Il 9 dicembre lo sciopero del pubblico impiego

Manifestazione a Firenze in Santa Croce. "Investire nella P.A.": lettera Cgil-Cisl-Uil Firenze a membri istituzioni locali


Sciopero dei servizi pubblici proclamato dalle funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil per il 9 dicembre.

“Chiediamo a ognuno di voi, per il ruolo di rappresentanza che ricopre nelle istituzioni, di adoperarsi per rinnovare e rafforzare le pubbliche amministrazioni con investimenti, a partire dalla Legge di Bilancio”: è l’appello che i segretari generali di Fp Cgil Firenze, Cisl Fp Firenze-Prato e Uil Fpl Firenze (Alessandro Giorgetti, Nicola Burzio e Flavio Gambini) lanciano - in una lettera aperta - a parlamentari, consiglieri regionali e sindaci della Città metropolitana fiorentina. Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa hanno proclamato sciopero nazionale dei comparti e delle aree pubbliche di sanità, funzioni centrali e funzioni locali per il prossimo 9 dicembre, per rivendicare investimenti per il rafforzamento e l’innovazione della Pubblica Amministrazione. A Firenze è prevista una manifestazione in piazza Santa Croce dalle 10:30 alle 12:30 (30 mila i dipendenti fiorentini interessati dallo sciopero, garantiti i servizi essenziali).

“Lo sciopero è un diritto e se siamo arrivati a proclamarlo è perché su assunzioni, sicurezza e contratti non ci sono risposte adeguate - scrivono Giorgetti, Burzio e Gambini -. Occorre far lavorare in sicurezza e con dignità chi, con il suo lavoro, vuole essere al servizio di cittadini e imprese. In questi giorni la politica e l’opinione pubblica si interrogano su motivazioni e obiettivi di tale mobilitazione, per questo riteniamo utile esprimere direttamente le nostre ragioni a chi rappresenta le istituzioni. Lavoratrici e lavoratori pubblici hanno fatto funzionare le amministrazioni pubbliche anche quando i governi hanno tagliato risorse e privatizzato i servizi ai cittadini e ora, anche in lavoro agile e con mezzi propri, sono sempre a disposizione dei cittadini e delle imprese, in sanità, nei servizi educativi, nell’assistenza ai cittadini e garantiscono la loro sicurezza, si stanno prendendo cura del Paese rischiando in prima persona”.

Questa la sintesi delle rivendicazioni:

ASSUNZIONI

Per sostenere i cittadini e aiutare le imprese servono enti pubblici più efficaci. E invece sono stati svuotati dal blocco delle assunzioni e dai pensionamenti e hanno dipendenti con un’età media di 51 anni! Per questo chiediamo un piano straordinario di assunzioni: 500.000 sono i lavoratori che verranno a mancare alla Pubblica Amministrazione e sono una straordinaria occasione per l’innovazione dei servizi e per tanti giovani che possono sperare in un lavoro stabile. Rinnovare la PA assumendo giovani per dare migliori servizi ai cittadini.

LOTTA AL PRECARIATO

170 mila precari nella Pubblica Amministrazione sono un abuso. Per questo la Commissione Europea ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia. Ridare dignità al lavoro è una priorità. Stabilizzare si può e si deve, chiediamo la proroga dei requisiti per le stabilizzazioni, il riconoscimento dei periodi di lavoro svolti con tutte le forme di lavoro flessibile e la stabilizzazione di tutti i precari Covid. Rischiano la vita in emergenza, almeno diamo loro sicurezza nel lavoro.

SICUREZZA

In tutti i luoghi di lavoro il personale deve essere fornito di adeguati Dpi, gli ambienti devono essere sicuri e occorre impedire che il personale subisca quotidianamente aggressioni. I carichi di lavoro devono essere sostenibili fisicamente e psicologicamente; basta turni che superano spesso le 12 ore. Gli operatori sanitari sono aggrediti negli ospedali. I lavoratori pubblici sono offesi e denigrati. Ma nella pandemia, senza protezioni e con pesanti carichi di lavoro, hanno organizzato il lavoro e i servizi. Meritano protezione e rispetto.

RINNOVI CONTRATTUALI

I Contratti di sanità, enti locali, amministrazioni centrali sono scaduti da due anni. La pandemia ha dimostrato che il lavoro pubblico serve al Paese e i servizi pubblici per cittadini e imprese vanno rafforzati. Per questo chiediamo al Governo più risorse per i contratti di tutti i lavoratori pubblici. Per dare servizi migliori a cittadini e imprese. Per organizzare meglio le amministrazioni. Per personale più qualificato. Le risorse sono riconoscimento di salario, ma per noi del settore pubblico sono necessarie anche per riformare il sistema di qualificazione professionale, sbaglia chi denigra la nostra rivendicazione perché mettere in valore le competenze e riconoscere le professionalità è una priorità, soprattutto se la Pubblica Amministrazione vuole vincere la sfida dell’innovazione.

“Lavoratori che hanno fatto funzionare le amministrazioni pubbliche anche quando i governi hanno tagliato risorse e privatizzato i servizi ai cittadini – sottolineano le segreterie provinciali a Lucca di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa - e ora, anche in smart working e con propri mezzi, sono sempre a disposizione dei cittadini e delle imprese, in sanità, nei servizi educativi, nell’assistenza ai cittadini e garantiamo la loro sicurezza, ci stiamo prendendo cura del paese rischiando in prima persona”. Le richieste sono semplici e si basano su quattro assi principali: assunzioni, sicurezza, lotta al precariato e rinnovi contrattuali. “Per sostenere i cittadini e aiutare le imprese servono enti pubblici più efficaci – proseguono . E invece sono stati svuotati dal blocco delle assunzioni e dai pensionamenti ed hanno dipendenti con un’età media di 51 anni! Per questo chiediamo un piano straordinario di assunzioni: 500.000 sono i lavoratori che verranno a mancare alla pubblica amministrazione e sono una straordinaria occasione per l’innovazione dei servizi e per tanti giovani che possono sperare in un lavoro stabile. Rinnovare le pubbliche amministrazioni assumendo giovani. Il personale deve poi avere adeguati dispositivi di protezione individuale, gli ambienti devono essere sicuri e occorre impedire le continue aggressioni al personale pubblico che si vedono ogni giorno in ospedali, negli uffici o nella strada. Chiediamo poi carichi di lavoro sostenibili fisicamente e psicologicamente; basta turni che superano spesso le 12 ore”. Uno sciopero che vuole ottenere maggiori garanzie contrattuali e sul posto di lavoro: “Ci sono 170 mila lavoratori precari in Italia nelle pubbliche amministrazioni e per questo la Commissione Europea ha aperto una procedura d’infrazione contro l’Italia. Ridare dignità al lavoro è una priorità. Stabilizzare si può e si deve. Inoltre i contratti di sanità, enti locali e amministrazioni centrali sono scaduti da due anni. Chiediamo al governo, tramite la legge di bilancio, più risorse per i contratti di tutti i lavoratori pubblici – concludono - per dare servizi migliori a cittadini e imprese. Senza contare che le risorse servono anche per valorizzare le professionalità del pubblico impiego e per liberare i fondi produttività dai vincoli di spesa che impediscono le incentivazioni”.

Redazione Nove da Firenze