Fiumi: livelli idrometrici in calo

Fotografie di Alessandro Rella

Il punto serale della Protezione civile. Smottamento sulla Sp 17 "Alto Valdarno". Consorzi di Bonifica a lavoro in tutta la Toscana su impianti idrovori e casse d’espansione


FOTOGRAFIE — Si è svolto nella serata di oggi, domenica 22 dicembre, un nuovo incontro in videoconferenza con le con le Protezioni civili provinciali, le Prefetture ed i Vigili del fuoco, coordinato dalla Protezione civile regionale, dopo quello di questa mattina cui aveva partecipato anche il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi. La sala operativa della Protezione civile della Regione fa sapere che, rispetto a stamani, non sono state segnalate nuove situazioni di particolare criticità. Si registrano frane e piccoli smottamenti in buona parte del territorio regionale. Tutti i corsi d’acqua sono in calo ad eccezione dell’Arno. La piena dell’Arno è transitata da Firenze e il picco si è registrato nell’Empolese. In nottata il colmo di piena sarà a Pisa, ma è attesa una piena inferiore rispetto a quella dello scorso 17 novembre quando l’Arno fece paura. Permangono invece le condizioni di forte vento sulla costa e sulle isole dell’Arcipelago, dove è stato registrato il maggior numero di segnalazioni ai Vigili del fuoco.

Continuano infine ad essere interrotti i collegamenti navali con le isole d'Elba e di Capraia a causa del mare fortemente agitato.

La Sala di Protezione civile della Città Metropolitana di Firenze conferma che dal pomeriggio tutti i livelli idrometrici del reticolo minore risultano in calo, mentre rimangono ancora sopra la prima soglia di guardia i livelli idrometrici del fiume Arno. Al momento il colmo della piena sta transitando nel tratto empolese.

Stamani dalle ore 10.30 sulla Sp 17 "Alto Valdarno", tra le frazioni di Leccio e Cancelli, al km 3+400 circa nella località Le Balze, da uno dei calanchi si è verificato uno smottamento di terra e fango causato dal cedimento di una grossa pianta che ha occupato tutta la carreggiata. La strada è stata ripulita di tutti i materiali e lavata prima della riapertura alle ore 15.30 dal personale della Viabilità della Città Metropolitana di Firenze.

"Nel corso della serata e della notte - spiega il consigliere Massimi Fratini, delegato alla Protezione civile della Metrocittà- è atteso un'ulteriore diminuzione dei livelli di tutti i corsi d'acqua del territorio metropolitano".

Due giorni e una notte di lavoro eccezionale per gli uomini dei Consorzi di Bonifica della Toscana per far fronte alla nuova ondata di maltempo che si è abbattuta sulla Regione. Diverse le situazioni critiche, anche se il reticolo ha retto, potendo contare sul contributo fondamentale di numerosi impianti idrovori e di diverse casse di espansione che hanno accolto e permesso di gestire le acque dei fiumi e corsi d’acqua in piena. Tecnici e operai dei Consorzi toscani resteranno a lavoro anche nella notte in arrivo.

Arezzo

 Vento forte e pioggia hanno assediato tutto il comprensorio del Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno. In funzione le idrovore dell’ente, mentre i tecnici e gli operai sono stati e restano a disposizione del genio civile Valdarno Superiore, dei comuni e della protezione civile per risolvere le criticità. Ad Arezzo a far paura è stato il Valtina, mentre in Casentino la minaccia è venuta dall’Arno, esondato a Poppi e Bibbiena (località Le Tombe, Le Chiane e Fontedonica) con campi allagati e viabilità secondaria interrotta. Consistenti i danni alle opere idrauliche che potranno essere censiti solo dopo l’ondata di maltempo. Già dopo i nubifragi di novembre era stata calcolata in circa 2 milioni di euro la cifra necessaria per riparare i danni.

Pesante, nel comune di Orignano Raggiolo, la situazione sul Teggina, sottoposto di recente a un importante intervento di ingegneria naturalistica; a Castel San Niccolò preoccupa invece il Solano. Criticità si sono registrate sul Rignanino e sull’Archiano a Bibbiena, sul canale degli Arnini in Casentino e sul Fosso della Vigna, che è esondato a Pratovecchio Stia. Disagi e danni alle opere anche in Valtiberina e Valdichiana dove si sono verificati allagamenti circoscritti a causa di erosioni di sponda e rotture arginali. Una, importante, è avvenuta sabato a Cortona.

Firenze, Prato e Pistoia

 Nel territorio del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno si è registrata la rottura di un argine dell’Acqualunga ad Agliana (Pt) coinvolgendo alcune abitazioni di via di Garcigliana. Una piccola tracimazione è avvenuta anche lungo il Brana. L’Arno ha raggiunto il secondo livello di guardia a Incisa, mentre l’Ombrone ha iniziato a calare già oggi pomeriggio. Il Consorzio ha lavorato insieme al Genio civile per tutta la notte passata e per l’intera giornata di oggi. Importanti i danni agli argini che nel complesso hanno retto, ma che dovranno essere monitorati e riparati nei prossimi giorni e mesi. Attivate fin dalla mattinata di oggi le pompe idrovore della Senice che scaricano nel Quadrelli a Quarrata (Pt); sono poi entrati in funzione gli impianti idrovori di Castelletti a Signa (Fi) e di Crucignano a Campi Bisenzio (Fi). Per affrontare al meglio la piena dell’Arno, il Consorzio ha azionato anche l’impianto idrovoro della Viaccia a Signa (Fi) per smaltire le acque della Piana. Attivati da stamani la cassa di Ponte alle Vanne nel pistoiese e il nuovo impianto di pompaggio sulla Senice che tiene sotto controllo la rete di acque basse di Quarrata.

Pisa

Nella zona pisana il sorvegliato speciale resta l’Arno: continueranno per tutta la notte i controlli del Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno per verificare gli effetti del passaggio della piena anche sul reticolo minore. Aiuta l’apertura dello scolmatore, a Pontedera, effettuata intorno alle 18 di oggi dal Genio civile, ma l’attenzione è massima.

In Valdera, sono stati interessati da alcune piene Egola, Era e Roglio. Il reticolo minore ha retto bene e non sono arrivate al Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno segnalazioni di criticità particolari. Nella parte ovest del comprensorio sono stati attivati gli impianti idrovori di Marina di Pisa, Arenaccio, La Vettola, Interporto, San Rossore e Campalto. Alcune piene, più modeste, sono transitate nei torrenti nella zona a sud dello Scolmatore.

Tra Arno e Scolmatore è entrato in funzione l’impianto di Ragnaione e sono state chiuse le paratoie in previsione delle piene di Arno e Serchio. Anche in questo caso tecnici e operai del Consorzio stanno continuando a monitorare la situazione.

Livorno

Nel comprensorio del Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa i fiumi che hanno subito maggiormente gli effetti della piena sono stati il Cornia e il Cecina. Da ieri, uomini e mezzi del Consorzio sono impegnati a monitorare soprattutto argini e guadi, ripulendoli anche dal materiale trasportato dalla corrente e verificando i punti critici dei corsi d’acqua stessi. Attivati dalla notte di sabato gli impianti idrovori della Mazzanta, di Rosignano e di Paduletta a Livorno, con continuo monitoraggio delle squadre di reperibilità. Nella zona di Piombino sono in funzione invece a pieno ritmo gli impianti della Carbonifera, della Rinsacca, delle Pianacce e Torraccia che stanno contribuendo a tenere sotto controllo il livello di fiumi e torrenti.

Grosseto e Siena

Anche nel comprensorio del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud operai e tecnici hanno lavorato ininterrottamente da venerdì, operando giorno e notte su vari turni. Gli argini dei corsi d’acqua principali hanno comunque retto. Nell’area grossetana, sono state attivate le idrovore a Burano Levante e Ponente, Torre Saline, Giunzone, Campo Regio, Talamone, Bocca d'Ombrone, Casotto Venezia, San Leopoldo, Cernaia, Barbaruta, alla confluenza fra Sovata e Bruna e a Beccarello. Per la tarda serata di oggi è previsto il progressivo spegnimento degli impianti, con la conclusione della fase critica. I corsi d’acqua hanno raggiunto livelli limite in ogni zona e sono al momento sotto stretta vigilanza in particolare Sovata, Bruna, Albegna e Ombrone Grossetano. Passando all’area senese, sui fiumi Orcia, Formone, Asso, Arbia, Sorra e Merse, sono state messe in atto diverse attività di pronto intervento al fine di garantire la sicurezza e continua il monitoraggio delle ondate di piena.

Redazione Nove da Firenze