Firenze, Disneyland rinascimentale: un patrimonio da consumare

La Filcams Cgil lancia l’allarme sulle piattaforme on line: “Rischio lavoro nero e precarizzazione”


Nelle ultime settimane si è alzato il dibattito intorno alle modalità con cui il turismo viene consumato a Firenze. L'ultima notizia riguarda l'indagine Tecnocasa secondo cui nel 2017 il 94% delle case in centro sono state acquistate da investitori per fini turistici. 

Sono ormai milioni infatti i turisti che vengono a Firenze usando le piattaforme on line, tipo AirBnB e Booking.

 Maurizio Magi della Filcams CGIL commenta "Non vogliamo demonizzare la modernità né tanto meno cedere alla nostalgia per la Firenze dei bei tempi andati. L'esplosione degli affitti diretti di alloggi o camere attraverso i portali on-line segna però una grande preoccupazione. Queste tipologie di affitto rendono infatti complessa una qualsivoglia verifica delle condizioni di lavoro nel settore. Il lavoro nero, la mancata applicazione del corretto Contratto nazionale del settore sono purtroppo la normalità e non l'eccezione. Questo malcostume non si limita però al solo settore degli “affittacamere”, ma si sta rafforzando in tutto il settore turistico e ricettivo, soprattutto a causa del massiccio utilizzo del lavoro a chiamata e degli appalti che precarizzano il lavoro e sono un veicolo per abbassare diritti e salari dei lavoratori e delle lavoratrici.
Occorrono per questo verifiche e controlli accurati e il pieno rispetto del Testo Unico del sistema turistico regionale (Legge Regionale 86/2016), che prevede tra l'altro che in ambito turistico si debbano applicare i relativi contratti collettivi nazionali di lavoro, sottoscritti dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori e dalle associazioni dei datori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale e gli accordi sindacali di secondo livello (Art. 103)".

"È evidente che gli interessi economici, senza alcune regolazione pubblica, senza indirizzo strategico in cui coinvolgere anche le parti sociali, tendono a uno sfruttamento intensivo del territorio, a consumare i nostri beni artistico-culturali senza alimentare nuove risorse e creatività, ad abbassare tutele e diritti di chi lavora, a favorire la rendita. Non ci rassegniamo al fatto che il destino di Firenze, e in particolare del centro storico, sia quello di una “Disneyland rinascimentale” ad uso e consumo del turismo di massa. Anche per questo come CGIL abbiamo fatto una scelta in controtendenza, la scelta di restare con la nostra Camera del Lavoro all'interno del centro storico, senza assecondare le spinte a svuotarlo di cittadini e mantenendo un presidio attivo per il lavoro e la cittadinanza tutta. Per questo proponiamo, a partire dal bisogno di promuovere e tutelare un lavoro stabile e di qualità, un tavolo di confronto alla Città metropolitana e ai comuni dell’area fiorentina in cui discutere le proposte per arginare il boom di turismo mordi e fuggi, di turisti inseriti in grandi percorsi nazionali e internazionali che restano mediamente a Firenze non più di due giorni.
Percorsi che attraversano la città, senza costruire esperienze, senza lasciare nulla in termini di crescita per sé e per la città. Un tavolo di confronto che punti sulla tutela del patrimonio attraverso un piano pubblico annuale che potenzi, indirizzi e armonizzi gli interventi di restauro, invece di accettare la perdita di lavoro e competenze come sta avvenendo oggi. Un tavolo per definire come incentivare un turismo più lento e di maggiore qualità e che sia in grado di promuovere l'idea di un “museo diffuso” capace di coinvolgere e valorizzare le tantissime bellezze diffuse sul territorio metropolitano, creando ad esempio percorsi specifici sostenuti dalle nuove tecnologie, e allentando la pressione sul centro storico fiorentino. Un tavolo infine che discuta di una Firenze non solo culla del Rinascimento ma anche moderno distretto culturale in grado di attrarre le tendenze artistiche emergenti coinvolgendo primariamente i tanti giovani che arrivano a Firenze per motivi di studio. Siamo convinti che da questo lavoro può nascere un'opportunità di crescita di accessi turistici complessivi e di ricchezza diffusa conciliati con la piena realizzazione dei diritti di cittadinanza di chi vive, lavora, studia o viaggia a Firenze" conclude Gianluca Lacoppola della Segreteria Camera del Lavoro Metropolitana di Firenze.

Redazione Nove da Firenze