Freddo killer a Firenze: morto un clochard di 49 anni

L'uomo, romeno, è stato trovato senza vita in via S. Caterina d'Alessandria. Non risiedeva a Firenze e i servizi sociali non lo conoscevano. Nei giorni scorsi il Comune aveva lanciato un appello a segnalare le persone che dormivano per strada o nei giardini pubblici


In questi giorni si è registrata una forte escursione termica tra le ore del giorno e quelle della notte. E quello che molti temevano è successo davvero: un clochard è morto di freddo nella notte a Firenze. Si tratta di un romeno di 49 anni, Dumitru Panait, incensurato, trovato poco prima di mezzanotte senza vita in via S. Caterina d'Alessandria, su una panchina a due passi dall'ingresso dell'Agenzia delle Entrate.

L'uomo non presentava segni di violenza e parrebbe morto per arresto cardiaco dovuto a ipotermia, sarà l'autopsia a stabilire con certezza le cause del decesso.

Il Comune aveva avvertito il pericolo e nei giorni scorsi da Palazzo Vecchio era partito un appello: “Segnalateci le persone che dormono per strada o nei giardini pubblici - aveva detto l’assessore Vannucci - così faremo intervenire gli operatori delle Unità di strada. Invito poi chi ha coperte o sacchi a pelo che non utilizza più a donarli alle associazioni che sono impegnate nel servizio di accoglienza invernale”. I cittadini che vedono senza dimora in strade e giardini possono fare segnalazioni all’assessorato al Welfare inviando un’e-mail all’indirizzo assessore.vannucci@comune.fi.it oppure telefonando in assessorato dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 17, al numero 055/2769144. Dalle 17 in poi e nei fine settimana è possibile effettuare le segnalazioni all’Albergo popolare allo 055/211632.

IL CORDOGLIO DI PALAZZO VECCHIO. L'amministrazione esprime il proprio cordoglio per la morte di Dumitru Panait, 49 anni, romeno, trovato senza vita in via Santa Caterina d’Alessandria.
L'uomo non era residente a Firenze.
Non risulta che qualcuno avesse segnalato una particolare condizione di Panait né risulta che si fosse rivolto al Comune per un pasto caldo o per dormire. I servizi sociali non lo conoscevano e si sta cercando di ricostruire la dinamica della morte.

ATTIVATO IL PROTOCOLLO DI EMERGENZA anche a Livorno

Anche il Comune di Livorno ha deciso di attivare in via precauzionale il protocollo di emergenza per soccorrere le persone senza dimora. Coperte, indumenti, bevande calde vengono distribuite durante la notte dalle unità di strada.

“Grazie alla disponibilità della Caritas e alla collaborazione della Misericordia di Livorno, è stato allestito un dormitorio straordinario nel caso in cui il numero delle richieste di un riparo notturno ecceda quello dei posti disponibili presso il SEFA di via Terreni, che lavora a pieno regime” ha affermato l'assessore al sociale Andrea Raspanti.

La prima sera (la notte tra domenica 29 e lunedì 30 dicembre) il servizio è partito alle ore 20,00. La struttura della Caritas in via delle Cateratte ha messo a disposizione 8 posti letto. L'unità di strada Binario Mobile si è attivata per raggiungere l'utenza in strada, informarla sull'attivazione del piano di emergenza e dei relativi posti letto nel dormitorio oltre che per effettuare accompagnamenti in struttura. Sono stati accompagnate alla Caritas in via delle Cateratte quattro persone senza fissa dimora, contattate presso la stazione centrale di Livorno e già conosciute dal Binario Mobile. Una quinta persona non ha accettato di essere accompagnata in struttura preferendo rimanere in stazione. I volontari gli hanno consegnato un sacco a pelo in dotazione al progetto. Durante la seconda sera, quella del 30/31 dicembre, il primo accesso è stato registrato alle 20.15 (utente inviato da Sant'Egidio). I quattro utenti della sera precedente, si sono presentati autonomamente in struttura con orari differenti tra le 20,55 e le 21,30 e insieme a loro si è presentata anche la persona senza fissa dimora che il giorno precedente aveva deciso di rimanere in stazione centrale. Altri accessi sono avvenuti nelle prime ore della notte. In totale 8 persone senza fissa dimora hanno dormito nella struttura della Caritas.

Redazione Nove da Firenze