Incidente di Livorno: incontro in Regione

Enrico Rossi: "Sulla sicurezza tornare a stringere una vite che si è allentata troppo". Martelli (Acli Toscana) “Parlamento e Governo lavorino su tema sicurezza senza aspettare nuove tragedie”. PRC Toscana: "Si convochi un consiglio regionale aperto e straordinario sul tema"


FIRENZE- L’ennesimo incidente sul lavoro ha funestato la nostra regione ieri mattina: al porto di Livorno due operai hanno perso la vita per l’esplosione di una cisterna appena svuotata da acetato di etile, mentre stavano facendo manutenzione. Altri incidenti si sono verificati durante la stessa giornata, tra cui quello più grave alla Sanac di Massa, ditta terzista dell’ILVA, con due ustionati ricoverati negli ospedali di Pisa e Massa. Altri a Terranuova Bracciolini. Non più di due settimane fa si verificò un incidente nella zona industriale di Collesalvetti, con un operaio che stava rimuovendo eternit da un tetto di un capannone è caduto nel vuoto, ferendosi gravemente. Poco più di un mese fa, nella zona della Darsena di Pisa, è morto un operaio della ditta di carpenteria Mp Metal, in appalto nel cantiere navale Seven Stars, cadendo da un ponteggio di oltre dieci metri, durante un turno di lavoro notturno. In poco più di un mese, il bollettino degli incidenti sul lavoro è elevatissimo.

"Spetterà alla Procura accertare le responsabilità e stabilire le dinamiche sull'esplosione del serbatoio nel porto di Livorno. Ma più in generale, a prescindere dal tragico incidente accaduto ieri, non possiamo più tollerare che al porto di Livorno persistano problemi nell'ambito dell'organizzazione della sicurezza dei lavoratori". Lo ha detto il presidente Enrico Rossi durante la riunione convocata questo pomeriggio insieme all'assessore Stefania Saccardi, con le Asl, i responsabili delle organizzazioni sindacali e il direttore regionale dei Vigili del Fuoco per fare il punto su quanto accaduto e più in generale sul tema sicurezza sul lavoro, all'indomani del gravissimo incidente che ha provocato la morte di due operai e il ferimento di altri nell'interno di un deposito nel porto industriale labronico. Due le principali inadempienze che durante l'incontro Rossi ha voluto sottolineare: la mancata convocazione del comitato per l'igiene e la sicurezza istituito con il protocollo del 2008, che prevedeva la costituzione nei porti di tale organismo composto da tutte le autorità e delle forze sociali coinvolte. E poi la riduzione del personale addetto alla sicurezza nell'autorità portuale, che è sotto organico rispetto alle mansioni e alle ispezioni che deve svolgere continuamente. A fronte di questo Rossi ha proposto di istituire un gruppo di lavoro specifico sul tema sicurezza nei porti.

"Dobbiamo tornare a stringere una vite che si è allentata troppo- ha detto – in questa commissione di cui faranno parte tutti i rappresentanti che sono a questo tavolo, dovremo fare meglio e di più di quanto è contenuto nei protocolli firmati. Sui porti dovremo concentrare l'attenzione, ristabilendo il corretto rapporto tra lavoro e salute". Insieme al progetto della commissione ad hoc, Rossi ha messo l'accento sull'importanza dell'analisi e dello studio delle condizioni di lavoro in Toscana. "La sicurezza sul lavoro deve essere in prima linea e la Regione Toscana con i suoi uffici avere un ruolo propulsivo sul territorio per fornire stimoli in campo giuridico, fare ricerche, studi e analisi recuperando piena centralità su questi temi".

"La prima sicurezza su cui dovremmo puntare di più: quella sul lavoro" È quanto dichiarano Raffaele Marras, Segretario regionale dei Giovani Democratici e Alessandra Nardini, Presidente della Giovanile e Consigliera Regionale della Toscana"Non possiamo che aderire alla fiaccolata organizzata dai sindacati per questa sera a Livorno, dopo la morte dei due operai al porto. Purtroppo la drammatica lista degli infortuni sul lavoro in Toscana, talvolta anche mortali, ha continuato ad allungarsi nelle scorse ore. Una giornata nera, ieri, per la nostra regione. Tutto questo ci pone nuovamente di fronte alla gravità e all'urgenza del tema: ė inaccettabile morire di lavoro, sul lavoro. Il lavoro ė dignità, è un diritto, non può e non deve diventare morte. L'impegno per la sicurezza e la diffusione di una cultura della sicurezza sui luoghi di lavoro deve essere intensificato. Sarà la magistratura a chiarire quanto avvenuto, ma è compito della politica ribadire con forza che la battaglia per un lavoro sicuro e di qualità deve essere messa al centro."

Le morti sul lavoro non sono mai una tragica fatalità. Morire in questo modo non e’ più accettabile, lo ripetiamo ogni volta. Ogni volta rinnoviamo inviti ad essere più attenti, a investire sulla formazione, a non sottovalutare mai i rischi. La misura e’ colma. E’ necessaria una mobilitazione costante che non si riaccenda sotto la miccia di una nuova tragedia, ma che sia permanente e strutturale nei rapporti di lavoro, ad ogni livello. Il nuovo Parlamento e il nuovo Governo hanno l’obbligo verso il Paese, nel rispetto delle vittime e delle loro famiglie, di rafforzare quanto già stato fatto, evidentemente non sufficiente. Aderiremo ad ogni iniziativa volta a ciò e uniremo le nostre forze a quelle di tutti coloro che intendono dare una svolta reale alla questione vitale della sicurezza sul lavoro” Così Giacomo Martelli, presidente della Acli toscane in merito all'incidente al Porto di Livorno.

"È sempre più evidente che l’intera organizzazione del lavoro produttivo si fonda su un sistema di sfruttamento intensivo della produttività, su ritmi sempre più devastanti di lavoro, su appalti di pezzi o di interi comparti di produzione affidati a cooperative o ditte esterne che spesso risparmiano sulla sicurezza, aumentano a dismisura l’orario di servizio, impiegano personale precario e non sempre preparato ad affrontare le mansioni che vengono affidate -affermano dalla Segreteria Regionale PRC Toscana- La Regione finora non ha mosso un dito per intervenire in un mondo del lavoro – anzi, ha smantellato il settore regionale 'Prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro' e non lo ha ripristinato nonostante una mozione approvata in tal senso, presentata dal Gruppo di Si Toscana a Sinistra - evidentemente abbandonato dallo Stato, senza da provvedimenti legislativi che prevengano gli incidenti con accurati controlli ispettivi in materia di sicurezza, o colpiscano con sanzioni efficaci chi espone i lavoratori a condizioni di lavoro rischiose e inaccettabili. Non ci bastano più le pelose dichiarazioni del Presidente Rossi, che ogni volta si rammarica e manifesta il suo cordoglio: è ora che della questione si discuta in un Consiglio Regionale aperto e straordinario ad hoc, per affrontare complessivamente l’emergenza lavoro in Toscana, a partire dal ripristino di accettabili livelli di sicurezza per i lavoratori (orari e ritmi sostenibili, dotazioni di protezione personale adeguata in ogni ditta e appalto, riduzione drastica del lavoro notturno e dello straordinario che non superi il 10% dell’orario contrattuale). Ci muoveremo in ogni sede in questa direzione".

Redazione Nove da Firenze