La crisi di governo spaventa Piazza Affari e aumenta lo spread

La Lega presenta una mozione di sfiducia a Conte: "'Chiedo agli italiani di darmi pieni poteri" dice Salvini. E ora? Federico Bussolin (Capogruppo in Consiglio comunale a Firenze): “Non ci sono alternative al voto”


Dopo la rottura di ieri con l'apertura della crisi di governo, la Lega presenta in Senato la mozione di sfiducia al premier Giuseppe Conte. E la crisi di governo innescata ieri dal vicepremier e leder della Lega Matteo Salvini, spaventa i mercati. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi sale a 240 punti base dopo aver aperto stamane a 234 punti. Il rendimento del decennale sale all'1,82%. Con lo strappo di Salvini, che ieri ha chiesto di "restituire velocemente la parola agli elettori", i rischi sono altissimi: che fare ora?

“Il contratto di governo con il Movimento Cinque Stelle – commenta il Commissario del Carroccio a Firenze Federico Bussolin – ci ha dato i risultati di cui l'Italia aveva bisogno in una prima fase di crisi per il Paese: pensiamo all'approvazione della legittima difesa, il blocco degli sbarchi, quota 100 ed il primo blocco di Flat Tax per le Partite Iva. Oggi le esigenze sono cambiate e non sono più le stesse di un anno fa, quando questo Governo si era insediato: gli italiani ci chiedono di abbassare le tasse definitivamente. Ci chiedono di rimpatriare, di sviluppare il Paese anche nelle sue infrastrutture. Aggiungo che serve una vera riforma della giustizia, dove chi sbaglia paga, anche per quei magistrati che, sbagliando nel loro giudizio, rovinano la vita delle persone. Questo non lo fai con i no e, così, si esaurisce la forza di questo Governo. Il voto sul Tav ne è il lampante esempio. Chi parla di poltrone – conclude il Capogruppo della Lega a Firenze Federico Bussolin – o di paura, non ha capito ancora quel che ha in cantiere la Lega per l'Italia, dove il primo pilastro riguarda appunto l'abbattimento della pressione fiscale, non della redistribuzione di una ricchezza che, oggi, non c'è. Non esiste timore quando si è convinti delle proprie idee come lo siamo noi”.

"Il populismo al governo e' fallito. Si torna al voto, dopo 14 mesi. Gonfio di consenso e, forse, consapevole di non poter mantenere nella legge di bilancio le promesse fatte agli italiani, dopo qualche indecisione, ieri sera, un Salvini ingrugnato ha deciso di staccare la spina, nonostante i cinque stelle avessero gia' piegato la testa al rimpasto". Lo afferma su Facebook il presidente della Toscana, Enrico Rossi (Pd). "Ma la crisi, come e' giusto, si rappresentera'- aggiunge- in modo trasparente in Parlamento. La Lega dovra' assumersi le sue responsabilita' e non potra' decidere da sola i tempi del voto. Cio' che rende Salvini malmostoso". Il governatore invita il Partito democratico a prepararsi all'appuntamento con le urne, che considera preferibile "al clima malato e opaco, di continuo conflitto interno" in seno alla maggioranza, puntando su alcuni temi chiave: "Si prepari a una campagna elettorale lanciando pochi ed efficaci messaggi su sanita', scuola, investimenti, lotta alla precarieta' del lavoro, ambiente ed economia circolare, lotta all'evasione fiscale". Piu' in generale Rossi sollecita il Pd a presentarsi alle elezioni "come il partito antifascista, impegnato nella difesa della Costituzione e della democrazia, antirazzista e europeista, avversario e alternativo alle avventure della destra leghista di tendenza fascistoide e autoritaria, nemica dell'Europa e amica di Putin". Con una proposta in netta contrapposizione tanto alla Lega quanto al M5S. Rispetto a questi ultimi, del resto, secondo il presidente della Toscana "sara' facile mostrare come in poco tempo si sia ridotto ad essere un'appendice servile di questa destra estrema e nera". Nessun accordo, dunque, coi pentastellati: "Sarebbe un ribaltone- avverte Rossi- che finirebbe per potenziare ancora di piu' il demone di Salvini rendendo il Pd succube".

Redazione Nove da Firenze