Infrastrutture di Toscana, è la svolta: ok l'incontro con la ministra De Micheli

Il presidente regionale Rossi: “Priorità definite, possibile ora il cambio di passo”. Si va dalla realizzazione del Corridoio Tirrenico, al potenziamento degli aeroporti, al raddoppio della Pistoia-Lucca, agli interventi sui Porti di Livorno e di Piombino. Chiesti 60 milioni al Mit per intervenire su 164 infrastrutture


"Oggi abbiamo presentato alla ministra De Micheli le richieste infrastrutturali di una Toscana che fa e che vuole rilanciare lo sviluppo e creare buona occupazione. La Regione è riuscita a mettere nero su bianco un elenco di opere ritenute strategiche da ben 19 soggetti sociali tra mondo dell'imprenditoria, dei sindacati, del commercio, delle cooperative. Si va dalla realizzazione del Corridoio Tirrenico, al potenziamento degli aeroporti, al raddoppio della Pistoia-Lucca, agli interventi sui Porti di Livorno e di Piombino. Non ci sono più incertezze o discussioni in corso. Oggi la ministra De Micheli ha incontrato tutti i rappresentanti di queste realtà, che hanno avuto modo di illustrarle i motivi per cui ritengono prioritarie queste opere. C'è un elenco definito e fino al mio ultimo giorno come presidente della Regione lavorerò perchè queste opere vengano realizzate. In questo senso studierò con gran de attenzione le schede che la ministra mi ha consegnato nel corso dell'incontro di questa mattina, nelle quali si indica una sorta di cronoprogramma per l'avvio della realizzazione dei principali interventi stradali, ferroviari, portuali ed aeroportuali previsti in Toscana, dei quali avevamo discusso nel nostro precedente incontro nel mese di ottobre". A dirlo il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi al termine dell'incontro tra la ministra ai trasporti ed infrastrutture Paola De Micheli e i firmatari del 'Patto toscano per lo sviluppo'. All'incontro, oltre al presidente, erano presenti anche gli assessori regionali alle infrastrutture e governo del territorio Vincenzo Ceccarelli, e alle attività produttive, commercio e turismo Stefano Ciuoffo.

"La ministra ci ha rassicurato sul fatto che dove c'è accordo sulle opere da fare la realizzazione procede in maniera più spedita - ha aggiunto Rossi - e si è detta disponibile ad avviare dei tavoli tecnici per stabilire modalità di avanzamento e tempi certi per il finanziamento e la realizzazione. Era quello che chiedevamo da tempo al Ministero, dei punti fermi su cui poter lavorare. Notiamo un cambio di passo al Ministero, sarà perchè finalmente abbiamo un ministro donna".

Le grandi opere infrastrutturali sulle quali è confluito l'accordo delle istituzioni e delle parti sociali che hanno siglato il 'Patto per lo sviluppo' sono il Corridoio Tirrenico - che la Toscana costiera aspetta da troppo tempo -, le terze corsie autostradali lungo la A1 e la A11, il sottoattraversamento AV di Firenze, la 'Due mari' per creare un'arteria viaria 'orizzontale' tra Grosseto e Fano, realizzare il collegamento diretto tra il Porto di Piombino e la ss398 (bretella di Piombino), raddoppiare la linea ferroviaria Pistoia-Lucca ed il tratto Empoli-Granaiolo sulla linea per Siena (quest'ultimo anche da elettrificare), realizzare a Livorno la Darsena Europa ed i collegamenti ferroviari diretti tra Porto ed interporto, attuare i piani regolatori portuali di Piombino (piattaforma di smantellamento e refitting navale) e Marina di Carrara (progetto Waterfront), realizzare gli interventi di potenziamento per gli aeroporti di Fir enze e Pisa, gli Assi viari di Lucca, l'adeguamento della ss67 Tosco-romagnola e vari altri interventi sulla viabilità. Questi gli interventi che la Toscana attende e dei quali ha bisogno per sostenere e riaffermare il proprio sviluppo economico, con il rilancio di una buona occupazione e il sostegno all'innovazione delle imprese. La realizzazione di queste opere, da sola, è capace di attivare una forza lavoro stimata in 87mila unità, ma il vero beneficio sarebbe successivo, dato che esse doterebbero la regione di infrastrutture moderne ed adeguate alle attuali necessità del sistema economico e della popolazione.

Relativamente al Corridoio Tirrenico, la Ministra De Micheli ha spiegato che una norma del 1982 attualmente impedisce il passaggio delle competenze per l'opera ad Anas, ma l'intenzione del Ministero è modificare questa legge con un intervento che sarà fatto già nelle prossime ore.

Anche la salute di ponti e viadotti toscani è stata oggetto di discussione nel corso dell'incontro. Regione e Mit si sono confrontati sul tema degli interventi per la manutenzione straordinaria di queste infrastrutture, spesso situate lungo strade di competenza non regionale.

"Rigrazio la ministra perché si è dimostrata disponibile a collaborare anche sul fronte della manutenzione dei ponti e viadotti toscani di competenza statale o comunque di Anas, Autostrade o altri enti. La Regione Toscana a inizio settembre 2018, subito dopo il tragico crollo del Ponte Morandi a Genova, ha avviato un'indagine sullo stato di salute dei ponti e dei viadotti presenti sul territorio regionale, a prescindere dagli enti di competenza. E' stato un lavoro lungo e portato avanti con la collaborazione delle Province, dei Comuni e degli ordini professionali, ma è stato anche un lavoro egregio che è rimasto un caso isolato sul piano nazionale. Nessuna altra Regione ha fatto altrettanto. Ad oggi abbiamo un quadro più o meno definito della situazione e sappiamo che ci sono 164 ponti e viadotti toscani che, pur non trovandosi in situazuoni di rischio, necessitano di interventi di manutenzione. L'assessore Ceccarelli ha già scritto al Ministero chiedendo risorse per ben 60 milioni, in modo da poter intervenire secondo priorità e urgenza".

"La Toscana su questo fronte sta procedendo anche in maniera autonoma a garanzia della sicurezza degli utenti - ha aggiunto Ceccarelli - come dimostrano gli interventi di manutenzione straordinaria sul viadotto della Fi-Pi-Li tra Ginestra Fiorentina e Montelupo o il recentissimo finanziamento della progettazione di un intervento urgente sul ponte di Calambrone sul canale Navicelli a Pisa, ma con i 60 milioni chiesti al Ministero potremo progressivamente sanare tutte le situazioni che necessitano di manutenzione".

Redazione Nove da Firenze