Il sistema industriale della Toscana risponde con energia e senso di responsabilità

Appello dell’assessore Simoncini alle imprese del territorio: “Attendete a licenziare. Sono in arrivo misure di sostegno da parte del Governo”. Confcommercio: "Necessarie misure urgenti per le imprese del turismo". Stella (FI): "Imprese ora hanno bisogno di liquidità, non di fare investimenti". Coronavirus, Fiaschi (Forum): “Terso settore a rischio, aiutateci ad aiutare”. La concessione da parte di UBI Banca di nuove forme di credito alle imprese colpite dalle conseguenze della diffusione del coronavirus in Toscana estesa anche ai clienti privati. UniCredit e Gruppo PAM sostengono la filiera della grande distribuzione


Il sistema industriale della Toscana sta rispondendo con energia e senso di responsabilità di fronte a difficoltà che non hanno uguali nella nostra storia recente, con una grande attenzione sia alla sicurezza e alla salute di tutti i lavoratori, sia alla salvaguardia di tutte le filiere produttive, con impegno  verso quelle imprese di piccola dimensione che rischiano di scontare maggiormente gli effetti della crisi. La Toscana – ancora più dell’Italia - è forte di un tessuto di attività economiche, anche di ridotte dimensioni, che rischiamo di disperdere con costi sociali; imprese che sono parte di una catena del valore insostituibile, di cui le grandi aziende hanno bisogno per il buon funzionamento dell’intero sistema.

Confindustria vuole essere parte attiva – a tutti i livelli istituzionali – nell’individuazione di quelle scelte che garantiscano a imprese e famiglie l’indispensabile sostegno per fronteggiare concretamente la situazione e per evitare, soprattutto, che nel giro di poche settimane un’intera fascia di aziende e di migliaia di posti di lavoro venga irrimediabilmente perduta: “Al Governatore Rossi chiediamo un impegno nell’individuare insieme alle imprese, accanto alle misure che il Governo sta per adottare, tutte le forme di sostegno immediatamente esigibili. Il sistema produttivo della nostra regione non si può fermare, perché fermare l’industria vorrebbe dire fermare la Toscana; lo diciamo non solo per l’interesse diretto delle imprese, ma per quello più generale della Nazione”.

Confindustria sta sostenendo il sistema imprenditoriale toscano di ogni dimensione e assistendo le aziende nella difficile sfida di conciliare l'esigenza di salute dei lavoratori con la continuazione dell’operatività aziendale: “Chiediamo a tutti di condividere questi sforzi, senza cedere all’emotività; con una grande attenzione alla concretezza e con tempi di risposta adeguati alla eccezionalità della situazione che stiamo vivendo”.

Appreso da fonti sindacali che, a seguito delle misure restrittive per il contenimento del coronavirus, alcune piccole imprese livornesi hanno cominciato a licenziare il personale, l’assessore comunale al Lavoro Gianfranco Simoncini rivolge un appello al mondo delle piccole e medie aziende: “Mi rivolgo a tutti i datori di lavoro affinché, prima di attuare provvedimenti drastici e lasciare senza occupazione chi invece ne ha bisogno per vivere, attendano il decreto del Governo con le misure di sostegno a imprese e famiglie”. “Mi rendo conto che il momento è estremamente difficile. Ma tra le prossime ore e venerdì – ricorda Simoncini – è annunciata l’emanazione da parte del Governo di misure che, in questa fase di assoluta emergenza, servono a tenere in piedi l'economia del Paese, prevedendo tra l'altro ammortizzatori sociali utilizzabili anche per le micro imprese. Per cui chiedo con forza di attendere alcuni giorni prima di assumere decisioni che, con le misure governative, potrebbero anche essere evitate”. “Ho già fissato per mercoledì prossimo 18 marzo un incontro con i sindacati e le imprese del territorio, proprio per verificare insieme quali saranno concretamente gli aiuti che toccheranno anche alle microimprese del territorio. E’ davvero necessario evitare di prendere decisioni che potrebbero creare danni irreparabili a tante persone e aggravare ulteriormente l’andamento dell’economia cittadina”.

Confcommercio Toscana e Confturismo Toscana, l’organismo che rappresenta le federazioni regionali del turismo afferenti a Confcommercio (Federalberghi, Fipe, Fiavet, Faita-Federcamping, Confguide, Res Casa), hanno firmato un documento unitario di richieste urgenti di intervento a sostegno per le imprese del comparto turistico toscano.

“L’emergenza sanitaria ha innescato una crisi terribile, che sta investendo tutta la nostra economia nazionale, ma che è destinata a prolungare i suoi effetti in maniera ancora più drammatica sulle imprese del turismo, che più delle altre faranno fatica a ripartire, una volta superata l’epidemia”, spiega la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini, “per questo, se da un lato riteniamo più che giuste ed opportune tutte le misure restrittive decise finora dal Governo, chiediamo che al contempo intervenga anche per chiarire il quadro degli aiuti alle imprese”.

Il documento di Confcommercio Toscana e Confturismo è stato inviato all’attenzione della Regione, di Anci Toscana e alla confederazione nazionale Confcommercio, perché si faccia tramite delle richieste degli imprenditori toscani presso il Governo.

“Ora il pensiero e l’impegno di tutti è giustamente rivolto alla tutela della salute, ma non possiamo lasciare da solo il sistema economico e occorre fare subito qualcosa affinché si possa riprendere dopo questo stand by forzato”, sottolinea il presidente di Confturismo Toscana Francesco Bechi, “strutture ricettive, ristoranti, guide turistiche, agenzie di viaggi, campeggi, riscontrano ora una diminuzione del giro di affari fino anche al 100%. E anche chi, come gli albergatori, potrebbe restare aperto, non lo fa perché non è in grado di sostenere i costi con entrate praticamente annullate. Ma la nostra preoccupazione più grande è il dopo emergenza: quanto ci vorrà perché l’Italia, e nello specifico la Toscana, possa tornare ad essere una destinazione turistica appetibile?”.

Da queste riflessioni, nascono le richieste delle associazioni di categoria. Quattro le linee di intervento individuate da Confcommercio Toscana e Confturismo Toscana per mettere in sicurezza le imprese del turismo: credito, sospensione delle scadenze di pagamento, tutela dell’occupazione e indennizzi per le imprese obbligate alla chiusura.

Tutto il sistema del welfare nazionale si basa su due pilastri, da una parte il pubblico, dall’altra l’energia sussidiaria del Terzo Settore – così lancia l’allarme del mondo del non profit e del volontariato italiano Claudia Fiaschi, portavoce del Forum del Terzo settore –. Indispensabile e urgente mettere in sicurezza e continuità l’opera di milioni di volontari, operatori e organizzazioni del Terzo settore Italiano”. “Siamo in costante contatto con tutte le nostre associazioni – aggiunge Fiaschi –Riceviamo molte segnalazioni da quelle legate alla difficoltà di mobilità dei volontari impegnati in opera di aiuto ai cittadini più fragili, chiusure e lavoratori messi a riposo forzato a causa del blocco dei servizi e dei pagamenti conseguenti, irreperibilità sul mercato dei dispositivi di protezione indispensabili per garantire in sicurezza la continuità del servizio e degli aiuti alla popolazione. Situazioni allarmanti che richiedono una risposta coraggiosa, efficace e tempestiva”. “L’ultimo report censiva solo nelle ex zone rosse – puntualizza Fiaschi – circa 95 mila enti e oltre 300 mila lavoratori e un milione di volontari, cioè il 40% di tutto il Terzo Settore italiano, già fermo. Ora che le misure di contenimento decise dal Governo sono state estese a tutto il territorio nazionale, la situazione è destinata rapidamente a peggiorare. E’ necessario intervenire subito”. “Come? Le misure di sostegno al reddito e gli ammortizzatori sociali – dice Fiaschi – devono essere estesi anche ai nostri lavoratori a partire da una cassa integrazione flessibile. Devono essere estesi al Terzo settore anche altri provvedimenti: gli interventi di sostegno alle attività, la sospensione di scadenze fiscali contributive e per i mutui”. “ Anche in queste ore il terzo settore italiano sta continuando a fare la sua parte – conclude Fiaschi -. Aiutateci ad aiutare!”.

"Le imprese, in questo momento di emergenza da Coronavirus, hanno bisogno di liquidità, non di fare investimenti. Nel pieno rispetto della professionalità dell'assessore Regionale Stefano Ciuoffo, ci sentiamo di sottolineare questo aspetto essenziale della questione". Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia). L'assessore Ciuoffo ha ricordato che dal 1° febbraio sono attivi tre strumenti: Sezione speciale del Fondo centrale di garanzia, Fondo regionale di garanzia e Fondo regionale per contributi in conto capitale. "Andrebbero modificati i bandi, in modo da favorire l'accesso ai fondi per la liquidità", propone Stella, che ribadisce di essere "completamente a disposizione. La mia è una preoccupazione per il bene comune - sottolinea - non una critica o una polemica politica, che in questo momento sono assolutamente fuori luogo".

UBI Banca attiva ulteriori interventi a sostegno delle aziende e dei privati colpiti dall’emergenza Covid-19. Le aziende della Toscana clienti di UBI Banca, direttamente interessate dalle conseguenze dell’emergenza, potrebbero avere bisogno di interventi urgenti a supporto del capitale circolante, data la situazione degli incassi in molti settori. La Banca ha quindi deciso di offrire la possibilità di richiedere nuove linee di credito, con due modalità: o linee di credito a breve termine, temporanee, con durata fino a 6 mesi o finanziamenti chirografari “per liquidità” con preammortamento fino a 6 mesi e durata massima 18 mesi. Tale supporto deve fare riferimento ad esigenze connesse alla gestione del circolante per fronteggiare quindi, ad esempio, ritardi di pagamento da parte dei clienti dell’impresa dovuti alla situazione contingente in atto. In considerazione della situazione emergenziale, è possibile procedere alla sottoscrizione di contratti con la clientela, oltre alle consuete modalità in uso presso la rete degli sportelli, anche attraverso lo scambio reciproco (UBI/Azienda) di documenti firmati e scannerizzati tramite rispettivamente PEC o UBI Box, superando quindi la necessità per il Cliente di recarsi in Filiale. Per la clientela privata la Banca si rende inoltre disponibile a valutare altre richieste di sospensione delle rate di finanziamenti in essere per la durata di tre mesi, per controparti su tutto il territorio nazionale che presentino comprovate necessità di dilazione dei pagamenti a causa dell’emergenza epidemica. In considerazione della situazione emergenziale, fino a diversa comunicazione, i clienti che non possono raggiungere fisicamente la filiale potranno avanzare la richiesta di sospensione contattando il Servizio Clienti al numero 800.500.200 (dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 21.00 e il sabato dalle 8.00 alle 20.00).

UniCredit, consolida il proprio impegno con le imprese ed il territorio assicurandone il sostegno per fronteggiare insieme l’attuale emergenza sanitaria. La storica collaborazione tra UniCredit e Gruppo PAM ha permesso di rafforzare anche la soluzione di reverse factoring dedicata alle aziende fornitrici che possono smobilizzare i propri crediti prima della scadenza naturale. L’accordo prevede un plafond di oltre 130 milioni, messi a disposizione da UniCredit Factoring, a beneficio dei fornitori del Gruppo PAM che potranno sostenere il proprio ciclo attivo e far fronte all’attuale emergenza. Lo smobilizzo dei crediti consente di investire le disponibilità economiche in altre attività produttive creando un circolo virtuoso di liquidità, con ricadute positive su tutta la filiera economica.

Redazione Nove da Firenze