Domani e venerdì mobilitazione nelle sedi delle Province toscane

Occupazione a palazzo Medici Riccardi. Sen. Petraglia (SEL): "Al Governo chiediamo serietà: prioritario il riordino delle competenze". Rischio licenziamenti al Centro servizi volontariato toscano. Infogroup disdetta il contratto integrativo aziendale. Crisi all'azienda di rottamazione e demolizione veicoli. Il 25 e 26 Dicembre e 1° Gennaio sciopero del commercio in Toscana


Firenze, 17-12-2014- Dopo le mancate risposte da parte del Governo sul tema del riassetto istituzionale territoriale, Cgil, Cisl e Uil Funzione Pubblica hanno indetto per venerdì 19 dicembre una iniziativa in tutta Italia di mobilitazione in tutte le sedi delle Province. E in Toscana le iniziative (presìdi, assemblee, occupazioni simboliche, sit-in) in alcuni luoghi partiranno già domani giovedì 18 dicembre, per proseguire anche venerdì 19 dicembre. La mobilitazione vuole dire no ai tagli del Governo: con la riorganizzazione delle amministrazioni, secondo l’ultima formulazione della Legge di Stabilità, gli esuberi in Toscana sarebbero 2.033 (con conseguente riduzione dei servizi erogati). “Il riordino territoriale poteva essere il banco di prova del Governo ‘innovatore’. Invece si sta rivelando il suo più clamoroso fallimento”, hanno detto Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.


"Siamo vicini ai lavoratori delle Province, oggi a Roma per manifestare contro una situazione che vede a rischio non soltanto i loro posti di lavoro, ma anche tanti servizi essenziali per i cittadini. Il Governo ascolti i lavoratori e ascolti le proposte di modifica alla Legge di Stabilità provenienti dalle opposizioni: non possono essere i tagli l'unica certezza di una situazione incerta e dannosa". Lo afferma la senatrice di SEL Alessia Petraglia "Abolire i consigli provinciali, ovvero la democrazia, non è stato sufficiente a far sparire né chi nelle Province lavora né i bisogni e le necessità ai quali questi enti rispondevano - prosegue Petraglia - Tutela del suolo, edilizia scolastica, manutenzione stradale, formazione, politiche per il lavoro sono soltanto alcune delle competenze fondamentali in capo alle Province, sulle quali la Legge di Stabilità getta la mannaia dei tagli indiscriminati, a tutto danno dei cittadini. Ecco cosa si cela dietro l'annuncite populista del Governo Renzi, che ha raccontato per mesi la favola dell'abolizione delle Province come toccasana per tutti i mali del Paese, salvo accorgersi soltanto oggi che la realtà è ben più complessa delle formule magiche di 140 caratteri". "Non stupisce - dice ancora la senatrice - che sia stato proprio un fedelissimo del premier come Dario Nardella a denunciare oggi sulla stampa l'assurda situazione di essere diventato sindaco metropolitano di una città metropolitana (ex provincia) che si ritrova senza niente da fare. Al Governo chiediamo, quindi, un atto di serietà: si lavori da subito al riordino delle funzioni e poi si affronti insieme ai lavoratori e ai loro rappresentanti il nodo dei 56.000 dipendenti, con l'obiettivo di ricollocarli in altre strutture ed enti".



La Giunta regionale è preoccupata per la crisi aziendale aperta dal Cesvot, il Centro servizi volontariato toscano, che rischia di portare al licenziamento di 15 dipendenti. Lo ha dichiarato l’assessore regionale al Lavoro Gianfranco Simoncini, rispondendo in aula a un’interrogazione presentata dalla consigliera Monica Sgherri (Rc-Ci) e parlando anche a nome della collega assessore al Welfare, Stefania Saccardi. Simoncini ha spiegato che “la crisi aziendale di Cesvot è determinata dalla riduzione del finanziamento delle Fondazioni bancarie” e che la Giunta “è preoccupata in quanto Cesvot è da sempre un punto di riferimento nelle politiche regionali inerenti le organizzazioni di volontariato”. Per questo la Giunta “auspica che la trattativa in corso tra la dirigenza di Cesvot e le organizzazioni sindacali portino a soluzioni condivise che salvaguardino il personale dipendente interessato dall’operazione”. Monica Sgherri si è detta soddisfatta per il giudizio positivo espresso dalla Giunta sull’operato di Cesvot e ha ribadito di condividere la preoccupazione della Giunta. “Spero che l’auspicio della Giunta venga esplicitato anche alle parti e che tutto si risolva – ha aggiunto la consigliera – perché al momento in realtà non si è aperta alcuna trattativa, c’è solo un atto unilaterale da parte della dirigenza di Cesvot”.


La Direzione di Infogroup, azienda del Gruppo Banca Intesa che produce servizi informatici ed è presente a Firenze con circa 400 dipendenti e a Torino con 80 dipendenti, si è assunta la grave responsabilità di disdettare il Contratto Integrativo Aziendale, scaduto nel dicembre 2012. Moreno Razzolini per la Fiom-Cgil Firenze dichiara: “L'Assemblea dei lavoratori ha riconosciuto a maggioranza la giusta insistenza della RSU su questi temi e ha dato il mandato per chiedere di riaprire la trattativa. A questa richiesta l'Azienda ha risposto con la disdetta del contratto integrativo vigente: è una provocazione che non possiamo accettare”.



Si è tenuto questa mattina a Palazzo Medici Riccardi l'incontro per fare il punto della situazione sull'azienda di rottamazione e demolizione veicolo Ecofirenze, recentemente fallita, e che occupava circa 60 dipendenti. Hanno partecipato le istituzioni (Provincia e Comune di Firenze), le organizzazioni sindacali, Confindustria Firenze ed il curatore fallimentare, Alessandro Venturi. Il curatore ha descritto i primi passi della procedura e ha delineato i propri obiettivi, convergenti con quelli degli altri soggetti presenti. Tutte le parti stanno lavorando per far ripartire l'azienda recuperando la massima parte dell'occupazione. Dei 60 dipendenti infatti, al momento solamente 15 sono stati reimpiegati da una nuova società nell'ambito dell'affitto di un ramo d'azienda. I restanti lavoratori sono in Mobilità.


Per permettere alle lavoratrici e ai lavoratori di festeggiare il Natale ed il Capodanno con i propri cari, a fronte di catene della GDO che hanno già annunciato l'apertura dei punti vendita in queste festività, Filcams, Fisascat e Uiltucs della Toscana hanno indetto uno sciopero e l’astensione dal lavoro per le giornate del 25 e 26 dicembre 1 gennaio, in tutta la Regione. Le Organizzazioni sindacali Filcams CGIL, Fisascat CISL e Uiltucs UIL sono a chiedere una legge che modifichi il decreto "Salva Italia", alcune proposte di Legge che chiedono che si regolamentino le aperture domenicali e festive sono al vaglio della commissione parlamentare, ma l'iter sembra essersi interrotto, nonostante molta società civile, compresa la chiesa con le parole di Papa Francesco, sono concordi nel ritenere che ci debbano essere delle festività nelle quali anche ai 2 milioni di lavoratori del commercio sia permesso di stare con le proprie famiglie.



Giovedì 18 dicembre, a Pisa, chiusura della campagna sul Jobs Act che ha visto oltre cento iniziative organizzate in Toscana dal Partito Democratico in questi mesi. L'incontro di giovedì, organizzato dal Pd regionale con quello provinciale di Pisa, vedrà la presenza del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti e si svolgerà presso l'auditorium del Polo tecnologico di Navacchio, in Via Mario Giuntini, 13 a Cascina (PI), alle ore 21. Apre i lavori il sindaco di Cascina, Alessio Antonelli. Introduce Francesco Nocchi, segretario provinciale del Pd di Pisa. A seguire alcuni lavoratori e imprenditori racconteranno le loro esperienze, coordinati da MichelePassarelli, responsabile economia del Pd di Pisa. A seguire l'intervento di Antonio Mazzeo, responsabile organizzazione del Pd toscano. La serata sarà conclusa dal segretario regionale del Pd, Dario Parrini, e dal ministro del lavoro, Giuliano Poletti, moderati dal presidente del Polo tecnologico di Navacchio Andrea Di Benedetto"Noi dobbiamo avvertire la responsabiltà di non essere più il partito delle riforme promesse e in costruzione, ma di essere invece il partito delle riforme approvate e applicate - dice Parrini, ribadendo uno dei concetti espressi nel suo intervento all'assemblea nazionale di domenica scorsa -. Il Jobs act va in questa direzione. Ne abbiamo discusso in decine di iniziative in tutta la Toscana, con i nostri elettori, militanti, parti sociali. E' stata una mobilitazione sui territori davvero capilllare. Abbiamo cercato di spiegare come Jobs act significhi innanzitutto minore precarietà sul mercato del lavoro, riconoscere diritti finora sconosciuti a quell’universo di precari che sono le vere vittime delle regole del lavoro vigenti fino ad oggi e sui quali è stata scaricata tutta la inevitabile flessibilità di cui il sistema economico ha bisogno".


“Le imprese toscane che sono andate in fallimento nel 2014 sono 601, a fronte di un totale di 4.888 dal 2009. Dati allarmanti e preoccupanti che non fanno ben sperare per il futuro della nostra regione. Il nostro appello è quello di intervenire in questo settore, per ribadire l'importanza del concetto che non c'è crescita senza imprese. Italia dei Valori, dalla parte di chi lavora e di chi produce, propone l'abolizione dell'Irap e il taglio dell'Iva per le imprese che vogliono assumere i giovani. Una misura che non può prescindere dall'abolizione della riforma Fornero, la peggiore riforma del mercato del lavoro che ha causato una vera macelleria sociale, la revisione dei contratti con la riduzione a quattro, un assegno di maternità per sostenere le donne, l'equiparazione degli standard lavorativi italiani a quelli europei e la revisione del sistema pensionistico. Si tratta di proposte fattibili e che rappresentano una soluzione al problema del lavoro ed alla crisi delle imprese sul territorio”. E' quanto dichiara in una nota il Segretario Regionale IdV Toscana Giovanni Fittante.

Redazione Nove da Firenze