Fallimento Rifle: raggiunto l’accordo per la CIGS di 12 mesi

Filctem Cgil e Femca Cisl: “Un importante risultato, salvaguardata la forza lavoro. Ora auspichiamo che qualcuno si interessi a questo prestigioso marchio”


Il 4 novembre 2020 è stato raggiunto l’accordo di cassa integrazione straordinaria per 12 mesi per tutti i dipendenti della Rifle E Co, storica azienda di Barberino di Mugello dichiarata fallita il 30 settembre. L’accordo riguarda anche le maestranze impegnate nei negozi sparsi i tutta Italia

.“Con questo accordo – dicono Alessandro Lippi della Filctem-Cgil e Gianluca Valacchi della Femca-Cisl di Firenze - abbiamo al momento salvaguardato il 100% della forza lavoro, ma è per noi solo un punto di partenza. Confidiamo infatti che in questi 12 mesi, qualcuno possa essere interessato al prestigioso marchio che rappresentava i jeans italiani nel mondo e di conseguenza, per noi obbligata, anche alle persone che vi lavorano.” “Ci teniamo a sottolineare – aggiungono Lippi e Valacchi - il ruolo avuto da chi gestisce la procedura fallimentare, sia il curatore che i consulenti incaricati, a cui vanno i nostri ringraziamenti per la sensibilità dimostrata nei confronti delle istanze sindacali, pur mantenendo intatto l’interesse della procedura. Adesso si aprirà il confronto per gestire eventuali volontà individuali di uscita, anche temporanea dall’azienda e per magari ricollocarsi, pur in un momento così difficile per il comparto, presso altre realtà produttive.”

La Filctem-Cgil e la Femca-Cisl esprimono, pur nel rammarico del fallimento, soddisfazione per questo primo importante risultato conseguito.

Redazione Nove da Firenze