Firenze, donna muore a 51 anni al pronto soccorso

Cause da accertare. La Asl: "Non è mai emersa alcuna positività al batterio New Delhi". Escluso anche che si sia trattato di una sepsi da microrganismi multi resistenti. “Cosa aspetta la Regione Toscana ad istituire laboratori attivi 24 ore al giorno che individuano in poche ore batteri causa dell’infezione? L’unità di crisi regionale non ha prodotto risultati, i casi di infezioni e decessi sono in aumento” chiede il Consigliere Paolo Marcheschi (Fdi) in un’interrogazione alla Giunta regionale e all’Assessorato alla Salute. Marchetti e Stella (FI): «Escalation preoccupante. Tempi di reazione lenti e sordina ingiustificabili»


Una donna è morta nelle scorse ore al pronto soccorso dell'ospedale San Giovanni di Dio, a Firenze. In una nota diffusa poco fa, la Asl Toscana Centro evidenzia quanto segue: "Riguardo al caso di decesso della donna di 51 anni al San Giovanni di Dio, l’Azienda Sanitaria precisa che non è mai emersa alcuna positività al batterio New Delhi. Si esclude anche che si sia trattato di una sepsi da microrganismi multi resistenti. Quando è arrivata al Pronto Soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio, la donna era già in uno stato avanzato di shock settico e il suo quadro clinico è apparso da subito grave. Sono in corso accertamenti per stabilire la causa della morte della donna. Ulteriori riscontri arriveranno dagli esami istologici sul materiale prelevato durante il riscontro diagnostico che è stato richiesto dall’Azienda in accordo con i familiari".

In Toscana si è registrato il più grande focolaio mai visto al mondo per quanto concerne il batterio New Delhi. Dal novembre 2018 al 31 dicembre scorso i decessi correlabili al batterio sono stati 49 su 153 casi di pazienti positivi (il 32%). Soltanto lo scorso dicembre, in Toscana, i casi di setticemia con positività al superbatterio sono stati 14. Nelle ultime settimane si registrano due pazienti deceduti all’ospedale fiorentino di Torregalli e risultati positivi al New Delhi.

Cosa aspetta la Regione Toscana ad istituire laboratori che attivi 24 ore al giorno che individuano in poche ore batteri causa dell’infezione? Alle interrogazioni di Fratelli d’Italia l’Assessorato alla Salute ha risposto che è attiva un’unità di crisi che monitora la diffusione significativa del superbatterio New Delhi. Purtroppo, però, i risultati non si vedono: i casi di infezioni e decessi sono in aumento -dichiara il Consigliere Paolo Marcheschi (Fdi), che ha presentato una nuova interrogazione al riguardo- E per quale motivo, come si apprende da articoli di stampa, nonostante l’alta percentuale di mortalità per sepsi e choc settico, rimane nel cassetto, ormai dallo scorso settembre, la delibera sulla riorganizzazione della rete delle microbiologie cliniche? La priorità della salute pubblica è messa in secondo piano rispetto a motivi politici? -chiede Marcheschi.

«Lo sapeva tutta Italia dopo una circolare ministeriale di allerta del maggio 2019. Lo sapeva tutta Europa dopo l’allerta sui contagi transfrontalieri. Invece i cittadini toscani sono stati informati del focolaio di superbatterio New Delhi sviluppatosi in area apuana solo a settembre, con gli ospedali che sono stati attrezzati solo successivamente e ahinoi tardivamente rispetto a un agente patogeno così aggressivo e resistente alle terapie antibiotiche anche di secondo livello. I risultati li piangiamo oggi con un’escalation di decessi e contagi tra cui l’ultimo, ma non il primo, avvenuto a Firenze presso l’ospedale Torregalli. Si è voluto minimizzare, non era proprio il caso. E’ una grave responsabilità politica, quella che Pd e sinistre si sono assunti»: così il gruppo di Forza Italia nel Consiglio regionale della Toscana con il Capogruppo Maurizio Marchetti e il Consigliere Marco Stella (Vicepresidente dell’Assemblea). Proprio Forza Italia, nel settembre 2019, scoprì il comunicato di allerta diramato dal ministero della salute il 30 maggio 2019 e le successive valutazioni avanzate sei giorni dopo riguardo ai focolai del superbatterio del tipo New Delhi (Cpe-Ndm) nel territorio dell’Azienda Usl Toscana Nordovest dall’Istituto superiore di sanità che intravedeva rischio contagio per l’intera zona euro: «Dinanzi a questo scenario – ricordano Marchetti e Stella – la Regione si è attivò con decreto dirigenziale 12772 solo il 26 luglio. Tardi. Tardissimo. La Asl N-O, a sua volta, ha attivato la propria unità di crisi solo a settembre. Il tutto in colpevole silenzio su un batterio dagli esiti di mortalità noti ed elevati: si viaggia fra il 30% e il 40%. La gestione dell’emergenza è stata riprovevole». «Oggi – incalzano Marchetti e Stella – paghiamo lo scotto di questa grave sottovalutazione portata avanti da Pd e sinistre in Toscana. In tutta Italia i focolai in Asl Nord-Ovest erano oggetto di azioni di contrasto, e qui invece erano oggetto di silenzio e oscurantismo. Il problema è di salute pubblica e la governance sanitaria ha taciuto. Taciuto e tardato. E’ una responsabilità grave, e adesso il fenomeno dei contagi da Ndm si va espandendo».

Redazione Nove da Firenze