Kme: il 20 agosto incontro al Ministero per gli ammortizzatori sociali

Ci sono 135 assunzioni in ballo. Il segretario Uilm, Giacomo Saisi: "Nessun pregiudizio pro o contro pirogassificatore fino a quando non vediamo il progetto definitivo". Fattori (Sì): “Senza attenzione ad ambiente e salute non si tutela neppure il lavoro. Si rendano pubblici i dati delle emissioni dello stabilimento e si individuino tecnologie pulite per autoprodurre energia da fonti veramente rinnovabili”


“La nostra posizione è, sin dall’inizio, di attesa, di controllo. Non siamo a favore o contro il progetto del pirogassificatore a prescindere ma, come abbiamo sempre detto mettendoci la faccia, vogliamo vedere il piano di rilancio di Kme completo e lasciare agli esperti la verifica della salvaguardia ambientale e delle minori emissioni, come dichiarato dall’azienda. Poi faremo le dovute valutazioni”. A parlare è il segretario della Uilm Area Nord Toscana, Giacomo Saisi: “Dispiace vedere ancora attacchi rivolti alla nostra organizzazione sindacale colpevole, secondo il punto di vista di alcuni comitati, di non essersi schierata sin da subito contro il pirogassificatore di Kme. Noi non siamo il portavoce dell’azienda ma un sindacato confederale che lotta da sempre al fianco dei lavoratori e, innegabilmente, siamo oggi i portavoce della maggioranza dei dipendenti Kme visto che alle elezioni Rsu la Uilm ha ottenuto il 60% dei consensi. E ci mettiamo sempre la faccia, in ogni nostra presa di posizione, non ci nascondiamo dietro comitati o associazioni, e siamo sempre disposti al confronto, purché civile. E’ di cattivo gusto continuare a leggere comunicati e post sui social con offese alla nostra organizzazione o ai suoi dirigenti perché contrari a un ‘no’ a prescindere. Lo ribadiamo: aspettiamo il progetto definitivo, valutiamo insieme pro e contro, cercando di trovare un punto di equilibrio senza pregiudizi”. La posizione, insomma, è chiara: valutare a fondo per tutelare lavoro, salute e ambiente. I conti, d’altronde, sul fronte occupazionale sono in rosso da anni: “In un decennio abbiamo perso centinaia di posti, mai rimpiazzati e dal 2008 non vengono fatte assunzioni. Abbiamo fatto accordi sindacali difensivi che hanno pesato sulle spalle dei lavoratori. Con il piano di rilancio abbiamo l’opportunità di invertire la tendenza – va avanti Saisi -. Qualcuno sostiene che 70 posti di lavoro su 135 promessi non sono nuovi perché vanno a recuperare gli operai che ancora si trovano al massimo degli ammortizzatori sociali. Vero, ma contano e sono posti di lavoro vero che restano nella Valle del Serchio e che, altrimenti, diventerebbero esuberi strutturali. A quel punto sarebbe un disastro: quante aziende ci sono in Garfagnana che hanno più di 70 dipendenti? Forse si contano sulle dita di una mano. Ora c’è da stringere i denti, affrontare le ultime scadenze e valutare approfonditamente il piano di rilancio che l’azienda ci proporrà perché se Kme vuole avere un futuro, nella Valle e in Italia, non può limitarsi a ricollocare solo gli attuali 70 lavoratori. Il 20 agosto – conclude il segretario Uilm - saremo a Roma al Ministero del Lavoro per fare la richiesta di proroga degli ammortizzatori sociali. Sicuramente un passo importante ma questa non è la risoluzione di tutti problemi: noi chiediamo che Kme torni ad investire torni ad assumere e torni a fare ricerca perché solo cosi daremo futuro a tutto il territorio”.

“Dopo l’approvazione unanime della nostra mozione a inizio luglio ci aspettavamo un salto di qualità nella vicenda KME, con l’annuncio di soluzioni tecnologiche in grado di produrre energia da fonti veramente pulite e rinnovabili”, dichiara Tommaso Fattori, capogruppo di Sì Toscana a Sinistra. “Stupisce che i vertici aziendali continuino a puntare su un grande impianto di pirogassificazione, ufficialmente con l'obiettivo di ridurre i costi energetici dell’impianto di Fornaci, più realisticamente per abbracciare il business dell'incenerimento degli scarti del pulper delle cartiere. Una tecnologia di incenerimento inquinante, che presenta vari problemi tecnici e comporta l’importazione di ingenti quantità di rifiuti, aggravando una situazione ambientale già compromessa”, continua Fattori. “Serve più chiarezza e meno fumi in ogni senso, per questo vogliamo prima di tutto che siano resi pubblici i dati sulle reali attuali emissioni di KME, base necessaria per qualsiasi confronto, accompagnando l’azienda in un percorso che la porti a sposare tecnologie pulite e in grado di rendere l' impianto realmente rinnovabile ed efficiente energeticamente. Solo coinvolgendo il territorio e rispettando ambiente e salute si tutelerà davvero anche il lavoro”, conclude Fattori.

Redazione Nove da Firenze