Rubrica — Editoria Toscana

“Firenze dà i numeri” di Maria Venturi

Ripercorrendo le trasformazioni della società a partire dal Trecento, il volume racconta la storia dei numeri dipinti o incisi negli stipiti di alcuni palazzi fiorentini. La presentazione si tiene a palazzo del Pegaso, lunedì 3 febbraio alle 17, in sala Amintore Fanfani. Interviene il presidente dell’Assemblea toscana Eugenio Giani


Firenze – Il significato dei numeri dipinti o incisi negli stipiti di alcuni palazzi del centro di Firenze accanto agli attuali numeri civici. Ce lo spiega il libro “Firenze dà i numeri” di Maria Venturi, edizioni dell'Assemblea che viene presentato, lunedì 3 febbraio alle 17 nella sala Amintore Fanfani a palazzo del Pegaso (via Cavour 4).

Quei numeri sono ciò che rimane della prima numerazione che contrassegnò gli stabili della città. Furono i governanti francesi nel 1809, all’inizio del breve periodo in cui Firenze e la Toscana fecero parte dell’Impero napoleonico, a marchiare in progressione da 1 a 8028 gli edifici di una città che con le sue mille vie e viuzze, vicoli e piazzette, era risultata per loro un’invivibile giungla. Nel volume si ripercorrono le trasformazioni della società a partire dal Trecento, ricostruendo l’operato dei nuovi amministratori, facendo rivivere, grazie all’identificazione del numero civico, realtà di Firenze altrimenti scomparse. Leggendo, si capisce come fu gestita la distribuzione dei numeri e perché oggi sia importante conoscere quel sistema.

Alla presenza dell’autrice, dopo i saluti del presidente dell’Assemblea toscana Eugenio Giani, interviene Luca Brogioni, responsabile dell’Archivio Storico del Comune di Firenze.

Redazione Nove da Firenze