Tra Tunnel Tav e Stazione Foster spunta il VI binario a Firenze Rifredi

Secondo lo studio Ponti consentirebbe un'espansione massima dei benefici. Il gruppo di lavoro esprime un giudizio positivo sul sottoattraversamento ma non rinuncia a comparare molteplici scenari e il relativo impatto finanziario ricavabile nel lunghissimo periodo (oltre 30 anni)


(DIRE) Firenze, 4 nov. - Il tunnel Tav e la stazione Foster superano l'esame dell'analisi costi benefici, ma fra gli scenari analizzati dal gruppo di lavoro del professor Marco Ponti quello che consentirebbe almeno sulla carta un'espansione massima dei benefici è l'ipotesi del VI binario a Firenze Rifredi. Lo studio esprime un giudizio largamente positivo sul progetto del sottoattraversamento, infrastruttura interamente autofinanziata da Rfi con un aumento dei pedaggi a carico delle imprese ferroviarie. Ad ogni modo non rinuncia a comparare molteplici scenari e il relativo impatto finanziario ricavabile nel lunghissimo periodo (oltre 30 anni). 

Ebbene il tunnel con la stazione Foster presenta un costo complessivo di 1,439 miliardi (al netto di opere accessorie come le due linee tramviarie) e porta a un valore attuale netto (un flusso finanziario positivo) per 388,9 milioni. Il Van aumenta a 404,8 milioni nel caso dell'introduzione di un tapis roulant rapido per connettere rapidamente i passeggeri fra Firenze Santa Maria Novella e la nuova stazione dedicata agli Av.

Raggiunge, inoltre, gli 840,9 milioni con un people mover e gli 865,8 milioni con la stazione circondaria. L'opzione ottimale, invece, sembra essere rappresentata dal VI binario di Firenze Rifredi che nel lunghissimo termine potrebbe garantire, secondo il gruppo di lavoro di Ponti, un valore netto di 1.857,1 miliardi.

Ad ogni modo, viene precisato nello studio, "lo scenario con il solo VI binario manca di una voce di costo certamente rilevante, cioè l'aumento dell'irregolarità del servizio" sia per i treni super veloci che per i regionali. Ognuna di queste ipotesi progettuali, viene precisato, include un incremento dei treni regionali in servizio così come promesso dall'accordo quadro sottoscritto fra Rete ferroviaria italiana e Regione Toscana. (Cap/ Dire)

Redazione Nove da Firenze