Rubrica — Editoria Toscana

Il Gabinetto delle terre di Luigi Lanzi vasi, terrecotte, lucerne e vetri

Dalla Galleria degli Uffizi al Museo Archeologico Nazionale di Firenze


Nel libro di Maria Grazia Marzi ”Il Gabinetto delle terre di Luigi Lanzi vasi, terrecotte, lucerne e vetri dalla Galleria degli Uffizi al Museo Archeologico Nazionale di Firenze” edito da Leo S. Olshki editore, ed acquistabile al prezzo di 48 euro, viene ricostruita la formazione della collezione medicea e lorenese di ceramica antica, che culmina nell’allestimento del Gabinetto delle Terre ad opera di Luigi Lanzi nel 1784. Nel Gabinetto delle Terre vengono raccolti vasi, terrecotte, lucerne, vetri, idoli egizi e lastre fittili per un totale di 737 pezzi. L’identificazione di tali materiali, confluiti nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze, ha costituito uno degli scopi principali della ricerca, come attesta il Catalogo. Nell’identi-cazione dei materiali contenuti nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze, ha rappresentato uno degli scopi principali della ricerca come attesta il Catalogo critico ed importante che, seguono l'inventario della Galleria nel 1784 per, illustrato dai disegni di Francesco Marchissi, editi da questa sede, permette anche di risalire alle collezioni di provenienza, come la Galluzzi, La Baccelli e quella dell'Orto Botanico di Pisa.

In sostanza viene effettuata da Mari Grazia Marzi un’approfondita ricerca su un episodio della lunga e varia esistenza della Galleria degli Uffizi, qui colta in una fase derkammer dei Medici, primo museo d’Europa, di ampiezza universale, diveniva per impulso di Pietro Leopoldo di Lorena un museo più modernamente e razionalmente organizzato, dove l’educazione subentrava alla meraviglia.

Luigi Lanzi vero nume tutelare di questa lunga trasformazione a fianco (talora contro). Il direttore viene qui a rivelarsi nel suo vivo e perspicace interesse per la ceramica antica, greca ed etrusca.

I reperti archeologici rinvenuti sono stati attentamente studiati allo scopo di scoprire la provenienza. Per quanto riguarda i vasi della collezione leopoldina , dispersi nell’Antiquarium del Museo Archeologico di Firenze, si è posto il problema della loro provenienza non riportata negli inventari di Galleria.

Nella ricognizione dei pezzi al Museo Archeologico soltanto in alcuni casi è stato possibile ritrovare qualcuno dei numeri di inventario che avevano avuto nella loro vita nelle collezioni medicee e lorenesi.

Nel catalogo che segue, ogni pezzo identificato è correlato dall’apparato fotografico e da una scheda storica e bibliografica per cui partendo dal Museo Archeologico sarà possibile ritrovare quasi intero il nucleo del Gabinetto leopoldino con le singole proveinienze.

Negli ultimi anni vi sono stati molti eventi culturali promossi per ricordare la figura e l’opera del Lanza in occasione delle celebrazioni per il secondo centenario della sua morte.

Il libro nel suo complesso è interessante per l’argomento ed offre importanti piste di lettura e spunti di riflessione ed è scritto con un linguaggio chiaro e lineare.

Biagio Gugliotta

Redazione Nove da Firenze