Qual'è la città con la miglior salute? Firenze nella top ten italiana

Lo fotografa la classifica del Sole 24 Ore. Tra i 12 indicatori mortalità, speranza di vita, diffusione di farmaci per malattie croniche e accesso ai servizi sanitari sul territorio. Gelli (Pd): “Eccellenza riconosciuta, stop a pretestuose polemiche”. Acli: “Anche la qualità toscana è divisa in due”


Firenze, 20 maggio 2019- L’incidenza delle malattie in un determinato territorio. La possibilità di curarle attraverso i farmaci. E ancora: l’accesso alle cure e la disponibilità di personale specializzato, dall’infanzia alla vecchiaia. Oppure, la necessità di spostarsi altrove. Dall’incrocio di ben 12 indicatori diversi è nato l’”Indice della Salute” del Sole 24 Ore, pubblicato sul quotidiano in edicola oggiTra le grandi città, Milano e Firenze sono le uniche a comparire nella top ten, che include tre province della Sardegna (Nuoro, Sassari e Cagliari) e due lombarde (oltre a Milano, Brescia). A Lucca si segnala la scarsità di geriatri in rapporto alla popolazione anziana over 65, mentre nelle province di Sud Sardegna e Vibo Valentia la ricettività ospedaliera, in termini di posti letto pro capite, è ai minimi;l’emigrazione ospedaliera, che fotografa i pazienti “costretti” a farsi curare fuori regione, è un fenomeno che registra ilpicco negativo a Isernia e l’Aquila. La classifica finale è il risultato della media dei punteggi ottenuti dai diversi territori nei 12 indicatori presi in esame che fotografano tre aspetti fondamentali del benessere della popolazione: alcune performance demografiche registrate negli ultimi anni (ad esempio l’incremento della speranza di vita alla nascita), alcuni fenomeni socio-sanitari (come la mortalità annua per tumore e per infarto e il consumo di farmaci per asma, diabete e ipertensione) e le capacità dei servizi sanitari territoriali (dall’emigrazione ospedaliera alla disponibilità di posti letto e di medici, pediatri e geriatri in rapporto alla popolazione). L’indice per la prima volta quest’anno verrà utilizzato nella Qualità della vita 2019, la classifica che storicamente viene pubblicata a fine anno e che misura i livelli di benessere del territorio. Quest’anno la storica indagine del Sole 24 Ore compie 30 anni dalla sua prima edizione pubblicata nel 1990 e, per l’occasione, verrà anticipata da una serie di tappe tematiche di avvicinamento durante l’anno.

“La Toscana si conferma tra le prime Regioni d’Italia a livello di qualità della salute. E, più in particolare, troviamo Firenze tra le prime cinque città a livello nazionale. I dati della classifica elaborata dal centro studi del Sole 24 Ore, indicano sempre il capoluogo toscano al 4° posto a livello nazionale per tasso di mortalità. Dati che rimarcano i risultati di primo piano frutto di un’organizzazione efficiente portata avanti in questi anni dalle amministrazioni di Centrosinistra sia a livello regionale che locale”. Così Federico Gelli (Pd) commenta i risultati della classifica. “Alla luce di queste evidenze, risultano oggi ancora più paradossali talune richieste di commissariamento da parte di un’opposizione evidentemente a corto di argomenti. La sanità Toscana continua a far scuola a livello nazionale e non solo. Le evidenze scientifiche sono la migliore risposta alle polemiche pretestuose di alcuni politici”, conclude Gelli.

“E' una ovvietà ma ricordarcela e soprattutto ricordarla a chi ci governa è sempre utile: laddove c'è meno crescita e meno lavoro si vive peggio e si muore prima” così Giacomo Martelli, presidente delle Acli Toscana commenta la classifica “Osservando i dati forniti dalla ricerca - spiega Martelli - infatti notiamo che agli ultimi posti di questa classifica nazionale abbiamo tre realtà toscane, la provincia di Grosseto, quella di Massa Carrara e quella di Livorno, che sono anche quelle che fanno registrare i tassi di disoccupazione più alti della Toscana. E' evidente che quando non c'è crescita il conto lo paghiamo non solo in termini economici ma anche socio-sanitari. Il che dovrebbe spingere i nostri politici e le nostre istituzioni a intervenire in maniera più stringente soprattutto in quelle aree della nostra regione che più di altre hanno pagato e stanno pagando la crisi economica”. “Non va dimenticato che la ricerca del Sole, che per altro conferma quanto già emerso dallo studio realizzato per Acli Toscana da Iref “Il modello toscano alla prova della crisi”, – puntualizza Martelli - mette in correlazione aspetti fondamentali per misurare lo stato di salute delle singole province: dall’incremento della speranza di vita alla nascita, alla mortalità annua per tumore e per infarto, dal consumo di farmaci all’emigrazione ospedaliera e alla disponibilità di posti letto e di medici. E misurando questi indici si nota che c'è una Toscana divisa in due: metà sopra la media nazionale, l'altra sotto. Infatti se abbiamo Firenze in testa, uno dei pochi capoluoghi regionali nella top-ten nazionale, e Pisa, Prato tra le prime 20, Siena 30^ e Arezzo 47^, poi si crolla al 75° posto di Pistoia, all'83° di Lucca. E chiudiamo negli ultimi posti nazionali, appunto, con Grosseto 97°, Massa Carrara 101^ e Livorno 102^. In queste nostre province si vive 1 anno in meno che nella provincia di Firenze o di Prato, guarda caso le realtà economiche e occupazionali più dinamiche della Toscana”. “Questi numeri – conclude Martelli. - fotografano meglio di qualsiasi parola quello che affermiamo, purtroppo non sempre ascoltati, da tempo, e che cioè la prima preoccupazione della politica anche nella nostra Toscana deve essere la crescita e la creazione di posti di lavoro con interventi specifici e mirati sulla Costa, pensiamo solo alle opere pubbliche ferme da anni e anni, dove la situazione, già arretrata rispetto al centro della Toscana, sta peggiorando”.

Redazione Nove da Firenze