Formazione e lavoro, legge modificata

Si tratta del testo unico che regolamenta istruzione, formazione e lavoro


Firenze – “Questa legge non è un’operazione di lifting legislativo, né ha le caratteristiche di una rivoluzione normativa. Molto semplicemente ha la legittima e comprensibile ambizione di rappresentare una riforma. Una riforma soprattutto per ciò che attiene la formazione professionale”.

Lo ha dichiarato il presidente della commissione Cultura, Gianluca Parrini (Pd), illustrando le modifiche alla legge regionale 32/2002, il testo unico su istruzione, formazione e lavoro. Il presidente ha ricordato che la sua commissione, insieme alla commissione Sviluppo economico, ha svolto tre sedute, una seduta per consultazioni con 28 soggetti e 19 contributi in forma scritta, una trentina di emendamenti esaminati. “La legge, in buona sostanza, non vi è uscita come vi è entrata” ha commentato, sottolineando la difficoltà del lavoro, anche “per l’estrema complessità della legge 32, che ormai, nella sua configurazione attuale, appare di problematica lettura e difficile gestione”. Parrini ha poi sottolineato che ancora non è stata portata a termine la riforma delle province, con il conseguente trasferimento pieno delle funzioni alla Regione, e che una grossa parte della riforma si compirà con le modifiche al regolamento di attuazione. Tra i principali elementi della riforma il presidente della commissione ha ricordato che, in materia di educazione ed istruzione, la legge prevede un sistema di rappresentanza articolato su due livelli: le conferenze zonali, il cui ruolo è stato rafforzato, e l’istituzione ex novo della conferenza regionale. Viene disciplinata l’anagrafe regionale degli studenti e viene confermato il diritto all’orientamento lungo tutto l’arco della vita. Sono state definite le tipologie di interventi, che costituiscono il sistema regionale di istruzione e formazione, e si disciplina la programmazione dell’istruzione e formazione tecnica superiore, come pure dei poli tecnico-professionali.

“Il nuovo modello di formazione professionale configura un sistema più saldamente ancorato alle specializzazioni economiche e produttive locali – ha affermato Parrini – Si punta a rendere i percorsi formativi maggiormente collegati agli obbiettivi occupazionali, sia con esperienze lavorative nei percorsi formativi, sia con forme di premialità a favore delle agenzie formative legate ai risultati occupazionali”. In questa prospettiva viene istituito il catalogo dell’offerta formativa e riformato il sistema di accreditamento, con valutazioni non solo di carattere formale, ma connessi alla performance. Il presidente ha infine ricordato che è stato recuperato un ruoo attivo del Consiglio regionale, con un’informativa della Giunta prima dell’approvazione degli indirizzi e un’informativa sul piano annuale di attività dell’Agenzia regionale del lavoro.

“Avevamo due strade in attesa del superamento delle province: attendere e subire le decisioni, o provare a governare fin da subito i processi, con una nostra proposta. Abbiamo scelto la seconda strada”. La presidente della commissione Sviluppo economico Rosanna Pugnalini (Pd) ha riassunto così il senso della proposta di legge, che interviene anche sul lavoro con la creazione di un’agenzia regionale, che raccoglierà il personale del settore, circa mille addetti fra province e regione, per dare continuità ai servizi e non disperdere le competenze. I centri per l’impiego resteranno come strutture periferiche. “Le politiche attive sul lavoro – ha concluso – devono andare insieme alla riforma della formazione”.

La modifica è stata approvata a maggioranza, con i voti favorevoli del Centrosinistra e di Forza Italia, la proposta di modifica della legge regionale in materia di educazione, istruzione, orientamento, formazione professionale e lavoro. Contestualmente, sempre a maggioranza, è stato approvato anche un ordine del giorno firmato dal Centrosinistra. Vanessa Boretti, Pd, ha continuato il dibattito affermando che, in fase di attuazione della legge, occorrerà fase chiarire alcuni aspetti. Tuttavia, ha precisato la Boretti, è positivo che "l’erogazione dei servizi prosegua senza soluzione continuità" e si è detta favorevole all’ordine del giorno collegato, che impegna la Giunta regionale a garantire i livelli occupazionali dei servizi per l'impiego ed a proseguire, in sede di Conferenza Stato-Regioni, un'azione di stimolo al Governo nazionale.Secondo Marco Taradash, Ncd, "la Toscana non sta meglio di altre regioni" e "la proposta di legge insiste su un terreno ancora molto incerto" poiché "quanto stiamo facendo può entrare in conflitto con quanto si sta realizzando a livello nazionale". Per Taradash, che "ci sia bisogno di riformare il sistema è evidente perché la Toscana è tra le regioni col più alto abbandono scolastico e al tempo stesso la Toscana è quella che spende di più per allievo dei corsi di formazione, con oltre 7 mila euro l’anno contro i 4mila 500 della Lombardia". Tuttavia "mentre la Toscana progetta, il governo nazionale, con la riforma delle Province in attesa di completamento e con il Jobs act che si va definendo, interviene proprio sui settori su cui essa incide". Perché dunque, per Taradash, "non attendere il compimento di quanto intrapreso a livello centrale, dati i termini ravvicinati?".Giovanni Donzelli, capogruppo FdI, si è invece detto molto critico con la proposta di legge poi approvata. Ma ha chiesto di inserire un emendamento per chiedere di "finanziare solo le agenzie di formazione che inseriscono almeno un proprio allievo su tre". La sua richiesta è stata però respinta.Nicola Nascosti, Forza Italia, ha affermato che il disegno di legge contiene "numerosi elementi che contraddistinguono le politiche sulla formazione del Centrodestra" ed i valori per cui si batte da sempre la proposta politica dal Centrodestra fondata sulla convinzione che una buona formazione serve al giovane cittadino per inserirsi nel mondo del lavoro. Un aspetto critico, tuttavia, è che l’agenzia formativa dovrebbe essere più snella".Per Marta Gazzarri, capogruppo Tcr, questa legge era necessaria perché "occorre cambiare il modo di formazione in Italia e quindi anche in Toscana". 

Questa proposta di legge, secondo la Gazzarri, valorizza l’efficienza.Daniela Lastri, Pd, ha chiesto di inserire dei miglioramenti evidenziando che "il ruolo dell’istruzione deve essere più efficace". Tuttavia, per la Lastri, questa legge contiene due elementi importanti: "L’anagrafe degli studenti e l’orientamento".Giuseppe Del Carlo, capogruppo Udc, ha affermato che "questa legge ha comunque il merito di avvicinare le imprese al teritorio nel senso che cerca di creare opportunità". Tuttavia, secondo Del Carlo, occorreva aspettare poco per avere le idee più chiare. Del Carlo ha comunque annunciato il voto di astensione.Ha chiuso il dibattito Gabriele Chiurli, gruppo Misto, che si è detto d'accordo con l'emendamento proposto da Donzelli e ha criticato l'impianto della legge e anche la sua "intempestività visto il quadro nazionale" anche se ha rilevato che è opportuno mettere mano alla materia della formazione.

Redazione Nove da Firenze