Rubrica — Europe Direct

Il pilastro europeo dei diritti sociali è sempre più tangibile

L'intenzione della Commissione Europea di creare un'Autorità europea del lavoro ed accesso alla protezione sociale


L'intenzione della Commissione Europea di creare un'autorità europea del lavoro era stata annunciata dal Presidente Juncker nel suo discorso sullo stato dell'Unione del 13 settembre 2017. L'autorità europea del lavoro avrà come obiettivo quello di integrare ed agevolare le iniziative in corso relative alla realizzazione di una mobilità equa (ad esempio la riforma della direttiva sul distacco dei lavoratori, la lex specialis nel settore del trasporto internazionale su strada ecc.). In particolare favorirà l'iniziativa volta a garantire l'accesso alla protezione sociale per tutti i lavoratori subordinati e autonomi. La proposta della Commissione relativa a una raccomandazione del Consiglio sull'accesso alla protezione sociale rappresenta una risposta all'evoluzione delle realtà del mercato del lavoro, in particolare alle nuove forme di lavoro che si sono sviluppate negli ultimi anni.

Valdis Dombrovskis, Vicepresidente responsabile per l'Euro e il dialogo sociale, ha dichiarato:“L'Europa è ormai in costante crescita e l'occupazione è in aumento, ma dobbiamo garantire che la crescita sia più inclusiva, a vantaggio di tutti. Il pacchetto punta a questo obiettivo indicando alcune fasi: garantire che le norme in base alle quali le persone possono vivere e lavorare nell'Unione europea siano note e applicate, dare seguito all'attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, favorire il generale slancio per i diritti sociali e concentrarsi sull'accesso alla protezione sociale. Un'Europa sociale più forte è un'Europa più sostenibile.”

Marianne Thyssen, Commissaria per l'Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, ha aggiunto: “Il nostro lavoro per garantire un'equa mobilità dei lavoratori culmina con la proposta odierna relativa all'autorità europea del lavoro, un passo essenziale per il corretto funzionamento di un mercato del lavoro europeo. I cittadini e le imprese mobili potranno trovare giuste informazioni e gli Stati membri coopereranno più efficacemente nell'applicare le norme in modo equo ed effettivo. Con la nostra proposta sull'accesso alla protezione sociale, lavoriamo con gli Stati membri per garantire che nessuno sia dimenticato. Il nostro scopo è garantire alle persone l'accesso a prestazioni adeguate, indipendentemente dal modo in cui evolverà il nuovo mondo del lavoro.”

Dati alla mano negli ultimi dieci anni il numero di cittadini che si sono spostati per vivere e/o lavorare in un altro Stato membro è quasi raddoppiato, raggiungendo i 17 milioni nel 2017. Il fine ultimo di questa nuova Autorità Europea del lavoro è quindi molto semplice. L'Autorità aiuterà i singoli cittadini, le imprese e le amministrazioni nazionali a trarre il massimo beneficio dalla libertà di circolazione e a garantire un'equa mobilità del lavoro.

In primo luogo, l'autorità svolgerà la funzione di navigatore per i cittadini e le imprese fornendo loro tutte le informazioni utili su posti di lavoro, apprendistati, programmi di mobilità, assunzioni e corsi di formazione, e dando loro indicazioni sui diritti e gli obblighi connessi alla possibilità di vivere, lavorare e/o operare in un altro Stato membro dell'UE.
Secondo, sosterrà la cooperazione tra autorità nazionali in situazioni transfrontaliere e le aiuterà a garantire che le norme dell'UE in materia di mobilità siano facilmente ed efficacemente seguite, al fine di realizzare un maggior coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale in tutta l'UE. In tal modo si rafforzerà la fiducia reciproca tra i vari attori, miglioreranno le routine di cooperazione quotidiana e si eviteranno frodi e abusi delle norme.

Come obiettivo finale l'Autorità Europea del lavoro, svolgerà il ruolo di mediatore nelle controversie transfrontaliere al fine di agevolarne la risoluzione.

L'autorità europea del lavoro verrà istituita come nuova agenzia decentrata dell'UE e,terminato l'iter legislativo, sarà probabilmente operativa nel 2019. Nella speranza di affrettarne i tempi di attivazione, la Commissione ha costituito un gruppo consultivo con l'incarico di studiare gli aspetti pratici dell'attività futura dell'autorità.

Inoltre, la Commissione ha presentato in questi giorni una proposta di raccomandazione del Consiglio sull'accesso alla protezione sociale per i lavoratori subordinati e autonomi, consapevole che i sistemi di protezione sociale devono costantemente corrispondere alle nuove realtà. Oggi, quasi il 40% delle persone occupate è in una situazione di lavoro atipico, ossia non hanno un contratto a tempo pieno e indeterminato, oppure sono lavoratori autonomi. Per questo tipo di figura lavorativa nella maggior parte dei casi non è prevista una corretta copertura della sicurezza sociale (non godono di un'assicurazione contro la disoccupazione o di accesso ai diritti pensionistici).

La proposta di raccomandazione, seguendo l'indirizzo del pilastro europeo dei diritti sociali, intende indicare agli Stati membri la direzione per sostenere l'accesso alla protezione sociale per tutti i lavoratori subordinati e autonomi, in particolare per coloro che, a causa della loro situazione lavorativa, non sono sufficientemente coperti dai sistemi di sicurezza sociale.L'obiettivo fondamentale che la raccomandazione intende raggiungere è quello di colmare i divari nella copertura formale, garantendo ai lavoratori subordinati e autonomi in condizioni paragonabili possano accedere ai sistemi di sicurezza sociale, garantendo loro la possibilità di costituire e far valere diritti a prestazioni adeguati; e il mantenimento di questi nello spostamento lavorativo.

Europe Direct — rubrica a cura di Europe Direct Firenze

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