Firenze attiva un numero contro il razzismo: è 392-538648

Sarà operativo dal 2 marzo assieme a uno sportello di Cospe (Cooperazione per Sviluppo Paesi Emergenti). Un servizio di assistenza alle vittime di crimini e discorsi d’odio


Uno sportello e un numero attivi tutta la settimana per rispondere a una emergenza ad oggi “silenziosa”: quella delle tante vittime dei reati di discriminazione e di odio. Lo sportello, realizzato da Cospe (Cooperazione per Sviluppo Paesi Emergenti), è stato presentato questa mattina a Palazzo Vecchio, dalla vicesindaca Cristina Giachi, l'assessore al welfare Andrea Vannucci, Udo Enwereuzor, responsabile migranti di Cospe e Marco Bouchuard, magistrato e fondatore della Rete Dafne. 

“I crimini di odio – ha detto Udo Enwereuzor - sempre più frequenti, ma ancora poco riconosciuti e soprattutto poco denunciati a causa di un clima di crescente e pericolosa rassegnazione delle vittime”.
E’ per questo che Cospe, con il sostegno dell’iniziativa “Odiare di costa”, promossa dall'associazione Tlon e dallo studio legale Wildside di Cathy La Torre e avvalendosi delle competenze della Rete Dafne e di Asgi (Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione), ha deciso di istituire, un servizio di ascolto, sostegno e assistenza alle persone vittime dei reati e discorsi d’odio razzista e della violenza xenofoba
“Farsi carico anche del discorso di odio come esercizio di razzismo e discriminazione non è assolutamente secondario – ha sottolineato la vicesindaca Giachi – oggi assistiamo al diffondersi di una pericolosa pratica discorsiva, anche superficiale, che deve indurci a tenere alta la sorveglianza perché anche quando non sfociano in un crimine d’odio tali discorsi producono guasti e fragilità sociali che le persone pagano carissimo. Uno sportello come questo serve proprio a far capire che c'è un livello di diffusione del morbo terribile della discriminazione, del razzismo, e dell’odio, quando non anche delle pratiche violente che a volte ne conseguono, rende necessaria la cura delle vittime che spesso nemmeno denunciano quanto subito”.
Lo sportello sarà attivo presso la sede di Cospe (via Slataper, 10, Firenze) tutti i giovedì (dalle ore 10.00 alle ore 17.00). Stesso orario per il numero telefonico di assistenza che sarà attivo tutti i giorni dal lunedì al venerdì (10.00 – 17.00) mentre la segreteria telefonica sarà attiva h24. Gli operatori Cospe raccoglieranno i singoli casi segnalati dalle vittime di odio e le orienteranno verso servizi specifici a consulenze legali e di esperti. Il numero, che sarà presto diffuso attraverso spot radio e volantini, è il: 392-5386480.
“I crimini d'odio sono particolarmente insopportabili – ha dichiarato l'assessore Vannucci- e spesso le persone che li subiscono si sentono sole e spaesate. Da qui la necessità di accompagnare le vittime di questi crimini in un percorso e di parlare di sicurezza al plurale piuttosto che al singolare. Voglio quindi ringraziare Cospe per un'iniziativa che vuole fare fronte a questa emergenza e per un messaggio che trova terra feconda a Firenze: la nostra città ha nel tessuto dell'associazionismo e del volontariato professionale una forza. Senza dimenticare la rete Dafne ed Asgi, l'Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione”.
“I dati di quest’emergenza, a cui questo servizio risponde – ha concluso Enwereuzor - sono del resto sconcertanti: negli ultimi 5 anni la pubblica espressione dell’odio sotto forma di atti fisici o psicologici e discorsi che incitano all’odio, è aumentata esponenzialmente. Lo dimostrano anche gli ultimi dati forniti dall’Osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori (Oscad) appena qualche settimana fa: tra questi colpisce il raddoppio dei reati discriminatori di razza, etnia, nazionalità, religione che passano dai 494 del 2016 agli 828 del 2017 e agli 801 del 2018. Nell'anno appena concluso se ne contano 969”.
Quest’iniziativa, nata nell’ambito “V-START - Sensibilizzazione e lavoro di rete per le vittime dei crimini d’odio”, si inserisce nel Patto Sociale contro il Razzismo lanciato dal Sindaco e dal Rettore il 6 dicembre scorso.

Redazione Nove da Firenze