La morte di Gino Ghirelli

Era il tassista aggredito, in coma da due anni


Gino Ghirelli, il taxista fiorentino, è venuto a mancare dopo due anni e mezzo di coma a seguito di un violento pestaggio. Il 12 luglio 2017 il tassista di 67 anni, era stato aggredito da due giovani in piazza Beccaria, mentre era in servizio. Tornato a casa si era sentito male e da allora non si è più ripreso.

Nel novembre 2018 i due ragazzi che lo avevano ridotto così sono stati assolti, perché il fatto non costituisce reato, ad avviso del giudice. Ma la famiglia ha presentato appello insieme alla Cooperativa 4390. Il processo è stato riaperto e a febbraio in tribunale riesamineranno il caso.

"Se ne è andato senza ancora che questo mondo gli avesse reso un minimo di giustizia. La vicenda ci lascia sgomenti ed amareggiati nella speranza che la magistratura avendo ripreso in mano il caso dia finalmente giustizia alla famiglia, ci stringiamo attorno ai familiari nel loro dolore, nonché alla categoria dei taxisti, per quella che è una pagina vergognosa della cronaca nera italiana e Fiorentina" dichiara il segretario provinciale della Lega Alessandro Scipioni.

"Confidiamo nella giustizia perché la vita di un uomo di 68 anni che lavorava col suo taxi di notte non può essere giusto che sia stata spezzata fino ad arrivare alla morte dopo più di due anni di agonia a causa delle percosse inflittogli da due giovani. Un abbraccio forte alla Figlia Silvia, alla Moglie Daniela e ai loro familiari" conclude il consigliere comunale leghista Luca Tani nonché esponente di spicco della categoria dei taxisti fiorentini.

"La Regione Toscana assegni un contributo economico (in base alla legge regionale 57/2008) ai familiari di Gino Ghirelli, il tassista morto nelle scorse ore dopo due anni di coma, a seguito delle percosse ricevute da due ragazzi che erano siti sulla sua auto, a Firenze". Lo chiede il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella.
"Nell'esprimere ai familiari di Gino Ghirelli la mia personale vicinanza e gli auguri di Buon Natale in queste circostanze cosi dolorose - aggiunge Stella - chiedo alle Istituzioni e in particolare al Comune di Firenze di prendere provvedimenti volti a tutelare la sicurezza di chi svolge lavori notturni, a cominciare dai tassisti".
"Crediamo sia giunto il momento di rivedere le norme nazionali sulla sicurezza a bordo dei taxi - argomenta Stella -. Intanto servirebbe togliere l'obbligo della cintura, che per quanto sia una misura rivolta alla sicurezza del guidatore si trasforma in una vera e propria trappola in caso di aggressione da parte di un cliente malintenzionato. Inoltre, dovremmo cominciare a studiare la possibilità di inserire divisori tra la parte della guida e quella passeggeri, per chi ne faccia richiesta e in particolar modo per chi svolge servizio notturno. La legge stabilisce che il servizio pubblico per essere svolto deve garantire il trasporto di almeno 4 persone, il che significa che, col divisorio, un'auto normale dovrebbe far salire il quarto passeggero davanti. Ebbene, si può inserire una norma che stabilisca la discrezionalità da parte dell'operatore sul quarto passeggero: in caso di dubbio, il tassista deve poter rifiutare la corsa, se non si sente sicuro. Non si può rischiare la vita per guadagnare pochi euro, la politica deve muoversi per garantire la sicurezza di chi svolge servizio pubblico sulle nostre strade".

Redazione Nove da Firenze