Gioco legale, 150 mila addetti in Italia: tra disagio sociale e posti di lavoro

​In Italia si calcolano circa 100 miliardi che ruotano intorno al mondo del gioco e si riscontrano circa 150 mila lavoratori addetti


Massimo Braccini, coordinatore nazionale Fiom Gruppo Snaitech spiega "Il Governo sul settore del gioco mette a rischio migliaia di posti di lavoro, ma le importanti aziende vanno chiamate a rispondere in solido visto gli enormi profitti. I provvedimenti introdotti dal Governo con la manovra finanziaria rischiano di produrre effetti negativi sull’occupazione nella filiera del gioco legale. In Italia si calcolano circa 100 miliardi che ruotano intorno al mondo del gioco e si riscontrano circa 150 mila lavoratori addetti.

Un settore molto particolare la cui crescita spesso è legata all'aumento di un disagio sociale. Va sicuramente nella giusta direzione l’intervento sul settore volto a rendere compatibile il gioco con la sostenibilità sociale, anche perché i costi a carico della collettività sono ingenti, così come vanno sicuramente contrastate le attività illecite, ma vanno chiamate anche le aziende a risponderne in solido.
L’origine di molte aziende che ruotano intorno al gioco non appare chiara e sempre più è difficilmente controllabile il gioco online, ma i profitti delle più importanti società sono cospicui.
Lo Stato trae da questo settore importanti entrate ed ha anche poteri di intervento diretti visto che le attività sono legate al rilascio di concessioni pubbliche. Tuttavia, anche di fronte a grandi acquisizioni di società come quella avvenuta da Playtech, il Governo non ha nemmeno aperto un tavolo di confronto.
Playtech ha acquistato Snaitech, la più importante società di gioco in Italia, hanno già spostato il baricentro a Londra, (come era prevedibile) ed il Governo si è dimostrato completamente latitante. Nonostante le numerose richieste di incontro, il Governo è rimasto a guardare come un qualsiasi spettatore, come non fosse affar loro, altro che norma contro le delocalizzazioni.
Se importanti aziende come Playtech possono liberamente acquisire società in assenza di un benché minimo piano industriale, con tutti i gravi rischi che questo può comportare per le sedi italiane e per le garanzie occupazionali, il messaggio che si da è che in Italia siamo in un campo libero, senza nessun vincolo, anche laddove vi sono possibilità di intervento dello Stato.
Le concessioni pubbliche, di qualsiasi settore, ma soprattutto del gioco, vanno subordinate rispetto a chiari piano di sviluppo, investimenti e garanzie occupazionali. Ci vogliono scelte coraggiose se vogliamo continuare ad essere ed un paese civile, le concessioni pubbliche vanno rilasciate solo a determinate condizioni e nel maggior interesse della collettività, in contrasto alla cultura del profitto selvaggio, costi quel che costi, anche in termini di sicurezza e dignità umana".

Redazione Nove da Firenze