Enrico Rossi: "La sinistra deve battersi per migliorare una sanità universalistica"

Il Capogruppo di Forza Italia Maurizio Marchetti: «Situazione che contraddice il diritto alla salute, colpa di una sinistra che pensava di governare la sanità badando ai clientelismi e non ai servizi». Interrogazione di Sì Toscana sulla stabilizzazione di figure precarie. L’assessore Stefania Saccardi risponde al consigliere del Movimento 5 stelle Andrea Quartini al Centro socio sanitario Giovannini di Prato


FIRENZE- "La sinistra deve battersi per migliorare un sistema sanitario che vogliamo universalistico, pubblico, sostanzialmente gratuito e pagato dalla fiscalità generale". È con questa dichiarazione di principio che il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha iniziato il suo intervento nel corso dell'iniziativa di presentazione del libro "La salute sostenibile. Perchè possiamo permetterci un servizio sanitario equo ed efficace", scritto da Marco Geddes da Filicaia per i tipi de Il pensiero scientifico editore. L'occasione è stato il dibattito organizzato da "Diritti a sinistra" di Firenze presso l'auditorium della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze. Il presidente Rossi ha parlato della necessità per la sinistra di ridefinire il proprio pensiero e di anno zero per la sanità, iniziato con i tagli di Tremonti e Monti e giunto ormai ad una spesa pro capite inferiore alla media europea. "La Regione Toscana - ha spiegato - aveva introdotto i ticket per il solo 25% della popolazione, per i più ricchi. È stato Monti a costringerci a metterlo anche sui redditi medio bassi al di sopra dei 36.000 euro. E con 11 milioni di italiani che hanno assicurazioni private significa che si è colpita l'universalità del sistema sanitario. Ma per la sinistra vale la pena di battersi per mantenere il sistema universalistico". Enrico Rossi ha quindi detto che l'appropriatezza della spesa farmaceutica può essere perseguita meglio nel pubblico, della necessità di regolare l'esercizio della libera professione, definita "un'anomalia tutta italiana", della necessità di ascoltare i cittadini e di concedere il rinnovo del contratto ai medici che l'aspettano da sette anni. "Dobbiamo valorizzare - ha aggiunto - il ruolo dei medici di famiglia. Pagare bene chi lavora di più e meglio e regolare la spesa farmaceutica puntando sui farmaci equivalenti. C'è poi la necessità di garantire i denti a tutti e di intervenire sulla disabilità, andando oltre il pronto badante. Lo si deve fare costituendo un fondo apposito per gli interventi a sostegno della disabilità, che deve avere un proprio specifico canale di finanziamento". Dopo aver annunciato per il prossimo mese di luglio la presentazione del nuovo Piano sanitario regionale, il presidente ha concluso osservando che il libro di da Filicaia ha il pregio di rivalutare il servizio pubblico perchè i grandi sistemi pubblici si governano a partire da alcuni grandi valori di fondo, per questo "vorrei che la Regione Toscana facesse della sanità un punto di qualità del suo governo, anche rispetto al quadro nazionale".

«La sinistra per anni, se non decenni, ha pensato di poter governare la sanità toscana badando ai clientelismi e non hai servizi sanitari propriamente detti. Ha investito sulle poltrone dei burocrati, anziché sui letti dei pazienti. Le liste d’attesa lamentate oggi a Siena, ma purtroppo l’area senese fa pendant col resto della Toscana, sono il frutto di quella conduzione colpevole da parte dei governi regionali di sinistra che si sono succeduti e di amministrazioni locali che a Siena più che altrove sono rimaste ‘a pelle di leone’ dinanzi a quella cattiva governance. In barba ai bisogni dei cittadini»: parte frontale l’attacco con cui il Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti interviene sui dati relativi alle liste d’attesa in sanità al policlinico Le Scotte di Siena e nell’area senese dell’Azienda sanitaria d’area vasta Sud Est diffusi questa mattina dalla stampa locale. Non una prima volta, né per Marchetti né per Forza Italia in generale: «Da tempo affrontiamo il tema delle liste d’attesa in sanità sia a Siena che sul resto del territorio regionale – spiega il capogruppo regionale degli azzurri – perché certe situazioni limite, e in particolare i tempi d’attesa legati alla diagnostica per immagini, si vanno cronicizzano da anni e lustri. Gli undici mesi di attesa per la mammografia a Siena non sono purtroppo un caso né isolato né il peggiore in Toscana. Così come per le eco-addome. Addossare la responsabilità a una presunta inappropriatezza prescrittiva da parte dei medici di base non è corretto: se un paziente lamenta un dolore addominale, escluse le diagnosi possibili attraverso l’osservazione esterna e la palpazione, bisogna guardare dentro quell’addome. Per forza, non c’è alternativa». Forza Italia, sottolinea Marchetti, ha sempre avanzato proposte, oltre che proteste: «La nostra ricetta è sempre la stessa: prolungamento degli orari di offerta del servizio, con utilizzo dei macchinari a pieno regime, e, nell’immediato, acquisto di pacchetti di prestazioni presso il privato sociale o convenzionato per azzerare le liste con criticità più acute. La filosofia è: tornare a un punto zero, e da lì ripartire con un governo dell’erogazione del servizio più ‘sano’, ovvero modellato sui bisogni di assistenza e cura della persona e non sul consenso elettorale da coltivare a colpi di clientelismi. Perché questo è stato fatto finora e così Rossi in particolare ha portato quello che era un buon sistema sanitario regionale, quello toscano, sull’orlo del baratro e a un passo dal regime commissariale».

Una interrogazione del gruppo Sì Toscana a sinistra per sapere dalla Giunta se intenda intervenire, nell’ambito delle sue competenze, nei confronti della dirigenza dell’Azienda sanitaria Nord ovest affinché, nell’ottica del Decreto legislativo 75/2017, proceda alla pianificazione e quindi alla integrazione del proprio organico prioritariamente attraverso la stabilizzazione del personale precario esistente, prima di procedere a eventuali nuovi concorsi. Nel rispondere alla interrogazione l’assessore Saccardi si è soffermata sulla garanzia di adeguato accesso dall’esterno, affermando di dover tener presente che per le stabilizzazioni vale il limite massimo complessivo del 50 per cento delle risorse finanziarie disponibili per le assunzioni, come sottolineato in una specifica delibera di Giunta, la n. 230 del 2018. Questi sono i principi generali ai quali tutte le aziende e gli Enti del Servizio sanitario regionale devono attenersi. “Alla luce di quanto sopra – ha sottolineato l’assessore – non è ipotizzabile un intervento regionale nei confronti dell’Ausl Toscana nord ovest nei termini espressi dai consiglieri, in quanto un intervento del genere risulterebbe non rispettoso del principio di garanzia dell’adeguato accesso dall’esterno”. Secondo Paolo Sarti (Sì Toscana a sinistra) per il personale precario vedere bandire nuovi concorsi non è certo incoraggiante: da qui la non soddisfazione per la risposta e l’auspicio di una diversa cabina di regia.

“Nella giornata in questione si è verificata una riduzione delle attività e degli accessi degli utenti alla struttura per le condizioni climatiche critiche. Oltre alla scarsa affluenza, per tutelare la sicurezza del personale in servizio, è stata disposta la chiusura anticipata di alcune servizi del presidio”. Così l’assessore alla Sanità della Regione Toscana, Stefania Saccardi, ha risposto all’interrogazione presentata dal consigliere del Movimento 5 stelle Andrea Quartini sul video apparso sul web in cui la struttura sanitaria “Roberto Giovannini’’ di Parto, nel giorno dell’ultima nevicata in città (1 marzo), appare essere “deserta e abbandonata a se stessa”. Secondo quanto dichiarato dall’assessore, la chiusura anticipata è stata “comunicata all’utenza attraverso l’affissione di cartellonistica, all’interno e all’ingresso della struttura”. Sugli eventuali provvedimenti disciplinari nei confronti dei responsabili della struttura, Saccardi ha specificato che la “criticità si è verificata solo ed esclusivamente in una parte della struttura particolarmente coinvolta dagli esiti delle condizioni climatiche sfavorevoli”. “I fatti oggetto dell’interrogazione – ha detto ancora l’assessore – sono conseguenti ad una carenza del soggetto incaricato dalla sorveglianza. È stata applicata una penale di 1500 euro per mancato rispetto degli orari di servizio, dei passaggi programmati e mancata chiusura dei presidi. Sono comunque state previste azioni di miglioramento per rendere ancora più evidente il divieto d’ingresso e di passaggio qualora fossero ravvisate le necessità” ha concluso Saccardi. Parzialmente soddisfatto della risposta si è dichiarato Quartini. “Non abbiamo fatto una bella figura come Toscana” ha detto. “Le criticità nel video sono evidenti. Lasciare a se stesso un presidio senza nessuna vigilanza con il rischio di furto di informazioni sensibili, è assolutamente inaccettabile”.

Redazione Nove da Firenze