Forze politiche in città, Toccafondi: “Firenze è sotto assedio”

Domenica 14 ottobre primarie aperte del Partito Democratico della Toscana. Gelli: “Così il Pd muore, si rischia di svuotare la partecipazione alle primarie”. Stella (FI): "Centrodestra unito conquisterà Firenze. Non esistono divisioni nella coalizione"


Firenze, 6 ottobre 2018- “Svegliamoci, scendiamo giù dai balconi e smettiamo i panni degli osservatori neutrali. Qui c'è da difendere Firenze e i fiorentini”. E' netto l'appello che il deputato Gabriele Toccafondi lancia alle forze politiche e sociali di Firenze in occasione della sua convention alle Librerie Universitarie del Polo di Novoli. Del resto già il titolo dell'appuntamento realizzato assieme a Marco Semplici, consigliere delegato a lavoro e turismo per la Città Metropolitana lascia spazio a interpretazioni: Difendiamo Firenze. “Sì, uso proprio la parola difendere – spiega Toccafondi, già sottosegretario dei centristi di Civica Popolare nei governi di centrosinistra e attuale deputato di Firenze (uno dei pochi collegi che il centrosinistra ha vinto alle scorse politiche in Toscana) - perché è davanti agli occhi di tutti che la nostra città oramai da 120 giorni, cioè da quando s'è insediato il Governo del presunto “cambiamento”, è sotto attacco. Ogni giorno assistiamo a un fuoco incrociato sia da parte dei ministri grillini che leghisti contro Firenze e i fiorentini”. Per Toccafondi il motivo è semplice: “Firenze ai loro occhi rappresenta una città da “espugnare”, quindi da mettere sotto assedio”. Per cui per il deputato fiorentino altrettanto semplice e netta deve essere la risposta della città e dei fiorentini: difendiamoci. Non si può stare al balcone ad attendere – spiega Toccafondi rivolgendosi alle forze politiche e sociali della città - o ancora peggio ad esultare perché stanno facendo firmare ai nostri giovani cambiali in bianco sul loro futuro. Né ci si può limitare a organizzare convegni per discutere di progetti e infrastrutture già decisi e che la città aspetta da anni. C'è da prendere posizione per Firenze”. “I fatti sono così evidenti che solo chi non li vuol vedere può derubricarli a coincidenze” spiega Toccafondi. E l'elenco del deputato fiorentino in effetti è lungo e allarmante. “Chi sta governando a Roma – dice Toccafondi - ha deciso che a Firenze deve essere tolto ossigeno, pensiamo solo ai 18 milioni del Piano Periferie letteralmente scippati, e legate le mani stoppando i progetti già decisi e finanziati. Non a caso il Governo ha deciso di bloccare la nuova pista del Vespucci e di lasciare lo scalo di Peretola così come è oggi. E quindi, di conseguenza, di dire No anche al nuovo Stadio della Fiorentina. Con la stessa logica punitiva l'Esecutivo non ha intenzione di proseguire nel finanziamento della rete tranviaria, per cui il sistema delle tranvie non verrà completato. Ha deciso di bloccare definitivamente il passante dell’Alta Velocità e la Nuova Stazione che significa che Firenze potrebbe venir saltata dall’Alta Velocità Ferroviaria. In più non sanno che dirci sul futuro degli Uffizi: dall'uscita Isozaki al corridoio Vasariano, e neppure sanno che fare del Direttore. Stessa situazione alle Officine Ferroviarie dell’Osmannoro dove i lavoratori sono in attesa di sapere quale futuro aspettarsi e temono di fare la stessa fine dei loro colleghi dell'Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria che si sono visti scippare struttura e funzioni che verranno trasferite a Roma per essere inglobate in una mega agenzia per ferrovie e strade. E tanto meno il Governo si preoccupa di mandare a Firenze i 250 agenti fra Carabinieri e Guardia di Finanza che mancano come ha ammesso lo stesso ministero dell'Interno. Il disegno contro Firenze è chiaro. Per questo non basta attendere, non è sufficiente protestare occorre prendere posizione per Firenze e i fiorentini. L’alternativa è l’ignavia, ma un grande fiorentino, Dante, gli ignavi li metteva all’Inferno” conclude Toccafondi.

"Siamo ad un bivio - ha aggiunto Marco Semplici, consigliere delegato al lavoro e turismo per la città metropolitana promotore dell'iniziativa insieme a Toccafondi - i cittadini devono scegliere da che parte stare. I vecchi schemi della politica rappresentati dal Centrosinistra e dal Centrodestra sono saltati. Oggi si deve decidere se stare con Firenze o contro Firenze. Chi oggi è qui, comincia un percorso per convincere i fiorentini che per Firenze serve un futuro di sviluppo e di crescita e in questo senso saranno decisive le prossime amministrative in cui si deciderà il futuro dei prossimi venti anni."

Domenica 14 ottobre si sceglie il nuovo segretario del PD. Primarie aperte  per la scelta del nuovo segretario del Partito Democratico della Toscana. Gli elettori votano contestualmente un candidato, tra SIMONA BONAFE' e VALERIO FABIANI, e la lista di candidati all’assemblea regionale collegata (i candidati per l'assemblea ). Possono votare non solo gli iscritti ma anche tutti gli elettori che si riconoscono nella proposta politica del partito. Si vota dalle 8 alle 20 nel proprio seggio di residenza. L'elenco completo dei seggi sarà presto on line su www.pdtoscana.it. Possono votare anche i giovani di età compresa tra i 16 e i 18 anni e i cittadini stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno purchè si registrino on line CLICCANDO QUI entro il 10 ottobre. Per tutti gli altri basta presentarsi al seggio elettorale il giorno del voto con documento di identità e tessera elettorale. Ai non iscritti al Pd è richiesto un contributo di 2 euro per le spese organizzative.

“Cercare la divisione invece che favorire l'unità è il miglior modo per allontanare i cittadini. Così il Pd muore perché si rischia di svuotare la partecipazione alle primarie del 14 ottobre” così l'ex deputato Federico Gelli commenta la rottura avvenuta lunedì sera all'interno della maggioranza dem che sostiene l'europarlamentare Simona Bonafè alla segretaria regionale. “Mi spiace soprattutto per Simona – dice Gelli - che dovendo guidare il Pd avrebbe bisogno di un partito unito e forte e non diviso e debole come le stanno costruendo attorno alcuni suoi presunti supporters. Il rischio ora è che a disaffezione si aggiunga disaffezione e che dopo aver dimezzato i voti alle elezioni e i partecipanti ai congressi nei circoli, adesso si allontanino tanti elettori democratici dalle primarie del 14 ottobre mostrando un Pd poco attraente perché tutto preso ad una resa di conti interna quando invece servirebbe aprire porte e finestre per far entrare energie e idee nuove”. “I fatti - spiega - restano lì a testimoniare quello che è accaduto. Come sanno tutti nella maggioranza del Pd toscano c'è una parte consistente che oramai da tempo chiede un profondo cambiamento e che lo ha chiesto ben prima di arrivare alla sconfitte a Pistoia, Arezzo, Grosseto, Livorno. Carrara, Siena, Massa e Pisa. Un cambiamento nel modo in cui sta sui territori, che si sono troppo spesso trovati soli senza avere nella dirigenza regionale il necessario punto di riferimento e supporto, e nella selezione della classe dirigente privilegiando il merito alla fedeltà verso questo o quel “capetto” locale. Il risultato è stata una guerra intestina che ha spalancato le porte alla propaganda populista e leghista”. “Questa spinta al cambiamento aveva visto in me – continua Gelli - un possibile candidato alla segreteria regionale. Poi in nome dell'unità avevamo trovato in Simona Bonafè la persona che potesse garantire proprio questo rinnovamento. Per questo ho fatto un passo indietro con l'impegno a costruire insieme a Simona un percorso per la guida del Pd toscano. Tuttavia il vecchio gruppo dirigente ha posto il suo veto. Visto che il problema non era il mio destino personale all'interno del Partito, ho chiesto che a questo gruppo di militanti e dirigenti che chiede rinnovamento e discontinuità fosse data piena dignità nella futura assemblea regionale del Pd in nome del pluralismo. Inizialmente ci avevano dato disponibilità a comporre una lista unitaria ma con il passare dei giorni tutto questo si è sostanziato in un'offerta dell'ultima ora che avrebbe relegato ad un ruolo marginale, neppure simbolico, tutti quei territori che in questi mesi hanno collaborato per questo obiettivo comune di cambiamento. Abbiamo quindi proposto di poterci conquistare il consenso delle primarie attraverso una lista autonoma ma a sostegno di Simona. Ma anche questa possibilità all'ultimo minuto ci è stata negata.” “Una scelta miope e incomprensibile – dice Gelli - perché rischia di indebolire proprio la candidatura di Simona. A meno che, ovviamente, l'obiettivo non sia proprio quello di non far uscire con troppa forza Bonafé dalle primarie per ragioni di equilibri interni che finirebbero però per sfiancare tutto il Pd in vista di appuntamenti decisivi come le prossime europee, le amministrative a Livorno, Prato e Firenze e nel 2020 le regionali”. “Insomma noi ci abbiamo provato a chiedere unità nel rinnovamento e nella discontinuità, e ammetto che a un certo punto mi ero convinto che anche il vecchio gruppo dirigente del Pd toscano avesse compreso. Purtroppo mi sbagliavo e per questo chiedo scusa ai tanti che in questi giorni e anche in queste ore ci hanno creduto assieme a me. Ma non mi arrendo e non arretro. La spinta al cambiamento non si ferma coi veti. La nostra battaglia per salvare il Pd andrà avanti perché la Toscana e il Paese hanno bisogno di un Pd aperto, forte e radicato per costruire una nuova alternativa di centrosinistra” conclude Gelli.

"L'avvicinarsi delle elezioni amministrative ci impone un salto di qualità nel ragionamento politico. Sappiamo benissimo che la conquista di Firenze è a portata di mano: il centro-destra potrà vincere solo se unito, le esperienze dei comuni vinti in Toscana in questi ultimi tre anni sono lì a dimostrarlo. Per questo la nostra priorità sarà sempre quella di trovare dei punti di convergenza con gli alleati della coalizione". Lo dichiara il coordinatore di Forza Italia Firenze, Marco Stella, al termine del coordinamento fiorentino del partito. "Il tema delle Infrastrutture per Firenze è un tema essenziale e prioritario - prosegue Stella -. Lo sviluppo del sistema aeroportuale toscano, che comprende gli scali di Firenze e Pisa, è una priorità inderogabile, e questo lo sanno bene anche gli amici della Lega. Sviluppare l'aeroporto di Peretola significa far volare da e per Firenze nuovi turisti e consentire ai nostri imprenditori di battere nuove rotte e raggiungere nuovi mercati. A Firenze troppi voli vengono dirottati per colpa del vento, e questo per una città ad alta vocazione turistica è impensabile, come è impensabile per tutte quelle imprese situate a Firenze e nei comuni dell'area metropolitana e dell'Area Vasta". "La posizione di Forza Italia è ed è sempre stata molto chiara - sottolinea il coordinatore fiorentino del partito -. Noi siamo favorevoli al potenziamento dell'aeroporto Amerigo Vespucci e al completamento di tutte le infrastrutture che i fiorentini e i toscani attendono da troppo tempo. Nel centrodestra non ci sono divisioni. Dividersi significherebbe riconsegnare la città alla sinistra, e questo i fiorentini non ce lo perdonerebbero. Sono convinto che prevarrà la voglia di vittoria, e che le forze del centrodestra ragioneranno su tutti i punti più importanti del programma con spirito unitario, per far vincere anche qui l'alternativa al malgoverno della sinistra".

Redazione Nove da Firenze