Il gioco da tavolo degli studenti diventa strenna natalizia delle banche

Stampate oltre 350 copie del gioco da tavolo realizzato dagli studenti dell’Officina Marmocchi di Poggibonsi


Il gioco da tavolo Paroliamo è la strenna natalizia delle banche toscane. Realizzato dagli studenti della scuola media Marmocchi dell’Istituto Comprensivo 1 di Poggibonsi (Si) con la loro Officina Marmocchi, il gioco è stato scelto e stampato dalla Federazione Toscana delle Banche di Credito Cooperativo come regalo per questo Natale. «Un esempio di come una scuola media può collaborare con il mondo del lavoro e preparare i ragazzi ad affrontare la vita reale». Sono le parole con la quali la professoressa Silvia Cortigiano, tutor della cooperativa, ha presentato l’Officina Marmocchi davanti alla platea dell’assemblea generale della Federazione Toscana delle Banche di Credito Cooperativo (Ftbcc) che si è tenuta nei giorni scorsi presso la Camera di Commercio di Firenze, moderata dal giornalista Nicola Porro. Rappresentanti del mondo bancario e imprenditoriale della Toscana hanno ascoltato l’esperienza degli studenti poggibonsesi che hanno dato vita a Officina Marmocchi, impresa cooperativa simulata portata avanti dai ragazzi nell'ambito del progetto "Toscana 2020 Coop Work In Class: diffusione della cultura cooperativa, impresa cooperativa simulata e tirocinio" promosso da Confcooperative Toscana e dalla Ftbcc e finanziato da Fondo Sviluppo Spa.

Durante la presentazione a Firenze, i ragazzi sono stati molto professionali e, seppur fossero emozionatissimi, hanno saputo gestire bene queste grandi emozioni. «All’inizio, sul palco, c’era un po’ di ansia, poi abbiamo visto che ridevano alla battute e ci siamo sentiti più sciolti», è stato il loro commento.

Il gioco diventa strenna per le banche. La Federazione toscana delle Bcc ha scelto il gioco Paroliamo come strenna natalizia che è stato stampo in oltre 350 copie e per questo c’è stato anche un premio per i ragazzi, una lim e ricambi per i defibrillatori della scuola, il tutto per 2.600 euro di valore. «Non ci aspettavamo tutti questi regali, ringraziamo di cuore la Ftbcc per quanto ci ha donato», sottolinea la vicaria della scuola media Marina Cesani

Il gioco e la cooperativa. Paroliamo ha preso vita da un'idea della professoressa Silvia Cortigiano all'interno del Pon2014-2020 FSE-10862 "Inclusione e lotta al disagio-Laboratorio Paroliamo". I ragazzi hanno elaborato l'idea, realizzato il tabellone e le carte con le domande e i disegni, creato il prototipo in scatola. In seguito è nata l'impresa cooperativa simulata "Officina Marmocchi" che ha vinto il primo premio del concorso “Mi racconti… la tua cooperativa?” nell’anno scolastico 2018-19, promosso da Confcooperative Toscana e Federazione Toscana BCC, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana. L’i.c.s. “Officina Marmocchi” ha poi ricevuto da parte di Confcooperative Toscana e della Federazione Toscana BCC una richiesta speciale, realizzare delle copie del gioco Paroliamo, alla cui produzione ha contribuito anche l’impresa cooperativa simulata “3D ON DEMAND” dell’Istituto Barsanti di Massa, la quale si è occupata in particolare della progettazione e della realizzazione di pedine e dadi. Per Confcooperative, il progetto Toscana 2020, in evoluzione con il progetto “Verso Toscana 2030”, permette ai giovani di imparare a collaborare insieme simulando un’impresa cooperativa, sviluppando il senso di imprenditorialità e lo spirito d’iniziativa, con il coinvolgimento dei diversi attori del territorio.

La scelta della cooperativa. «La cooperativa mette da parte differenze personali, egoismi, incomprensioni, diversità caratteriali, sociali e culturali, punti di vista divergenti che diventano elementi di forza per costruire una visione d’insieme con un comune obiettivo: il rispetto reciproco per una crescita del singolo e della collettività», continua Cortigiano. «E ogni rischio può diventare l’opportunità per crescere. Questa iniziativa va nella direzione di combattere la dispersione scolastica. Officina Marmocchi è una cooperativa, che seppur simulata, funziona come una vera cooperativa. L'idea su cui si basa l'iniziativa è quella di far studiare in modo divertente senza l'assillo delle lezioni in classe e l'incubo del compiti a casa».

I giochi. Ogni gioco ha un significato diverso e nasce per uno scopo preciso, di valore sociale, di responsabilità civile, di apprendimento della lingua italiana. Questi quelli realizzati mentre in cantiere c’è già quello sulla Costituzione Italiana.

Paroliamo. In gioco c'è l'apprendimento della grammatica e della lingua italiana. Le domande, alcune anche a risposta scritta, mettono alla prova tutti quanti sulle capacità di scrivere correttamente in italiano. Completano il gioco carte rebus per abilità particolari

Dirittiamo. I diritti e il rispetto delle donne non sono un gioco, ma con il gioco si può imparare a conoscere esigenze, sensibilità, e rispetto verso tutte le differenze di genere. Un gioco dove si mettono in discussione atteggiamenti e modi di pensare per un modo corretto di vivere.

Sicuropoli. Tutto quanto c'è da sapere sul corretto comportamento da tenere a scuola e fuori. Sia quando si è in macchina con i genitori, sia quando si guida una bicicletta o si gioca con gli amici. Ma anche quali sono i corretti modi di fare uno zaino, di stare in classe, di studiare.

Perché tu vali. Sottotitolo Sbullalebolledelbullo, in quanto il bullismo si sconfigge con un gioco, ma non per gioco. Domande e risposte per combattere soprusi, violenza morale, psicologica e fisica, e per prevenire un fenomeno che ha già provocato troppe vittime.

Tutti pazzi per il clima. Il gioco, premiato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, dove le buone pratiche ambientali e le cattive abitudini non sono soltanto domande, ma anche risposte. L'obiettivo è creare una presa di coscienza virtuosa dentro ciascuno di noi per arrivare a costruire una sensibilità ambientale vera e profondamente sentita.

Non chiudere un occhio. Contro la violenza di genere, quella che distrugge le donne nel silenzio. Domande che sono interrogativi su atteggiamenti e comportamenti da non tenere, risposte per arrivare a costruire una società basata sul rispetto di tutte le persone, prime tra tutte le donne.

MafiAlt. Per capire l'importanza di combattere la mafia, il gioco pone domande che aprono scenari legati non soltanto alla criminalità organizzata, ma anche a comportamenti che hanno a che fare con la vita di tutti i giorni delle persone comuni.

Redazione Nove da Firenze