Giornata Mondiale dell’Acqua: la Toscana dei fontanelli contro le bottiglie di plastica

Ogni anno vengono prodotte 300 milioni di tonnellate di bottiglie, circa 20 volte in più di quanta non ne venisse prodotta 50 anni fa, e molte di queste finiscono nell'ambiente


E’ sottolineando gli importanti dati relativi al consumo di acqua liscia e gassata di alta qualità erogata dalle case dell’acqua – circa 270, senza contare le migliaia di fontanelle pubbliche – sparse sul territorio regionale gestito dalle sette aziende toscane di gestione del servizio idrico integrato (AcqueAcquedotto del FioraAsaGaiaGealNuove AcquePubliacqua) – che Alfredo De Girolamo, presidente di Confservizi Cispel Toscana interviene a commento della Giornata Mondiale dell’Acqua, ricorrenza istituita dall’Onu nel 1992 per celebrare il 22 marzo di ogni anno la risorsa idrica, che vede le aziende idriche associate a Confservizi Cispel Toscana impegnate in varie iniziative “Continua a crescere il numero dei fontanelli in Toscana, grazie allo straordinario impegno messo dalle aziende in termini di investimenti e di progettazione. Un traguardo ambientale importante, che contribuisce a combattere il consumo di plastica, la cui dispersione nell’ambiente è la principale piaga per il nostro pianeta, assieme al cambiamento climatico ed ai suoi effetti”. 

In Toscana ormai fontanelli e case dell’acqua di alta qualità, alcuni eroganti anche acqua raffreddata e gasata, si trovano dovunque, e solo nel 2018 hanno erogato oltre 203 milioni di litri di acqua, che hanno fatto risparmiare circa 135 milioni di bottiglie di plastica e in totale 61 milioni di euro l’anno dalle tasche dei toscani (0,45 euro costo medio bottiglia d’acqua da 1.5 lt.). “Numeri in crescita – prosegue De Girolamo – grazie all’ingente mole degli investimenti realizzati in tutti i settori per rendere l’acqua sempre più buona e sicura: nel 2018 i gestori hanno investito 230 milioni di euro, dei quali un terzo per la depurazione e l’adeguamento del sistema acquedottistico e delle fogne. Numeri significativi, con i quali la Toscana fa la sua parte nel combattere la plastica: ogni anno ne vengono prodotte 300 milioni di tonnellate, circa 20 volte in più di quanta non ne venisse prodotta 50 anni fa, e molte di queste finiscono nell’ambiente, con grandi rischi per il nostro futuro”.

I numeri positivi non fermano gli investimenti delle aziende toscane, pronte ad offrire ai cittadini un servizio sempre migliore e di alta qualità: “Gli investimenti devono continuare ad essere il fulcro della politica delle aziende, per l’ammodernamento delle reti acquedottistiche, di fognatura e depurazione, oltre che per nuove case dell’acqua dove i cittadini potranno approvvigionarsi. I numeri odierni testimoniano come la Toscana risponda alle esigenze richieste dal servizio idrico a livello regionale, anche alla luce dei cambiamenti climatici in atto, che sempre più frequentemente portano a fenomeni che producono problemi sia nel campo della difesa del suolo che del rischio idrogeologico – alluvioni, frane, smottamenti – con risvolti gravi in campo idrico come la scarsità di acqua nei periodi di siccità e inadeguatezza della rete fognaria in caso di flash flood. Questa situazione è destinata a peggiorare in futuro, e sarà necessario fare altri investimenti per garantire l'approvvigionamento idrico anche in anni aridi, e per adeguare le reti fognarie”, conclude il Presidente dell’Associazione.

Redazione Nove da Firenze