Rubrica — Spettacolo

Florence Queer Festival: ultime due giornate 17-18 ottobre

Al cinema La Compagnia di Firenze (e online su Più Compagnia)


Prosegue al cinema La Compagnia di Firenze (e online su Più Compagnia) il Florence Queer Festival 2020, manifestazione dedicata al cinema, letteratura, musica, arte a tematica Lgbtq, con un programma ancora più ricco di proposte nelle giornate conclusive di sabato 17 e domenica 18 ottobre.

Sabato 17 si inizia alle 16.00, con il film argentino, Margen de Error, di Liliana Paolinelli, che va a toccare uno dei temi sul quale il festival ha messo l'accento quest’anno: Lgbtq senior life. Nel film, quando un’amica di sua figlia le confessa di essere innamorata di una donna anziana, la middle aged Iris sospetta che si tratti di lei e ne è lusingata. Ma ben presto inizierà ad avere qualche dubbio.

Si prosegue alle 18.15 con un altro film sul tema Lgbtq senior life, il tedesco Im stillen laut (A quiet distance), di Therese Koppe, in anteprima italiana, alla presenza della regista. Erika e Christine, ottantenni, stanno insieme da da più di 40 anni e ripercorrono un periodo turbolento della loro storia. Un film sull’amore e l’invecchiamento, l’autonomia e l’espressione artistica in spazi all’interno della Ddr.

A chiudere Queer focus online, alle ore 19:30 online sulla pagina facebook del FQF: fb/FQF.Firenze, sarà la presentazione del libro La Traviata Norma. Ovvero: vaffanculo... ebbene sì! del Collettivo teatrale Nostra signora dei fiori (Asterisco Edizioni, 2020) a cura di Mauro Muscio (alla presenza del curatore).

In prima serata (ore 21.00), Sappho Singing, film greco di Tzeli Hadjidimitriou che racconta il mito di Saffo in chiave moderna. Saffo ricorda le ragazze amate di un tempo, che se ne sono andate, ma quando si trasferisce nella vicina località balneare, scopre che esistono decine di donne pronte a festeggiare e ne approfitta.

A seguire, il film brasiliano Vento seco, di Daniel Nolasco, presentato alla Berlinale. Tra lavoro, nuoto e sesso anonimo, Sandro vive una vita piuttosto monotona nella calda e arida provincia di Goiás in Brasile. Quando Maicon, motociclista che sembra uscito da Tom of Finland, arriva nella sua piccola città, la sua vita è a una svolta.

Domenica 18 ottobre la programmazione si apre alle oer 16.00 con un film di punta del Florence Queer Festival, The Capote Tapes, di Ebs Burnough, in anteprima italiana. Ad introdurre il film in sala, insieme a Bruno Casini, sarà lo scrittore fiorentino Giorgio Van Straten.

Answered Prayers avrebbe dovuto essere il più grande capolavoro di Truman Capote, un ritratto epico dello scintillante jet-set di New York. Invece è il libro che ha segnato la rovina di Capote. Attraverso materiale audio e interviste inedite agli amici e i nemici di Truman Capote, il documentario svela l’ascesa e la caduta dello scrittore gay più iconico d’America.

Alle 18.15 un altro film imperdibile, Baci rubati, di Gabriella Romano e Fabrizio Laurenti, in anteprima italiana. Attraverso lettere, diari e resoconti personali questo documentario racconta la complessità e la varietà delle esperienze degli italiani LGBT durante gli anni di Mussolini (1922-1943). Le loro parole intime contrastano con le canzoni popolari e la propaganda dell’epoca, ossessionate dal mito della virilità, della femminilità e della maternità, pervasa dalla repressione sessuale.

La serata proseguirà alle 21.00 con la premiazione del concorso lungometraggi e cortometraggi.

Alle 21.30, sarà la volta del film coreano God's Daughter Dances, di Sungbin Byun. Una ballerina transgender, Shin-mi, riceve una chiamata dall’amministrazione militare per fare l’esame del servizio militare. E Shin-mi è pronta ad affrontare anche questa sfida.

A seguire, dalla Lituania, il film di chiusura della XVIII edizione del Florence Queer Festival sarà Advokatas (The Lawyer), di Romas Zabarauskas, in anteprima italiana, presentato in collaborazione con l'Associazione Nosotras. Marius è un avvocato gay che lavora come consulente di prestigiose aziende. La sua vita borghese andrà in crisi quando incontrerà Ali, un rifugiato siriano che vive a Belgrado e che si guadagna da vivere facendo il sex worker.

Redazione Nove da Firenze