da Quelli della Compagnia di Fondazione Sistema Toscana. Il festival si avvale del contributo della Regione Toscana, del Ministero della cultura e turismo della Repubblica di Corea e della collaborazione di Kofic (Korea Film Council); Kofa (Korea Film Archive); Comune di Firenze. Il festival riceve il supporto dell'Ambasciata della Repubblica di Corea in Italia. Tra i main sponsor il Florian Caffè di Firenze.


Le giornate – 26 e 27 marzo – sono organizzate in collaborazione con il Conseil des arts et des lettres du Québec, la Société de développement des entreprises culturelles du Québec, la Delegazione del Québec a Roma, l’Ambasciata del Canada in Italia el’Institut français Firenze, in collaborazione conl’Institut français Milano e MFN - Milano Film Network. La tappa di Firenze, fa parte del circuito di micro-distribuzione che dopo l’anteprima milanese vede la rassegna quebecchese in altre città italiane,con una selezione dei titoli in programma. La rassegna presenta film non distribuiti in Italia transitati in prestigiosi festival internazionali, molte anteprime nazionali. Il fil rouge che accomuna la selezione dei titoli è la campagna incantata del Québec, dove s’incrociano i tempi dell'antico calendario lunare, con la tradizione rituale contadina e con la cultura dello slow food e degli orti urbani. Dove le ossessioni di Robert Lepage ci avvicinano alla ribellione visionaria di Xavier Dolan. In programma l’anteprima del film Le Semeur di Julie Perron, che racconta l’esperienzadi Patrice Fortier, seminatore di idee e scopritore di ortaggi in via d'estinzione. Dalle storie e dai racconti del Québec, immagini in movimento continuo, con lo sguardo sospeso tra malinconia e felicità. La rassegna si apre Giovedì 26 marzo alle 20:00 con l’anteprima italiana di Triptyque di Pedro Pires e Robert Lepage. Ispirato alla pièce teatrale Lipsynch. Robert Lepage ritorna alla sua passione per il cinema, con un affresco urbano contemporaneo in tre atti, tre momenti di passaggio nella vita di tre personaggi in cerca d'autore. È la storia di Michelle, di sua sorella Marie e del suo incontro con Thomas, il neurochirurgo che le salverà la vita. Storia dell'amore improvviso che travolge medico e paziente. A metà tra poesia scritta con le parole e poesia disegnata con la luce. Presentato alla scorsa Berlinale, menzione speciale della giuria Ecumenica. Il film è preceduto da due cortometraggi: il primo, Quelqu'un d’extraordinaire, debutto alla regia di Monia Chokri, di cui Xavier Dolan firma il montaggio. Nel filmSarah, 30 anni, ha tutto per avere successo nella vita. Un mattino, dopo una notte brava, si sveglia in un letto che non è il suo, in una casa che non è la sua, e incontra una madre che non è la sua… Il secondo è Next floor, del pluripremiato regista di Incendies Denis Villeneuve. Spettacolare piano sequenza di una grande abbuffata, un baccanale gastronomico ossessivo e compulsivo, in sospeso tra grottesco e assurdo. Venerdì 27 marzo alle 20:00 l'anteprima italiana di Le Semeur di Julie Perron (Mercoledì 18 marzo alle 20), un'incursione nell'universo dell'artista-seminatore e fotografo Patrice Fortier. Creatore de La société des Plantes, Fortier conserva sementi vegetali rare, antiche o dimenticate dal processo di industrializzazione post-rurale. Il suo obiettivo è creare le varietà anziane del futuro, seminando a mano con attenzione e rispetto per le diversità, l'infinita ricchezza di tipologie, di varianti, di forme e colori irripetibili, celebrando l'unicità di ogni essere naturale. Un lavoro monacale di cui la regista riprende, in rispettoso silenzio, le infinite sfumature e l’infinita emozione. Un inno alla biodiversità vegetale e al patrimonio genetico delle sementi naturali originali e geneticamente motivate. Presentato ai Rencontres internationales du documentaire de Montréal 2013. Il film è preceduto dal cortometraggio di animazione Micta, ispirato al Piccolo Principe di Saint-Exupéry, regia a quattro mani di Élisa Moar e Marie-Pier Ottawa. Sempre Venerdì 27 marzo si chiude la due giorni alle 21:30 con Tom à la ferme, di Xavier Dolan. Tratto dalla pièce omonima di Michel Marc Bouchard, questa volta Dolan disorienta, interpretando e dirigendo il suo viaggio dalla città verso la campagna. Sospeso tra citazioni surreali di Hitchcock e la perversione dei silenzi alla Polanski. Ecco la trama: al funerale del suo compagno, morto all'improvviso, Tom scopre che la famiglia non sa nulla della loro storia d'amore. Gente semplice, contadini di una grande fattoria, sperduta nella campagna post-rurale del Québec. Per proteggere l'onore e la mamma ignara, il fratello Francis detta le regole di un travolgente gioco al massacro. Tom si decompone fulminato da un amore tossico inaspettato. Premio Fipresci al Festival di Venezia.

Redazione Nove da Firenze