Forteto: in Consiglio regionale il rapporto delle due commissioni d’inchiesta

Presentazione giovedì 28 novembre alle 17. Interverranno, oltre al presidente Giani, il consigliere Bambagioni e il parlamentare Mugnai con il presidente dell’associazione vittime Pietracito e il giornalista Pallanti


Sono state due le commissioni d’inchiesta del Consiglio regionale della Toscana che hanno indagato la vicenda Forteto. La prima, istituita nel giugno 2012, si occupò di “valutare l'efficacia delle politiche regionali in materia di affidamento dei minori”, la seconda, insediata a settembre 2015, indagò le “responsabilità politiche ed istituzionali” della comunità produttiva nata come alternativa alla famiglia tradizionale.

Le relazioni finali delle due commissioni – la prima presieduta da Stefano Mugnai oggi parlamentare, la seconda dal consigliere regionale Paolo Bambagioni – sono state riunite in un rapporto che sarà presentato giovedì 28 novembre alle 17 nella sala Gonfalone di palazzo del Pegaso. Interverranno, oltre a Mugnai e Bambagioni, il presidente dell’Assemblea toscana Eugenio Giani, il presidente dell’associazione vittime Forteto Stefano Pietracito e il giornalista e scrittore Giovanni Pallanti.

Al rapporto è allegata la prefazione del presidente Giani dove si richiama “l’azione determinante della politica e del Consiglio” che hanno indagato, attraverso le due commissioni, con “rigore”. “Insieme al fondamentale intervento della Magistratura – scrive il presidente – sono state individuate le responsabilità personali interne al Forteto”. La vicenda della cooperativa, dopo “tante incertezze” registrate negli anni Settanta, Ottanta e Novanta “è stata resa chiara ed evidente”. L’attività di indagine e la “buona politica” sono “determinanti per il raggiungimento di una vera giustizia” si legge ancora nella prefazione.

La prima commissione d’inchiesta si è chiusa a gennaio 2013 con una denuncia: il Forteto godeva di relazioni importanti e i servizi sociali hanno avuto gravi colpe.

I lavori della seconda commissione, chiusi a giugno 2016, hanno sancito la principale responsabilità politica: aver favorito il consolidamento della cooperativa-comunità.

Redazione Nove da Firenze