Rubrica — Spettacolo

Florence Queer Festival 2020: vince Suk Suk

Film di Ray Yeung che punta l'obbiettivo su una delicata storia d'amore tra due anziani nella vorticosa vita di Hong Kong


Una diciottesima edizione del festival particolare e complessa che, nonostante le difficoltà di questo 2020, ha avuto la forza di rinnovarsi e di rimanere presente con le consuete modalità di fruizione, grazie al rispetto di tutte le misure di sicurezza necessarie, e con una veste inedita che ha consentito a un pubblico sempre più grande di partecipare online alla visione dei film in programma, alle presentazioni dei libri e ai dibattiti. Un caloroso ringraziamento va infatti al pubblico presente in sala, e a quello numeroso che ha seguito il festival dalla sala virtuale e dalla pagina Facebook con la sezione Queer Focus Online, assolute novità di questa edizione che ci hanno permesso di superare le distanze imposte dall'emergenza sanitaria, continuando ad essere un importante momento di socialità che promuove partecipazione e cultura.

Diciassette i film, tra fiction e documentari, di cui sette anteprime italiane, e ventiquattro i corti per il concorso Videoqueer, tre gli appuntamenti online di approfondimento, con una programmazione di cinema internazionale che ha toccato le sfumature più varie della tematica LGBTQ, fra le quali una selezione di film che hanno affrontato il tema dell’omosessualità durante l’invecchiamento, scelta dettata dall’importanza di proporre visibilità e una riflessione su un tema delicato e attuale.

Molti dei film sono stati presentati in sala e molti altri sono stati introdotti da una presentazione video di alcuni registi e sceneggiatori che nonostante l’impossibilità di essere presenti a Firenze hanno voluto dare il proprio saluto e contributo al festival. Fra le personalità presenti in sala: Fabrizio Laurenti e Gabriella Romano per il documentario Baci Rubati, Carmen Giardina e Pivio Pischiutta per Il Caso Braibanti (in programma in replica al Cinema La Compagnia il 5 e il 6 novembre), Maria Laura Annibali per il suo L’altra altra metà del cielo, Therese Koppe per il film Im stillen laut (A quiet distance), lo scrittore fiorentino Giorgio Van Straten che ha introdotto The Capote Tapes e Donatella Alamprese, cantante di world music e interprete di fado che ha presentato Variações, Guardian Angel.

Ringraziamo anche tutte le persone che hanno partecipato e sono intervenute agli incontri e alle presentazioni dei libri che arricchiscono il programma del festival e che quest’anno si sono trasferite online grazie al Queer Focus Online.

I premi di questa edizione
Vince il concorso lungometraggi:

Suk Suk - Ray Yeung - Hong Kong 2020

In un mondo caratterizzato generalmente da un giovanilismo d'accatto, il regista punta l'obbiettivo su una delicata storia d'amore tra due anziani nella vorticosa vita di Hong Kong. Lo fa con discrezione, delicatezza e tenerezza seguendo magistralmente l'evolversi del rapporto anche in relazione alle contraddizioni con le rispettive famiglie ignare del loro orientamento sessuale. Ne esce un film compatto ed intrigante, tenero e coinvolgente, ben girato, tenue ma solido nella trama di un amore che nasce e si consolida in età avanzata in cui pare impossibile scommettere. Suk Suk è un film che ti rimane nella mente e nel cuore e ti spinge a porti domande alle quali non non avevi mai pensato, come per esempio una casa per i gay anziani. Semplice e profondo. Notevole la prova fattoriale dei due attori protagonisti.”

Menzioni speciali a:

Welcome to Chechnya - David France - USA -2020 “Per l'estremo coraggio che lo ha portato a farci conoscere una realtà a noi lontana, ma necessaria da far sapere al pubblico. Un efficace pugno allo stomaco. Un disperato urlo contro il colpevole silenzio per quanto avviene in Cecenia. Il registra documenta con rigore e sobrietà e senza cadere nel sentimentalismo la terribile persecuzione contro le persone LGBT e l'eroico sforzo di chi tenta di aiutare le vittime, superare le censure e rendere pubblica nel mondo la tragedia. Il tutto con l'accortezza e la cautela per tutelare le persone coinvolte. Il film è un riuscito documentario di denuncia, secco e senza retorica ma proprio per questo verissimo e coinvolgente. Un grido ed una richiesta d'aiuto a cui nessuno può dirsi indifferente.”

Baci Rubati - Gabriella Romano, Fabrizio Laurenti - Italia 2020 “Per la qualità, la portata culturale e la rilevanza storica e documentale del lungometraggio che racconta una delle tante parti oscure dell’epoca fascista, non abbastanza conosciuta.”

Luciérnagas - Bani Khoshnoudi - Messico, Grecia 2019 “Veracruz, non a caso un porto, è la location dell'odissea di Ramin, trentenne iraniano in fuga dalle persecuzioni antigay. In questa terra di mare e di genti, di differenze e contaminazioni, di storie “altre” e vite senza confini, labili, senza granitiche identità e certezze ideali, la registra segue con sapiente e complice empatia il calvario del disperso protagonista che – dapprima solo, alienato, straniero ed impaurito, – giunge poi ad una personale consapevolezza accettando sé stesso ed il nuovo con relative opportunità. In un mondo di profughi ed alienazioni estranianti questo film con occhi di donna segna con ottimismo la rotta per Itaca: talvolta basta un sorriso, un abbraccio, uno sforzo per capirsi nonostante lingue e culture diverse ed il pianeta diventa un porto sicuro. Anche per i gay.”

Vince il concorso Videoqueer:

134 di Sarah-Jane Drummey “Per la tematica affrontata, l'interpretazione del protagonista e il coinvolgimento emotivo in cui lo spettatore viene trasportato. Un corto che dimostra come la tenacia ed il supporto della madre portino il protagonista ad affermare la propria identità nel periodo dello sviluppo.”

Mensioni speciali a:

Die Autoficker di Joisa Brezing “Diretto e conciso, tema Queer e tema ambientale raccontati in un intreccio ironico e divertente.”

Les Saints de Kiko di Manuel Marmier “Per l'originalità della storia che affronta tema queer, cultura asiatica e sottomissione della donna. Lo sviluppo della storia, a tratti esplicito e a tratti ironico, porta a un forte superamento dei pregiudizi.”

Un grande ringraziamento a tutto lo staff organizzativo, alle istituzioni e i partner che ci hanno dato supporto, ai volontari e alle volontarie di Ireos e Arcilesbica Firenze, allo staff del Cinema La Compagnia e soprattutto un caloroso ringraziamento al pubblico numeroso che ha partecipato, con la speranza di vedervi ancora il prossimo anno.

Il Florence Queer Festival è organizzato dall’Associazione Ireos in collaborazione con Arcilesbica Firenze e MusicPool e il sostegno di Fondazione Sistema Toscana. La direzione artistica è di Bruno Casini e Roberta Vannucci.

Redazione Nove da Firenze