Inaugurazione della Casa Parkinson a Firenze

Presentata al congresso “Florence Geriatric Health Alliance 2022” una nuova terapia

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
04 novembre 2022 14:29
Inaugurazione della Casa Parkinson a Firenze

Lunedì 7 novembre al presidio territoriale Canova, nel Quartiere 4 la Casa Parkinson da progetto diventerà realtà. Una Casa a tutti gli effetti, dove i pazienti con malattia di Parkinson o parkinsonismo sanno di trovare tutti i professionisti necessari per la cura oltreché per un miglioramento globale, grazie anche a soluzioni integrate, della qualità della loro vita e di quella del loro nucleo familiare.

Potrebbero arrivare dal trapianto di microbiota fecale (FMT) le soluzioni per curare una serie di patologie più comuni negli anziani, come Alzheimer e Morbo di Parkinson. La possibilità di modulare ed ottimizzare il microbiota intestinale per migliorare lo stato di salute e curare malattie dell’anziano è infatti passata da speranza a realtà, proprio attraverso il trapianto di microbiota fecale. Questo tipo di operazione consiste nel trasferimento di materiale fecale da soggetti sani nell’intestino di pazienti con specifiche malattie associate a disbiosi. FMT è già un presidio terapeutico disponibile per alcune malattie infettive che colpiscono i pazienti anziani immunodepressi, come l’infezione da Clostridium difficile che determina una grave forma di colite che conta 14.000 morti l’anno in Europa.

Approfondimenti

La novità sarà presentata nell’ambito del congresso “Florence Geriatric Health Alliance 2022”, in programma alla Camera di Commercio di Firenze da domani fino a sabato 5 novembre. L’evento, presieduto da Andrea Ungar, Professore di Geriatria Università di Firenze e Direttore presso UO Universitaria di Geriatria dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Careggi, si pone l’obiettivo di favorire lo scambio culturale tra i geriatri e gli altri specialisti coinvolti nel percorso di cura dei pazienti anziani.

“Il microbiota intestinale - Andrea Galli, Professore Ordinario di Malattie dell’apparato digerente presso l’Università di Firenze - costituisce un ecosistema composto da oltre 5000 specie batteriche che, come commensali, abitano il nostro intestino e dove in stretto rapporto con le cellule della mucosa intestinale svolgono importanti funzioni fisiologiche di tipo metabolico, strutturale protettivo regolando attivamente la risposta immunitaria e infiammatoria dell’ospite.

Il microbiota subisce una progressiva maturazione dall’età neonatale a quella adulta, ma subisce nell’età geriatrica un progressivo deterioramento: infatti, l’ecosistema intestinale riduce la sua biodiversità e stabilità e a questo si correla la suscettibilità del paziente anziano all’insorgenza di molte malattie. Molte delle patologie che si sviluppano nell’anziano, metaboliche, degenerative e infiammatorie si associano ad un’alterazione del microbiota intestinale. Si parla infatti di disbiosi che si collega all’aumento della permeabilità intestinale e al passaggio di componenti batterici in circolo che entrano cosi a contatto con il sistema di difesa immunitario innescando un processo infiammatorio sistemico e organo specifico, a livello epatico, del tessuto adiposo e addirittura a livello del Sistema nervoso, delineando quell’interazione definita come asse intestino-cervello che sembra alla base di patologie complesse come l’Alzheimer e il Morbo di Parkinson”.

Per questo motivo che è stata creata presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria a Careggi una Unità Trapiantologica di Microbiota Fecale in modo da fornire questo presidio sanitario a pazienti affetti da questa grave colite infettiva. La indicazione al FMT si sta estendendo però ad altre patologie del tratto gastrointestinale, tra cui le malattie infiammatorie croniche intestinali come la colite ulcerosa e le coliti nei pazienti che hanno rigetto da trapianto.

Ma l’utilizzo del trapianto fecale non si ferma qui: ci sono importanti studi che dimostrano una sua efficacia in campo oncologico, per esempio è possibile ripristinare la responsività alla chemioterapia trasferendo materiale fecale da pazienti che rispondono in pazienti che risultano resistenti agli immuterapici: “I dati più sorprendenti - conclude Galli - riguardano le malattie degenerative del sistema nervoso centrale. Studi sperimentali hanno dimostrato nell’animale anziano che presenta deficit cognitivo-motori, che ricordano i sintomi di malattie come l’Alzheimer e il Morbo di Parkinson, il trasferimento di materiale fecale prelevato da animali giovani sani migliora significativamente questi sintomi, così come le alterazioni a livello del sistema nervoso centrale ad essi correlati.

Questi risultati sono stati già riprodotti in studi pilota nell’uomo che, sebbene necessitino di conferme, danno una grande speranza per patologie le cui terapie mediche attuali non trovano una soluzione definitiva”.

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