Fiorino d'oro a Lorenzo Orsetti: la proposta della Fiom Firenze

Il "crociato" italiano era in realtà un volontario dell'estrema sinistra fiorentina. Grassi, Verdi e Alberici: “Il suo testamento spirituale ci sia da guida nell'agire quotidiano”


Firenze, 19-3-2019- E' notizia di ieri la morte del fiorentino Lorenzo “Tekoser” Orso, caduto combattendo in Rojava Kurdistan, nel nord della Siria. Il sedicente Stato islamico ha annunciato di aver ucciso un "crociato" italiano durante la battaglia a Baghuz, in uno scontro tra l'organizzazione jihadista e le Forze democratiche siriane, alleanza curdo-araba sostenuta dagli Stati Uniti. Lorenzo Orsetti, fiorentino classe 1986, aveva lasciato il lavoro nell'alta ristorazione, dopo 13 anni, per seguire la causa curda. E' stato cameriere, sommelier e cuoco

Orso era un ragazzo fiorentino di appena 33 anni -afferma Daniele Calosi, Segretario Generale Fiom Cgil FirenzeHa scelto di andare a combattere contro il fondamentalismo islamico, affrontando una pericolosa traversata dell’Europa, per unirsi ai partigiani curdi, da sempre in lotta per la propria autodeterminazione, per la Democrazia, l’Eguaglianza, la Libertà. Orso non era un bandito. Era un partigiano del nuovo millennio. Penso Firenze debba rendergli onore, ricordandolo col Fiorino d’Oro per la Resistenza, per questa nuova Resistenza”.

"Oltre un anno e mezzo fa aveva lasciato Firenze per unirsi alle forze kurde delle YPG–YPJ e portare il suo contributo alla lotta per la difesa del progetto di liberazione messo in atto, nei territori liberati dall’Isis, dalle strutture di autogoverno popolare del Kurdistan -raccontano i compagni del CPA Firenze Sud- Come tanti internazionalisti prima e dopo di lui, la scelta difficile e generosa di Lorenzo di cambiare radicalmente la sua vita, lasciando affetti, amici e sicurezze per andare a combattere per i propri ideali, non può essere ridotta alla lotta contro il fondamentalismo islamico, che tanto appassiona media e politicanti nostrani, capaci di strumentalizzare la vita e la morte delle persone per fini propagandistici. La sua scelta, convinta e consapevole, è stata quella di rischiare tutto pur di fare quello che riteneva giusto, restare fedele ai suoi ideali di libertà, giustizia ed uguaglianza. Lorenzo era in Rojava per sostenere una lotta, non solo militare, che deve investire tutti gli aspetti della nostra vita, affinché sia possibile costruire una società libera da rapporti di dominio, siano essi di etnia, di classe o di genere. Questo era l’obiettivo del suo impegno militante, questa la sua fonte di coraggio".

Anche Potere al popolo Firenze è vicino alla famiglia di Orso, ai suoi amici ed a tutti/e coloro che condividono la sua stessa causa: "Lorenzo aveva abbracciato la causa dei kurdi, che è la causa di tutti coloro che vogliono un Medio Oriente fatto di pace, democrazia e giustizia sociale, in cui non saranno più l’Isis, l’imperialismo Turco e saudita, o peggio quello della NATO e delle grandi potenze a determinare il destino degli uomini e delle donne".

“Lorenzo Orsetti era un partigiano moderno. Se ne va un ragazzo fiorentino che aveva fatto una scelta di parte, coraggiosa e forte. Il nostro cordoglio va alla sua famiglia, che rispettosa e in punta di piedi lo sta onorando anche ora”. Così Tommaso Grassi, capogruppo di Firenze riparte a sinistra, insieme alle Consigliere Donella Verdi e Adriana Alberici commentano l'uccisione di Orsetti da parte dell'Isis. “La sua morte è una grande perdita per tutta la nostra comunità. Ma da ragazzo serio e concreto – continuano Grassi, Verdi e Alberici - aveva già pensato anche a questo momento e non ci ha abbandonato nello sconforto e nel dolore. Ci ha lasciato un testamento spirituale, un testo che emoziona perché è stato scritto da chi ha dato la vita per ciò in cui credeva”. E spiega Grassi: “Solo dopo la notizia della sua morte ho scoperto chi erano suo padre, che conosco da anni, e sua madre. Le loro parole, tristi ma forti, mi hanno permesso di conoscerlo. E spero proprio che la sua memoria sia da guida nel nostro agire quotidiano”. “Dalle istituzioni ci saremmo aspettati molto di più. Il Governo non ha ancora rilasciato nessuna dichiarazione: siamo esterrefatti. Nardella ha fatto una chiamata al padre solo stamani. E invitiamo chi nel Governo vuol dimostrare vicinanza alla famiglia e vuol onorare la memoria di Lorenzo Orsetti a farlo – concludono il capogruppo e le Consigliere - perché Lorenzo era un fiorentino e proprio da Firenze è partito per aiutare un popolo martoriato a riconquistare la libertà”.

Muoio col sorriso sulle labbra perché ho dato la vita per il prossimo. Sono queste le ultime parole che Lorenzo Orsetti ha voluto lasciarci, poco prima di morire a Baghuz, in Siria, ucciso durante un contrattacco dell'Isis -dichiara la parlamentare del partito Democratico Rosa Maria Di Giorgi- Lorenzo era un ragazzo conosciuto a Firenze, aveva frequentato gli scout, lavorava nel settore della ristorazione. Un giovane come tanti, che amava la musica ed il divertimento con gli amici. Il suo senso di giustizia, e l'urgenza di fare qualcosa di 'concreto' per aiutare gli altri, come lui stesso diceva, lo avevano spinto a migliaia di chilometri da casa, per difendere donne, bambini, civili, attaccati in maniera criminale dai tagliagole al servizio del sedicente Stato Islamico. Nelle sue interviste dalla Siria ci chiedeva di 'non voltarci dall'altra parte'. La stessa cosa che ci hanno chiesto venerdì scorso le centinaia di migliaia di ragazzi che sono scesi in piazza a difesa del pianeta. Lorenzo aveva scelto un'altra strada, più radicale, dietro cui c'era comunque la voglia di combattere per un mondo più giusto. E forse era lì perché nonostante tutto, l'Occidente, noi, non stiamo facendo tutto quello che è necessario fare per sconfiggere l'orrore del Daesh, e restituire la libertà ad un popolo oppresso. Per questo oggi è giusto ricordare Lorenzo, e riflettere su quello che con la sua breve vita e con la sua tragica morte ha voluto dirci”.

Redazione Nove da Firenze