"In Toscana ristoranti aperti fino alle 22 e bar fino alle 20"

Proposta “salva-ristorazione” sottoposta alla Regione da Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna e Confindustria, con l’adesione di Coldiretti. La misura sarebbe consentita dallo stesso Dcpm 24 ottobre 2020


Autorizzare la somministrazione fino alle ore 22, nel caso di ristoranti, pizzerie e pub, e fino alle ore 20 nel caso di bar, pasticcerie e pizzerie a taglio, come consentirebbe di fare il Dpcm 24 ottobre 2020, alla lettera ee) del comma 9 dell’articolo 1. È la proposta forte “salva-ristorazione” che oggi (martedì 27 ottobre 2020), facendo squadra, le associazioni di categoria regionali Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna e Confindustria, con l’adesione di Coldiretti, hanno sottoposto al governatore della Toscana Eugenio Giani e all’assessore Leonardo Marras.

La proposta rientra nell’ambito di una richiesta più ampia avanzata dalle cinque Associazioni regionali di categoria alla Regione Toscana: quella di fare tutto il possibile per salvaguardare le imprese dal rischio di ulteriori restrizioni. Difendere l’operatività e la funzionalità delle attività del manifatturiero, del turismo, dei servizi e della somministrazione e commercio, infatti, è fondamentale per la tenuta dell’economia e dell’occupazione toscane.

In merito alla possibilità da cogliere per salvare la ristorazione, le associazioni evidenziano che il testo dell’ultimo Dpcm prevede che le attività di ristorazione possano continuare a somministrare secondo gli orari abituali effettuati in precedenza, se autorizzati dalla Regione e, ovviamente, nel pieno rispetto dei requisiti di sicurezza antiCovid. Un’autorizzazione che la Provincia autonoma di Trento ha già concesso, così come alcuni Comuni, che hanno emanato ordinanze in questa direzione.

“Prima i locali potevano lavorare fino alle ore 24 e avremmo auspicato che potessero continuare a farlo almeno fino alle 23, ma siamo disposti ad una autoregolamentazione che limiti ancora di più l’orario: alle 22 per ristoranti e pizzerie, alle 20 per bar, pasticcerie e simili. Tutto pur di salvaguardare imprese ed occupati non solo dei pubblici esercizi, ma di tutta la filiera, che va dalla produzione agroalimentare alla ristorazione”, scrivono in una nota congiunta le associazioni di categoria.

“Consapevoli della necessità di agire con urgenza, abbiamo quindi chiesto alla Regione che si pronunci a favore di questo provvedimento, che serve a garantire la tenuta occupazionale del settore, superando un’incongruenza che pare ogni giorno più evidente: imporre la chiusura alle ore 18 ai ristoranti equivale ad invitarli a chiudere. Se la chiusura fosse spostata almeno alle 22, invece, sarebbero perfettamente in condizione di garantire ai propri clienti il servizio, prendendo le prenotazioni per le 20. E salverebbero una parte importante del loro fatturato”.

“Confidiamo che questa proposta sia presa seriamente in considerazione”, conclude la nota, “Il suo accoglimento sarebbe un gesto importante nei confronti di categorie economiche in difficoltà e verrebbe ad allentare situazioni di alta tensione che si stanno vivendo in tutta la regione. Poter contare su un rapporto di proficua e costruttiva collaborazione con la nuova Giunta regionale, continuando il percorso di confronto costruttivo avviato durante il lockdown di primavera, è un segnale di attenzione importante per le imprese e le loro primarie Associazioni di riferimento”.  

MODERATO OTTIMISMO DI CONFESERCENTI. "Il DPCM 24 ottobre 2020 - si legge in una nota Confesercenti - è stato un ulteriore attacco pesantissimo alle imprese del turismo e del commercio; la chiusura anticipata alle 18.00 per le attività della ristorazione ha colpito quelle aziende già piegate da oltre due mesi di lockdown ed una ripartenza molto sofferta, tra crollo del turismo e smartworking.

Per questo Confesercenti Firenze ha portato avanti, nella giornata di ieri in Piazza della Repubblica, una mobilitazione, insieme a tutte le Confesercenti territoriali della Toscana, in cui sono state avanzate proposte e richieste specifiche. Di seguito riassunti i punti fondamentali: "1) Le nostre imprese sono sicure, no divieti per chi rispetta le regole, 2) Rafforzare la sanità del territorio, 3) Vere e concrete forme di ristoro per tutte le imprese (di tutti i settori del commercio e delle professioni, 4) Interventi sugli affitti e 5) Salvaguardare le città e la cultura.

Già nella giornata di oggi sono arrivati i primi segnali positivi e di aperture alle richieste e alla mobilitazione dell'Associazione.

Stamani nell’ambito del tavolo di Concertazione abbiamo avanzato al Presidente Giani e all’Assessore Marras, la richiesta che prevede l’idea di autorizzare in Toscana la somministrazione fino alle ore 22 a ristoranti, pizzerie, pub e paninoteche e fino alle 20 a bar, pasticcerie e pizzerie a taglio, come consentirebbe di fare il comma 9 dell’art. 1 del Dpcm 24 ottobre. Ed è, già, stato proprio il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, nell’ambito di una conferenza stampa svoltasi in seguito, a parlare dell’ipotesi di un’ordinanza che preveda l’estensione degli orari per l’attività di ristorazione, il tutto rispettando il protocollo nazionale ed il protocollo che ne deve seguire a livello regionale.

Altro segnale incoraggiante, è quello che arriva dal livello nazionale a seguito dell’incontro, richiesto dalla nostra Associazione al Premier Conte. Incontro che si è appena svolto sulle misure previste dall’ultimo DPCM. Oggetto del confronto le iniziative a sostegno delle imprese e gli impegni del governo per tutelare gli imprenditori italiani; di seguito gli argomenti fondamentali su cui puntiamo per il sostegno alle imprese: riconferma della CIG e FIS per le aziende colpite dall’emergenza da Covid-19, fondo perduto per i settori interessati dalle chiusure dell’attuale DPCM 24 ottobre 2020 e interventi sul tema delle locazioni", si spiega ancora nella nota.

“Le nostre imprese stanno vivendo un momento davvero drammatico ed è forte la necessità di reali e concreti sostegni; occorrono risorse certe e tempestive. E’ fondamentale intervenire sul tema degli affitti; occorre pensare a misure anche di natura emergenziale come il blocco temporaneo dei pagamenti, o, in alternativa, provvedimenti di incentivo alla riduzione sostanziale degli importi. – afferma Claudio Bianchi Presidente Confesercenti Metropolitana di Firenze – E’ necessario, inoltre, intervenire sui costi fissi a carico delle aziende, come le utenze; per poter concedere un po’ di ossigeno alle imprese. Auspichiamo che i prossimi interventi economici vadano in questa direzione, e garantiscano il futuro e la sopravvivenza delle nostre imprese”.

Redazione Nove da Firenze